
"I dirigenti del Paese tentano di eliminare fisicamente Iulia Timoshenko". Lo ha denunciato il braccio destro dell'ex premier ucraina e attuale leader dell'opposizione svelando che la protagonista della Rivoluzione arancione filo-occidentale del 2004, dietro le sbarre da cinque mesi, avrebbe perso conoscenza per più di due ore dopo che i medici le hanno somministrato dei sospetti farmaci per una non meglio precisata "infezione virale acuta". L'episodio ha sollevato critiche rievocando persino l'avvelenamento da diossina (dietro il quale si sospetta ci sia lo zampino di Mosca) che nel 2004 deturpò il volto di Viktor Iushenko, ex presidente e alleato di Timoshenko nei giorni della Rivoluzione arancione. La Timoshenko avrebbe perso conoscenza la sera del 6 gennaio e, stando a Turcinov, gli agenti della polizia penitenziaria sarebbero intervenuti solo dopo 20 minuti nonostante la compagna di cella dell'ex premier cercasse di richiamare la loro attenzione battendo violentemente coi pugni sulla porta. Il numero due del partito di "Iulia" non ha usato mezze parole e ha puntato il dito contro il governo di Viktor Ianukovich. I medici del carcere femminile di Kachanivska, nell'Ucraina orientale, dove la donna è rinchiusa da fine dicembre, avrebbero invece giustificato l'episodio semplicemente come "una reazione dell'organismo ai farmaci" somministrati. Quello di quattro giorni fa è però solo l'ultimo dei problemi di cui, secondo i rappresentanti dell'opposizione, soffre la loro leader. Ad agosto, due settimane dopo che il giudice l'aveva fatta arrestare in tribunale per aver mancato di rispetto alla corte e ai testimoni, la Timoshenko si è ritrovata con il corpo ricoperto di 'misteriosì lividi di cui si ignora la causa. Da novembre, inoltre, l'ex premier soffre di forti dolori alla zona lombare della colonna vertebrale che la costringono a letto. ATS
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