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Estero
UBS-USA: aumenta pressione su segreto bancario
Redazione
17 anni fa

Si intesifica l'azione diplomatica della Svizzera, sempre più sotto pressione per via del segreto bancario. Il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz tenterà di discutere con l'omologo americano Timothy Geithner della vicenda UBS in occasione della riunione del Fondo monetario internazionale il 14 marzo a Londra. E domenica inconterà i colleghi austriaco e lussemburghese per discutere della prevista "lista nera" dei paradisi fiscali. In serata il direttore finanziario della gestione patrimoniale dell'UBS negli USA, Mark Branson, sarà ascoltato dalla sottocommissione permanente per le inchieste del Senato americano. Si tratta della prima udienza dopo che l'UBS ha ammesso, il mese scorso, di aver aiutato alcuni clienti americani ad evadere il fisco. Il senatore Carl Levin, che presiede la sottocommissione, ha già annunciato che coglierà l'occasione per attaccare il segreto bancario. L'accordo fiscale con la Svizzera ha "un valore molto, molto limitato", ha detto Levin in una conferenza stampa. "Non si può contare sugli svizzeri", ha aggiunto. Lunedì è stato presentato al Congresso un nuovo disegno di legge contro i paradisi fiscali più restrittivo. Una prima versione del testo era stata firmata nel 2007 anche dall'allora senatore Barack Obama, che ha fatto della lotta ai paradisi fiscali uno dei temi della sua campagna presidenziale. Il progetto mira a sottoporre al fisco anche i clienti statunitensi che finora lo hanno aggirato attraverso società estere e regolamentazioni speciali. Secondo i sostenitori del testo infatti, il governo americano perde ogni anno circa 100 miliardi di dollari a causa dell'evasione. Sulla lista provvisoria dei paradisi fiscali stilata dagli autori figurano 34 paesi, fra cui la Svizzera. Merz cercherà di discure della questione con Geithner a margine della riunione dell Comitato monetario e finanziario internazionale (IMFC) di Londra, a cui partecipano i ministri delle finanze che hanno un seggio nel Consiglio esecutivo. La notizia, annunciata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung", è stata confermata da Delphine Jaccard, portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Non è ancora certo però se vi sarà un incontro a quattr'occhi. Geithner è una figura chiave in questa vicenda. Da lui dipendono infatti le autorità fiscali americane (IRS) che hanno chiesto informazioni all'UBS su 52'000 clienti con conti in Svizzera. Domenica Merz si incontrerà a Lussemburgo con gli omologhi austriaco, Josef Pröll, e lussemburghese, Luc Frieden. "I colloqui - precisa un comunicato del DFF - riguarderanno essenzialmente l'armonizzazione di interessi comuni dei mercati finanziari nel contesto internazionale". I tre ministri discuteranno della "lista nera" delle oasi fiscali che i paesi europei del G20 hanno preparato in vista del vertice di aprile a Londra. Svizzera, Austria e Lussemburgo rischiano infatti di figuare nel catalogo. Anche in Europa la pressione aumenta. Oggi il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha proposto sanzioni contro le oasi fiscali che non collaborano nello scambio internazionale di informazioni. Ieri i ministri delle finanze di Francia e Germania hanno proposto di porre fine agli accordi bilaterali con i paesi designati come paradisi fiscali o come "centri non cooperativi in materia fiscale". In vista del G-20 di aprile, Parigi e Berlino hanno inoltre chiesto all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) di stilare una nuova lista dei paradisi fiscali. Dal punto di vista tecnico la definizione di "paradiso fiscale" è complessa, ha aggiunto Barroso. Il gruppo di lavoro dell'OCSE dovrebbe presentare ancora questo mese alcune proposte ai ministri delle finanze dei G20. ATS

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