
La diplomazia ucraina scarica l'ex presidente Viktor Ianukovich. Incontrando i giornalisti alle Nazioni Unite, l'ambasciatore Yuriy Sergeyev, rappresentante permanente al Palazzo di Vetro, accusa l'ex presidente di aver abbandonato i suoi doveri e ingannato il suo popolo. "Ho sempre lavorato e continuo a lavorare per lo Stato e non per le persone", afferma Sergeyev, dicendo di non sapere dove si trovi ora Ianukovich. "Non sappiamo dov'è. Ha lasciato il suo incarico ed è fuggito, è scomparso in segreto venendo meno ai suoi doveri", spiega. Sergeyev precisa che nessuna parte ha portato la gente in strada. "Sono stanchi di bugie e corruzione - dice - Milioni di persone sono andate in strada per difendere loro diritti. I manifestanti rappresentano oltre cento gruppi etnici in Ucraina e tutti sono stati offesi da Ianukovich". L'ambasciatore - che sottolinea di esprimere una linea politica comune al resto della diplomazia ucraina - ribadisce che le autorità hanno violato la Costituzione usando violenza contro propria gente: per lui, "molte vite sono diventate il prezzo delle ambizioni politiche". Durante le proteste l'ex presidente è stato presentato come un vero cristiano, che pregava per la gente, invece - afferma Sergeyev - ha pensato solo alla sua ricchezza. Il popolo tuttavia non vuole un'altra escalation di violenza. "La gente non vuole una guerra civile - continua - ci possono essere diverse visioni ma l'obiettivo è uno solo: un Paese unito e forte". Per quanto riguarda gli attacchi agli ebrei, il diplomatico afferma che non esiste un antisemitismo di stato, ma gli attacchi perpetrati alle sinagoghe o ai cimiteri sono opera di criminali che devono essere giudicati e condannati. Mentre sul rapporto con Mosca, Sergeyev non ritiene che l'Ucraina abbia bisogno della protezione del presidente russo Vladimir Putin: "noi vogliamo essere partner dell'Ue e mantenere buoni rapporti di vicinato con Mosca".
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