
Una delegazione parlamentare svizzera si è recata ieri a Washington dove nella notte ha incontrato alcuni deputati statunitensi per discutere della vicenda che oppone l'UBS e l'autorità fiscale USA. Secondo quanto riferito all'ATS dal presidente della delegazione elvetica, il consigliere agli stati Peter Birner (PLR/SH), i parlamentari americani hanno affermato che il conflitto tra UBS e gli Stati Uniti non rappresenta un attacco contro il segreto bancario. L'unico scopo è di scovare gli americani che evadono il fisco del loro paese. I deputati USA hanno anche affermato che la vicenda è molto meno seguita dai media statunitensi rispetto a quanto avvenga in Svizzera. La delegazione elvetica ha da parte sua presentato la posizione di Berna, sottolineando che anche la Confederazione punisce la frode fiscale. La Svizzera non è pertanto d'accordo con la procedura avviata dal Dipartimento di giustizia. Le autorità statunitensi pretendono dall'UBS la consegna dei nomi dei titolari americani di 52'000 conti, sospettati di aver frodato il fisco, in parte con l'aiuto della banca stessa. Il segreto bancario svizzero vieta però la trasmissione di tali dati. L'offensiva americana non rispetta la normale via giuridica e questo per noi è inaccettabile, ha affermato Birner. La delegazione elvetica incontrerà oggi rappresentanti della Camera di commercio americana, e il capo dell'Ufficio per gli affari europei del Dipartimento di Stato. Farà quindi ritorno in Svizzera in serata. ATS
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