
Una festa di matrimonio finita in un bagno di sangue. E' quanto accaduto ieri sera in un villaggio del sud-est della Turchia a maggioranza curda, dove uomini armati hanno fatto irruzione alla festa di una coppia di sposi, uccidendo almeno 45 persone. Dopo che le prime notizie della strage erano state diffuse dalle tv turche, sono state le autorità locali a dare una prima ricostruzione dell'accaduto e a fornire il bilancio delle vittime. Il governatore della provincia di Mardin, Ahmet Ferhat Ozen, ha detto che 41 persone - poi il bilancio delle vittime è salito a 45 - sono rimaste uccise quando uomini armati non identificati hanno attaccato la festa di matrimonio nel villaggio di Sultankoy, a 20 chilometri da Mardin. A quanto ha riferito, gli assalitori, che indossavano delle maschere, hanno fatto irruzione nel salone dove erano riuniti i commensali del pranzo di nozze e hanno aperto il fuoco con fucili automatici e granate. Ozen ha anche spiegato che molte persone sono rimaste ferite e che il numero delle vittime potrebbe ancora salire. Le tv locali hanno sottolineato che negli anni recenti nel villaggio c'é stata una sanguinosa faida. Secondo l'agenzia di stato Anadolu, le nozze nelle quali è avvenuto l'attacco erano quelle della figlia del capo del villaggio. Il giornale turco Hurriyet riporta sul suo sito web che erano quattro gli assalitori che hanno operato il massacro. La locale polizia paramilitare è stata subito inviata nel villaggio sulle loro tracce. Ad Ankara, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan è stato subito informato della strage dal ministro dell'Interno Besir Atalay. Secondo i media locali, le famiglie sia dello sposo che della sposa includono membri della milizia promossa dallo Stato turco, il cui compito è combattere la guerriglia dei separatisti curdi nella regione. Nel sud-est della Turchia, i ribelli separatisti curdi sono attivi da circa 25 anni. Anche sanguinosi regolamenti di conti sono particolarmente frequenti nella regione. Il ministro dell'Interno turco Besir Atalay ha dichiarato oggi che, secondo le prime indicazioni, non è stata opera di terroristi la strage perpetrata ieri sera. Atalay non ha menzionato esplicitamente il separatista Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), attivo nella regione, ma la sua dichiarazione lascia intendere che il gruppo non sia implicato. ATS
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