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Estero
Tuzla, schiava per 8 anni: liberata
Redazione
14 anni fa
Come nel peggiore dei film horror, Karla Siger, la ragazzina tedesca tenuta in schiavitù per otto anni, racconta la sua terrificante storia

Le dita delle sue mani mostrano segni di fratture vecchie di due-tre anni e tutto il suo corpo è pieno di tracce delle sevizie subite: la picchiavano e torturavano tutti i giorni, le lanciavano addosso la falce per ogni minima disobbedienza, le facevano tirare il carro al posto del cavallo, doveva dormire con i maiali o nella stalla, spesso senza mangiare. L'opinione pubblica bosniaca è inorridita di fronte al caso di Karla Siger, la ragazzina tedesca, oggi 19enne, tenuta in schiavitù per otto anni nel villaggio di Karavlasi, nell'area di Tuzla, da una coppia di bosniaci e dalla stessa madre Kristina Siger, e liberata dalla polizia su denuncia di un abitante della vicina frazione di Gojcin.I poliziotti l'hanno ritrovata nel bosco vicino alla casa dei suoi aguzzini, Milenko e Slavojka Marinkovic, i quali, come la madre della ragazza, in questi anni vivevano tra la Bosnia, la Germania e l'Austria. Kristina, che anni fa ha contratto matrimonio con Milenko, ora indagato anche per bigamia, al fine di procurare all'uomo la cittadinanza tedesca e il permesso di soggiorno in Austria, ora nega i maltrattamenti alla figlia.Ma Karla, trasferita ora in una "casa sicura" e dopo le cure dei medici, ha cominciato a raccontare le barbarie subite; non ha ancora confermato solo le accuse di abusi sessuali ad opera di "amici" dei Marinkovic come invece affermano gli abitanti della zona. "L'orrore a Karavlasì", come titolano oggi i giornali bosniaci, è durato otto anni, da quando cioè Kristina è arrivata con la figlia undicenne in tale località "per difenderla dal padre che la voleva violentare", come afferma la donna, secondo cui la ragazza "qui aveva una buona vita e la pace".Negano i maltrattamenti anche la figlia dei Marinkovic, Monika Selen, e il suo compagno Luka Marinkovic, che ammettono solo "qualche schiaffo". Karla, che i Marinkovic chiamavano Bedina, si sarebbe procurata le lesioni da sola. "Da me, e anche dalla madre - ha detto Monika citata dal quotidiano 'Oslobodjenjè - ha ricevuto qualche schiaffo perchè io le proibivo di frequentare i 'balijà (spregiativo per i musulmani, ndr) che sono un'altra etnia".Luka e Monika, al momento dell'arresto dei genitori di lei, hanno aggredito i poliziotti, mentre diversi loro parenti hanno messo paura al vicino Sead Makalic, che ha denunciato i maltrattamenti, minacciando di rapirgli il figlio. Intanto l'Interpol in Austria e in Germania si è attivata nelle indagini. Sembra infatti che alcuni parenti dei bosniaci coinvolti sarebbero pregiudicati che hanno commesso reati in quei due Paesi.ATS

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