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Tutti morti i ricercati per la strage di Barcellona
Tutti morti i ricercati per la strage di Barcellona
Tutti morti i ricercati per la strage di Barcellona
Redazione
9 anni fa
Sono stati uccisi a Cambrils, tra cui il 17enne Moussa Oukabir. Ma era lui alla guida del furgone?

"No tinc por!", "Non ho paura!", ha gridato Barcellona oggi al mondo e in faccia agli sceicchi del terrore jihadista. Un urlo ripreso dalle migliaia di cittadini riuniti in Plaza Catalunia attorno a re Felipe VI e a tutti i leader politici del paese per rendere omaggio alle vittime dell'attentato e gridare la sfida ai terroristi.

Colpita due volte in poche ore - ieri dal furgone omicida lanciato sulla folla nella Rambla che ha ucciso 13 persone tra cui due italiani, e poi nella notte a Cambrils, dove sono stati abbattuti cinque terroristi - la Catalogna "non si piega", ha detto il presidente Carles Puigdemont. L'attentato di Barcellona, che ha fatto anche oltre 100 feriti, è stato rivendicato dall'Isis.

In serata le agenzie italiane hanno riportato la preoccupazione per la sorte di un terzo cittadino italiano a Barcellona . Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma potrebbe salire a tre il bilancio delle vittime italiane. La terza vittima avrebbe una doppia nazionalità.

Il conducente del furgone ucciso a Cambrils

Sulla caccia ai jihadisti da parte della polizia catalana sono arrivate oggi notizie contraddittorie. L'unica cosa sulla quale tutte le fonti sembrano convergere è che il conducente del furgone killer è stato ucciso a Cambrils. Chi fosse è invece ancora incerto. Alcune fonti sostengono che sia il giovane Moussa Oukabir, 17 anni. Altre invece riferiscono che non sarebbe lui l'esecutore materiale della strage, ma un altro dei terroristi abbattuti questa notte, e che Moussa sarebbe alla macchia assieme ad altri terroristi. Per entrambe le versioni, non ci sono state conferme da fonti ufficiali.

In serata i media spagnoli hanno riferito che tutti e quattro i terroristi ricercati sono rimasti uccisi dalla polizia, insieme a un quinto terrorista (identificato, ma di cui non è ancora stata svelata l'identità) dopo l'attacco della notte scorsa a Cambrils. Tra questi - precisano El Mundo ed El Pais citando fonti investigative e della Polizia - ci sarebbe anche Moussa, insieme a Sais Aallaa e Mohamed Hycham e Younes Abouyaaqoub.

Due basi jihadiste in Catalogna

Le indagini della polizia puntano verso due basi arretrate dei terroristi nella Catalogna profonda, dove è forte l'influenza dell'estremismo salafita nell'importante comunità marocchina della regione, 200mila persone. Due cittadine, Ripoll nei Pirenei vicino alla frontiera francese, e Alcanar, nella provincia di Tarragona a sud, sono al centro dell'inchiesta.

A Ripoll - 10mila abitanti, 10% di origine marocchina - si è formata la cellula attorno a Moussa Oukabir e al fratello Driss, ora in manette. Da Ripoll vengono sei dei presunti membri della cellula. Tutti marocchini, giovani, fra 17 e 34 anni, senza precedenti penali per terrorismo, finora sfuggiti al radar della polizia. Ad Alcanar c'era la base operativa della cellula, dove erano in preparazione ordigni esplosivi per un attentato di grandi dimensioni a Barcellona. Ma nella notte fra mercoledì e giovedì qualcosa è andato storto. La casa è esplosa, forse "un incidente di lavoro". Due uomini sono morti, un altro è stato ferito. Ora è in arresto. Secondo il capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero, l'incidente ha costretto i jihadisti, che preparavano attentati "di grandi dimensioni", a cambiare piani e "agire alla disperata", senza esplosivi, a Barcellona e Cambrils (vedi articoli suggeriti).

Allarme terrorismo verso il livello 5?

La Spagna intanto stringe le fila davanti all'attacco del terrorismo islamico. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha proclamato l'unità nazionale davanti alla minaccia jihadista. A Barcellona ha tenuto un vertice con il presidente catalano Carles Puigdemont. I due uomini - durissimi avversari sulla corsa della Catalogna verso l'indipendenza - hanno promesso totale collaborazione sulla sicurezza e si sono stretti la mano per ben tre volte, ha registrato la stampa spagnola. Domani Madrid deciderà se portare al livello 5, il più alto, l'allarme terrorismo, una misura che dispiegherebbe anche l'esercito a difesa dei punti sensibili del Paese.

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