
Nessun progresso nei rapporti con Cipro, pochi nella lotta alla tortura nelle carceri, frequenti violazioni della libertà di espressione come dimostra l'oscuramento di You Tube e i numerosi casi giudiziari contro Facebook e Google: è ancora lungo il cammino della Turchia verso la Ue, secondo l'ultimo rapporto della Commissione europea sull'allargamento dell'Unione. Secondo Bruxelles la Turchia, il cui negoziato di adesione procede a rilento soprattutto per l'ostruzionismo di alcuni Paesi tra cui la Francia, non ha ancora risolto questioni cruciali come i suoi rapporti con Cipro ("è urgente che apra porti e aeroporti alle navi cipriote", dice il rapporto). Ma preoccupa anche il rispetto dei diritti umani ("pochi sforzi per prevenire la tortura nelle carceri che resta poi impunita"), e della libertà di espressione, dopo la chiusura di You Tube nel maggio 2008 e processi contro Facebook, Google e "numerosi altri siti web". Bruxelles critica anche la maxi multa al colosso dell'informazione Dogan Yayin Holding, che "limita le possibilità del gruppo e quindi la libertà di stampa". E anche se, riconosce la Commissione, il famoso articolo 301 del codice penale "non è più usato in modo sistematico per ostacolare la libertà di stampa, la legge turca non dà garanzie sufficienti a tutela dei diritti fondamentali". ATS
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