
Sono almeno 20 le persone uccise ieri sera in un raid dell'aviazione turca al confine con l'Iraq, nel villaggio curdo di Uludere, nel sudest, in circostanze ancora da chiarire. Lo riferiscono i quotidiani online turchi Zaman e Daily News, aggiungendo che politici e media curdi affermano che le vittime erano abitanti della zona che contrabbandavano carburante dall'Iraq e che sono stati scambiati per sbaglio per terroristi del Pkk. Secondo l'agenzia di stampa Dogan, ieri i droni e le telecamere a calore hanno individuato un grosso gruppo di persone sul lato iracheno del confine, dove si rifugiano i terroristi curdi. Negli ultimi tempi l'aviazione turca ha condotto raid sanguinosi contro i santuari del Pkk nel Kurdistan iracheno, sconfinando in Iraq col tacito consenso delle autorità locali. Sul posto sono stati inviati i cacciabombardieri, che alle 23 hanno colpito il gruppo. I morti sono stati più di 20 secondo il governatore della provincia di Sirnak, Vahdettin Ozkan. Il sindaco di Uludere, Fehmi Yaman, ha detto "abbiamo 30 cadaveri, tutti sono bruciati. Lo stato sapeva che queste persone contrabbandavano nella regione". Secondo gli amministratori locali, il gruppo stava trasportando beni sui muli. Il governatore Ozkan ha parlato di "incidente" la cui dinamica non è ancora chiara e ha detto che è stata aperta un'inchiesta penale sulla vicenda. Un ufficiale della sicurezza intervistato dal quotidiano Zaman ha detto che "c'erano voci che il Pkk volesse passare per questa regione. La scorsa notte sono state scattate immagini di un gruppo che si muoveva. Quindi, è stata condotta un'operazione. Non potevamo sapere se queste persone erano membri del Pkk o contrabbandieri". Secondo gli abitanti del villaggio, le vittime erano carbonizzate per l'esplosione delle taniche di carburante. Alcune erano state schiacciate dai detriti di una roccia sotto la quale si erano rifugiate. ATS
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