Cerca e trova immobili
Estero
Uccisioni o torture in Libia: centinaia di scomparsi
Redazione
15 anni fa
L'ONU avverte Tripoli: più azioni, se non coopera. Gheddafi assedia Misurata: "Massacro di civili, 100 morti"

Centinaia di persone risultano scomparse da alcuni mesi in Libia e molte di loro potrebbero essere state uccise o torturate, secondo alcuni esperti dell'ONU che si occupano di diritti umani. Ad essere svaniti nel nulla sarebbero oppositori che avevano cercato di organizzare manifestazioni contro il colonnello Muammar Gheddafi o esponenti delle forze di sicurezza che durante le manifestazioni si sono rifiutati di sparare sui dimostranti e si sono anzi uniti a loro. Un gruppo di lavoro dell'ONU che si occupa proprio delle persone scomparse ha detto all'agenzia Reuters che secondo informazioni ricevute dalla Libia molte di queste persone sono state condotte a forza in località segrete "per essere torturate, sottoposte a trattamento inumano e degradante oppure uccise". Secondo il gruppo di lavoro, questa pratica di 'sparizioni coattè, soprattutto se messa in atto su vasta scala, può essere classificata come 'reato contro l'umanita". Olivier de Frouville, uno degli esperti del gruppo di lavoro dell'ONU, ha detto che un appello urgente è stato inviato alle autorità libiche e che finora non è giunta nessuna risposta. Tripoli è avvertita: più azioni, se non cooperaIl governo di Tripoli è stato avvertito del fatto che "ulteriori misure che vanno al di là della risoluzione 1973" potrebbero essere adottate dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU nei confronti della Libia se il governo di Muammar Gheddafi non seguirà le richieste della comunità internazionale.Lo ha detto il segretario generale Ban Ki-Moon, precisando che questo messaggio è stato portato alle autorità libiche dal suo inviato nel Paese, Abdilah al Khatib.Il segretario generale dell'ONU ha riferito al Consiglio di Sicurezza che "le autorità libiche hanno detto di aver osservato il cessate-il-fuoco, ma non abbiamo visto alcuna prova che vada in questo senso". Secondo Ban Ki-moon, il regime di Gheddafi "non sta seguendo" le richieste della risoluzione 1973 approvata una settimana fa.Ban Ki-Moon ha anche affermato che per la crisi libica le Nazioni Unite si aspettano "nuove ondate di migranti e rifugiati", che potrebbero essere 200'000-250'000. Fino al 21 marzo scorso - ha aggiunto - l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e l'Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati (UNHCR) hanno assistito oltre 60'000 persone che volevano lasciare la Libia.Nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza, Ban Ki-moon ha ricordato che l'appello per portare assistenza alle persone colpite dalla crisi libica, quantificato in 160,3 milioni di dollari, è stato finanziato soltanto al 63%. Massacro di civili a MisurataIl simbolo della guerra di un regime contro il suo popolo ha un nome: Misurata. Non ci sarà nessuna liberazione che potrà risarcire il popolo di questa città. Nulla potrà risarcirlo del massacro che lo sta dissanguando in queste ore. Se una sola telecamera riuscisse ad entrare a Misurata nessuno avrebbe più dubbi. Riuscirebbe a riprendere i 100 morti e i 1300 feriti che in una settimana hanno inondato di sangue le strade e le piazze della città assediata. Il cameraman testimonierebbe i cecchini dell'esercito gheddafiano che dai tetti delle case sparano contro i due ospedali, contro medici e infermieri che provano a entrare o uscire.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata