
Nuove manifestazioni di protesta contro il premier turco Recep Tayyip Erdogan, accusato di coinvolgimento negli scandali di corruzione che scuotono il Paese, si sono svolte oggi a Istanbul e Ankara, dove i dimostranti hanno chiesto le dimissioni del capo del governo. La manifestazione di Istanbul è stata convocata dal principale partito di opposizione, il Chp. I dimostranti, fra cui il candidato sindaco dell'opposizione alle amministrative del 30 marzo Mustafa Sarigul, sono penetrati in Piazza Taksim distribuendo ai passanti riproduzioni di banconote false, per denunciare la corruzione del potere islamico, gridando "governo dimissioni". Una manifestazione parallela, convocata dai sindacati di sinistra, si è svolta a Kizilay nel cuore di Ankara. La notte scorsa ci sono state manifestazioni in diverse città del paese per chiedere le dimissioni di Erdogan dopo la diffusione su internet i registrazioni di telefonate fra il premier e il figlio Bilal, denunciate da Erdogan come "manipolate". Il leader dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu, che le ha fatte ascoltare ieri in parlamento durante una riunione dei deputati del suo partito, ha detto invece che sono "vere come il Monte Ararat" e ha invitato il premier a "dimettersi o lasciare il paese". Nelle telefonate, fatte il 17 dicembre, il giorno dell'esplosione della tangentopoli del Bosforo - con l'arresto fra l'altro dei figli di tre ministri e perquisizioni a tappeto - una voce attribuita al premier invita il figlio a far uscire di casa e nascondere ingenti somme di danaro.
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