
Dopo 48 ore di "quasi guerra" è tornata oggi la calma al confine fra Turchia e Siria, mentre resta alta la tensione nel Kurdistan turco dove per i combattimenti con i ribelli separatisti del Pkk l'esercito ha deciso di limitare l'accesso a 15 aree. Dopo i bombardamenti turchi contro postazioni della Siria, mercoledi notte e ieri mattina, in risposta al colpo di mortaio siriano che aveva fatto 5 morti nella cittadina turca di Akcakale, oggi non sono stati registrati incidenti lungo il confine. Damasco si è scusata con Ankara e il premier turco islamico nazionalista Recep Tayyip Erdogan ha assicurato ieri sera che il suo Paese "non intende iniziare una guerra con la Siria". La situazione rimane però a rischio incidenti o provocazioni. Il parlamento turco ieri ha autorizzato del resto per un anno possibili incursioni militari in Siria se il governo lo riterrà necessario. Nel Kurdistan turco dove da giugno è in corso una dura offensiva del Pkk che l'esercito turno non è riuscito finora a neutralizzare i comandi militari hanno annunciato oggi, riferisce l'agenzia Anadolu, che 15 aree montuose sono state dichiarate 'zone ristrettè. Da febbraio gli scontri fra esercito e Pkk hanno fatto circa 550 morti. Ankara - che in Siria appoggia i ribelli sunniti anti-Assad - accusa Damasco di sostenere ora i ribelli curdi del Pkk. ATS
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