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Estero
UBS-USA: professori denunciano, governo calpesta la legge
Redazione
18 anni fa

Violata la separazione dei poteri, calpestati i diritti dei clienti, ignorato il segreto bancario: non è tenero il giudizio dei professori di diritto alla trasmissione di dati di titolari di conti UBS agli Stati Uniti, una misura decisa dall'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) e sostenuta dal Consiglio federale. Secondo Hans Geiger, professore emerito di diritto bancario all'Università di Zurigo, il governo ha voluto trarre d'impaccio l'UBS ricorrendo a "un trucco", decidendo a favore dell'istituto e contro i suoi clienti: costoro si sono visti sbarrare la via giuridica per difendersi. "A quanto sembra i clienti godono di minore protezione del più grande istituto svizzero", rincara la dose Geiger, interpellato dall'ATS. E sì che il segreto bancario è stato creato per tutelare gli interessi dei titolari di conti, non delle società di credito, aggiunge. A questo punto, secondo Geiger, l'unica via percorribile è ancorare il segreto bancario nella Costituzione: "bisogna togliere di mano il dossier al governo", conclude. Da parte sua Rainer Schweizer, professore di diritto pubblico all'Università di San Gallo, si dice "sbigottito". Se davvero i dati dei clienti verranno forniti su mandato della FINMA, mentre è in corso un procedimento davanti ai tribunali, ciò rappresenterà una chiara violazione del principio della separazione dei poteri, afferma lo specialista in un'intervista pubblicata dal sito online di "20 Minuten". Il Consiglio federale argomenta che è in gioco l'esistenza di UBS, ma qui si stanno calpestando i diritti di circa 300 persone sospettate di non aver rispettato le leggi, sostiene Schweizer. Se quello che è stato finora reso pubblico è vero, la Svizzera ha commesso un "errore capitale", continua l'esperto: ha infatti violato il diritto fondamentale ad avere un procedimento equo. Secondo Schweizer, le persone interessate dovrebbero rivolgersi al Tribunale amministrativo federale, poi al Tribunale federale e infine, se necessario, alla Corte europea dei diritti umani. ATS

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