
Sia le forze armate ucraine che i ribelli filorussi si sono macchiati di violenze e torture contro la popolazione civile del sud-est ucraino. È quanto denuncia l'Onu in un rapporto in cui evidenzia anche le pessime condizioni in cui versano i circa 5,2 milioni di abitanti del Donbass, rimasti nella zona di conflitto in pieno inverno, in abitazioni senza acqua né riscaldamento. "Gli sforzi del governo" di Kiev "per proteggere l'integrità territoriale dell'Ucraina e ristabilire l'ordine nella zona di conflitto - fa sapere l'Onu - si sono accompagnati a detenzioni arbitrarie, torture e sparizioni" di persone accusate di separatismo. "La maggior parte di queste violazioni dei diritti dell'Uomo - prosegue il rapporto - sembra sia stata commessa da alcuni battaglioni di volontari o dai servizi di sicurezza ucraini (Sbu)". Le Nazioni Unite accusano allo stesso tempo i separatisti di aver creato "uno Stato criminale" nelle regioni sotto il loro controllo con il sostegno di "combattenti stranieri": un chiaro riferimento alle truppe russe di cui Mosca nega la presenza. I ribelli, secondo l'Onu, hanno messo in atto assassinii, torture, rapimenti e hanno costretto ai "lavori forzati" prigionieri e civili "arrestati".
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