
Kiev, che dipende già dalla Russia per le forniture di gas e per il combustibile nucleare, ha annunciato di aver avviato negoziati per acquistare elettricità dalla Russia: paradossale ma inevitabile, perché tutte le numerose miniere di carbone del Paese, che garantivano il 40% della produzione nazionale di elettricità, si trovano nel Donbass e, se non sono state distrutte dai bombardamenti, sono sotto il controllo dei separatisti filorussi. Intanto le riserve si stanno esaurendo: il ministro dell'energia, Vododimir Demcishin, ha riferito che non restano che 1,4 milioni di tonnellate di carbone, ossia meno della metà del fabbisogno invernale totale. E la Russia ha aggravato la situazione bloccando in novembre le sue forniture di carbone all'Ucraina dopo aver invocato un "caso di forza maggiore". Ora Mosca chiede come condizione che Kiev assicuri l'approvvigionamento della Crimea, annessa alla Russia, che dipende ancora fortemente dall'Ucraina per acqua ed elettricità.
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