
Un accordo fra Israele e Turchia sulle compensazioni da pagare alle vittime degli scontri sulla nave Mavi Marmara nel 2010, che avevano provocato la rottura delle relazioni fra i due ex-alleati, sarebbe vicino, secondo la stampa di Ankara. Nell'assalto delle forze israeliane alla ammiraglia della "flottiglia per Gaza", che cercava di rompere il blocco della Striscia, erano morti 9 attivisti pro-palestinesi turchi. L'anno scorso, su pressione degli Usa, il premier israeliano Benyamin Netanyahu si era scusato ufficialmente con il collega turco Reçep Tayyip Erdogan per l'incidente. Da allora laboriose trattative sono in corso sull'indennizzo che lo Stato ebraico si è impegnato a pagare alle famiglie delle vittime. Stando a "Hürriyet" i due paesi hanno "quasi raggiunto" un accordo. Secondo il quotidiano israeliano "Haaretz" il governo di Gerusalemme avrebbe proposto di pagare 20 milioni di dollari. Un accordo sulle compensazioni è stato più volte indicato dalle autorità turche come indispensabile per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche fra i due paesi. "Haaretz" aggiunge che per il momento restano comunque aperte due altre questioni: la richiesta israeliana che la Turchia annulli i procedimenti penali avviati nei confronti dei militari israeliani che organizzarono e parteciparono al raid; e la volontà israeliana che la futura normalizzazione dei rapporti diplomatici non sia solo formale (dopo un congelamento di quasi quattro anni) ma includa la ripresa di un dialogo politico.
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