
La Svizzera e gli Stati Uniti concordano sulla necessità di evitare un'ulteriore escalation per quanto riguarda il caso UBS. Lo ha affermato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey al termine dell'incontro avventuo oggi a Ginevra con la segretaria di stato americana Hillary Clinton. "E' nell'interesse comune della Svizzera e degli Stati Uniti di evitare qualsiasi escalation. L'UBS occupa negli Stati Uniti 30'000 persone, la maggior parte a New York, e le difficoltà dell'UBS potrebbero ripercuotersi negativamente sul sistema finanziario internazionale", ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri. "Siamo disposti a studiare l'estensione dell'assistenza fiscale e la Svizzera farà presto proposte più precise", ha aggiunto la consigliera federale al termine dell'incontro di 30 minuti con la segretaria di stato americana."Il caso dell'UBS potrebbe avere un impatto negativo. Vogliamo rafforzare la cooperazione per preservare le buone relazioni bilaterali e trovare soluzioni politiche", ha proseguito Micheline Calmy-Rey. Il colloquio si è svolto in un "clima eccellente, amichevole e fruttuoso", ha precisato la consigliera federale. Tra gli altri temi affrontati, la responsabile del DFAE ha evocato l'Iran, La Georgia e Guantanamo. ATS
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