
La Tv di Stato turca ha trasmesso in diretta una predica in lingua curda tenuta in una moschea della città di Sanliurfa, a maggioranza curda, in quello che appare un ulteriore passo verso un'apertura democratica avviata dal governo di Ankara nei confronti dei curdi. Lo riferisce l'agenzia Anadolu precisando che il sermone è stato tenuto in occasione delle cerimonie per la festa religiosa dell'Eid Al-Fitr - chiamata Bayram in Turchia - che conclude il mese sacro islamico del Ramadan. La popolazione del Paese, che conta oltre 70 milioni di abitanti, è composta da circa 12/14 milioni di curdi, ma l'uso della loro lingua in pubblico, come nei discorsi in Parlamento e nella la corrispondenza ufficiale, è ancora proibito. Nelle scorse settimane, il governo di ispirazione islamica del premier Tayyp Erdogan ha lanciato un'iniziativa tesa a cercare di risolvere la questione curda, ovvero la lotta separatista dei curdi che ha provocato la morte di circa 40 mila persone negli ultimi 25 anni. In questo piano sarebbero comprese misure a favore dell'uso pubblico della lingua curda e piani di investimento per la creazione di posti di lavoro nelle più povere regioni del Paese a maggioranza curda. Sempre l'Anadolu ha dato notizia che un'opera teatrale in lingua curda verrà messa in scena il prossimo primo ottobre da una compagnia statale turca a Diyarbakir, la maggiore città della Turchia sud-orientale a maggioranza curda. L'opera si intitola "La morte vivente" e tratta dei "delitti d'onore" commessi ai danni delle donne turche. Una prima piece teatrale in curdo dal titolo "Incubo" era stata rappresentata lo scorso giugno nel teatro di Van, nel Sud-Est del Paese. Queste aperture seguono di qualche mese la creazione di Trt-6, il primo canale Tv statale in lingua curda, e la decisione di far tradurre in curdo il Corano, il libro sacro dell'Islam. ATS
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