
Una decisione controversa, che sta facendo discutere in Ucraina. La Rada, il parlamento ucraino, ha infatti deciso di approvare una legge in cui si equipara il nazismo al comunismo, vietando i simboli di entrambi i regimi, la loro propaganda e la negazione del loro carattere "criminali".
Pesanti le pene per i trasgressori, fino a 5 anni di reclusione. Ma, come riporta il Corriere della Sera, il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme Efraim Zuroff non ci sta e definisce la decisione oltraggiosa. "Il parlamento ucraino cerca di deviare l'attenzione dai crimini dell’Ucraina durante la Shoah ed equipara falsamente nazismo e comunismo. L’Ucraina è solo l’ultima delle ex repubbliche sovietiche post-comuniste, guidate dai Paesi Baltici, a far passare una tale legislazione".
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