
È di almeno quattro morti e un centinaio di feriti il bilancio aggiornato dei raid lanciati su Kiev e Kharkiv dalle forze armate russe nelle scorse ore. 260mila residenti della capitale sono senza elettricità. Partendo da queste ultime novità, Ticinonews ha chiesto a Pietro Batacchi, direttore della rivista italiana “Difesa”, quali sono le prospettive per il 2024. “Il dato più attuale è questo avvio di una sorta di campagna d’inverno da parte della Russia contro obiettivi in profondità in territorio ucraino”, spiega Batacchi. “I comandi di Kiev ne parlavano da settimane, se lo aspettavano e ciò si è verificato”. Se da un lato sul terreno si registra una sostanziale situazione di stallo dovuta anche al fango e all’inverno, “sul piano della cosiddetta guerra in profondità si osserva un’escalation importante: i russi stanno usando decine e decine di missili, dando segni di una capacità industriale non indifferente”.
“Gli ucraini hanno un problema di reclutamento”
Per i prossimi mesi c’è da aspettarsi una situazione simile, con attacchi in profondità. Quando poi il terreno lo consentirà “vedremo se ci saranno anche iniziative offensive. È chiaro che gli ucraini hanno ora bisogno più che mai del supporto occidentale, il quale si è ridotto negli ultimi mesi del 2023. Gli ucraini hanno un significativo problema di reclutamento e di mobilitazione”.
Sguardo sul conflitto in Medio Oriente
Un altro fronte caldo è naturalmente quello israeliano. Cosa aspettarci dunque sul piano militare e anche su quello politico interno? “A livello militare la notizia importante è che Israele ha iniziato a ridurre un po’ il proprio impegno militare a Gaza, anche perché una serie di obiettivi sono stati raggiunti”, analizza Batacchi. Il rateo di lancio di razzi da Gaza contro le città israeliane “è esponenzialmente diminuito. Ciò non significa che la guerra sia finita, ma che entra in una nuova fase: quella ad alta intensità la possiamo ritenere conclusa”.
“La leadership di Netanyahu non ha ragion d’essere”
Adesso, occorre attendere cosa succederà sull’altro fronte importante, quello del Libano, “dove negli ultimi giorni abbiamo assistito a una vera e propria escalation di attacchi da parte di tutti e due i contendenti”. Il focus in questo momento “è proprio sul Libano e sul Mar Rosso, con la crisi dovuta agli attacchi dei ribelli Houti”. Sul piano interno “è chiaro che bisogna fare i conti con una leadership, quella di Netanyahu, che ormai non ha più ragion d’essere da un punto di vista politico. È inutile parlare di due stati con questa leadership israeliana”, conclude Batacchi.

