
Non si fermano le purghe decise dal premier turco Recep Tayyip Erdogan dopo l'esplosione della Tangentopoli del Bosforo: altri 160 dirigenti e funzionari di polizia sono stati rimossi dall'incarico oggi a Bursa, nella Turchia nord-occidentale. Dall'inizio il 17 dicembre degli scandali di corruzione che hanno coinvolto decine di personalità vicine al regime islamico, oltre 3mila dirigenti e funzionari della pubblica sicurezza e più di 120 magistrati, fra cui i responsabili della mani pulite turca, sono stati rimossi. L'opposizione accusa il premier di volere affossare le indagini dei magistrati di mani pulite. Per il capo dell'opposizione, Kemal Kilicdaroglu, Erdogan è "pronto a tutto" per fermare le inchieste e mantenersi al potere.
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