
La Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso di una giudice turca arrestata dopo il tentato colpo di stato del 15 luglio, affermando che la togata "non ha esaurito le vie di appello interne previste in Turchia" non ricorrendo alla Corte Costituzionale. Questa è la prima volta che la Corte di Strasburgo si pronuncia sulle misure adottate in Turchia all'indomani del tentato colpo di stato. La stessa Corte ha informato l'Ansa di aver ricevuto sinora "un po' più di 3000 ricorsi legati alle misure prese dopo il tentato colpo di stato". Zeynep Mercan, giudice nella città di Giresun, è stata arrestata il 17 luglio 2016 e messa in detenzione preventiva il giorno dopo. Il suo ricorso contro questa decisione è stato rigettato dalla Corte d'Assise di Ordu l'8 agosto. Nel rivolgersi a Strasburgo il 2 settembre, Zeynep Mercan ha affermato che le autorità turche hanno violato il suo diritto alla libertà perché è stata posta in detenzione in attesa di giudizio in assenza di prove, perché non sono state fornite ragioni per la sua detenzione, e si lamenta anche per la durata e le condizioni della sua incarcerazione. La donna sostiene inoltre di non avere a disposizione alcun rimedio interno per ricorrere contro le misure prese nei suoi confronti, dato che le autorità hanno arrestato e messo in detenzione 2 membri della Corte Costituzionale e diversi avvocati che vi lavorano. Questo, secondo lei, significa che la Corte Costituzionale non può raggiungere una decisione imparziale. Inoltre aggiunge che non è possibile fare appello contro misure adottate per decreto legislativo durante lo stato d'emergenza. Nel rigettare il ricorso i giudici di Strasburgo sostengono che Zeynep Mercan non ha presentato prove sufficienti che possano condurre ad avere dubbi sull'efficacia di un ricorso alla Corte Costituzionale. I togati affermano inoltre che le sue paure sull'imparzialità della più alta corte turca non la esimono dall'obbligo di presentare questo ricorso, come previsto dalla Costituzione turca. In mancanza di questo atto la Corte di Strasburgo non può che rigettare l'appello, dato che non è stato soddisfatto uno dei requisiti essenziali: aver esaurito tutte le vie di ricorso nazionali.
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