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Estero
UBS: apartheid, tribunale Usa esamina denunce vittime contro banca
Redazione
18 anni fa

Un tribunale di New York ha esaminato ieri una richiesta di rigetto delle denunce inoltrate da vittime dell'apartheid in Sudafrica contro quattro società internazionali, tra cui UBS. La decisione dovrebbe essere presa entro tre settimane. I querelanti hanno nuovamente accusato UBS, la banca Barclays, il costruttore automobilistico Daimler e IBM d'avere direttamente sostenuto il regime segregazionista. Violando l'embargo internazionale contro Pretoria, i gruppi hanno consapevolmente partecipato alle violazioni dei diritti dell'uomo commesse contro la popolazione di colore, ha dichiarato il principale avvocato dei querelanti, Michael Hausfeld. Dal canto suo, il legale di UBS Francis Barron ha chiesto alla giudice, Shira Scheindlin, di respingere le denunce. Ha ricordato che Washington e Pretoria si sono pronunciate contro questa procedura, che minaccia le relazioni tra i due Paesi. Inoltre, stando a Barron, la querela è di competenza di un tribunale sudafricano. Per la giudice il solo fatto di commerciare con il governo dell'apartheid non costituisce delitto. Ha dunque chiesto ai querelanti di provare che le attività delle quattro società hanno effettivamente prodotto violazioni dei diritti dell'uomo. Denunce contro i quattro gruppi erano già state inoltrate nel 2002 sulla base dell'Alien Tort Act, che permette di perseguire società attive negli Stati Uniti. Erano tutte state respinte per mancanza di prove. Michael Hausfeld è fiducioso: questa volta la giustizia accetterà le denunce, ha detto all'ATS. Il legale si aspetta una decisione tra circa tre settimane. Michael Hausfeld è uno degli avvocati che avevano attaccato le banche svizzere in nome delle vittime dell'Olocausto negli anni Novanta. Già allora era opposto a Francis Barron. ATS

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