
L'avvocato di Yulia Timoshenko, Nikolai Titarenko, ha rinunciato a difendere l'ex premier ucraina in tribunale perché "non a conoscenza della questione nella sua interezza". L'attuale leader dell'opposizione ha acconsentito alla richiesta del legale che, a suo avviso, non era in grado di difenderla adeguatamente perché il tribunale non gli aveva dato tempo a sufficienza per analizzare il caso. La corte presieduta da Rodion Kireiev ha accolto l'istanza della difesa dopo un'interruzione del processo durata tre ore e, successivamente, ha deciso di rimandare l'udienza a venerdì. Dopo il ritiro di Titarenko, la Timoshenko ha chiesto di sospendere il processo per tre giorni per poter trovare un altro avvocato. Il giudice ha però risposto che la leader dell'opposizione ha un altro legale, Serghei Vlasenko, che, a detta del magistrato, non si presenta in aula nonostante le continue notifiche da parte del tribunale. La Timoshenko ha replicato che l'avvocato è fuori sede per raccogliere prove della sua innocenza. Dopo aver proposto all'imputata di farsi difendere da un avvocato d'ufficio ed essersi sentito rispondere da questa con un secco "grazie, non voglio", il giudice Kireiev ha infine deciso di sospendere l'udienza per tre giorni. La Timoshenko è accusata di abuso di potere per aver imposto alla società statale energetica ucraina Naftogaz un accordo con il colosso russo Gazprom per le importazioni di gas nel 2009, senza il parere del governo da lei guidato. Secondo l'accusa, il prezzo concordato, di 450 dollari ogni 1000 metri cubi, sarebbe stato svantaggioso per l'Ucraina. L'ex premier, che rischia dai sette ai dieci anni di carcere, si dice innocente e definisce quello a suo carico un "processo farsa" orchestrato dalla fazione del presidente Viktor Yanukovich per sbarazzarsi di lei a livello politico. ATS
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