
La Protezione civile turca (Afad) ha confermato l'aumento del bilancio di morti della scossa dell'altro ieri a Van precisando che le vittime finora accertate sono 19. Le persone estratte vive dalle macerie sono state 30, annuncia un comunicato dell'Afad. Le squadre di soccorso in azione sono formate da 815 operatori cui si aggiungono 71 sanitari e 14 cani. Già ieri si temeva che sotto le macerie potessero trovarsi diverse persone (decine, secondo prime informazioni dei media non confermate da fonti ufficiali). A crollare mercoledì sera erano stati 25 edifici quasi tutti disabitati perché resi inagibili dal terremoto del 23 ottobre. Da subito le ricerche si sono concentrate sulle macerie di due hotel da cui - secondo dati ufficiali risalenti a ieri - sono state tratte in salvo 28 persone (uno è un bimbo di 16 mesi). La scossa che ha causato i crolli è stata stimata di magnitudo 5,6, inferiore quindi a quella da 7,2 che meno di tre settimane fa aveva causato almeno 601 morti e 4'152 feriti facendo crollare o rendendo inagibili più di 8'000 abitazioni nella provincia al confine con l'Iran. Decine di migliaia sono gli sfollati e le persone che, nonostante il freddo della zona montuosa, non si fidano di dormire nelle case insidiate da numerose scosse di assestamento. Gli esperti per altro non sono concordi nel definire quella dell'altro ieri una scossa di mero assestamento o il frutto di un nuovo fenomeno sismico. ATS
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