
Il PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), considerato terrorista da Turchia, USA ed UE, ha riproposto oggi un "dialogo politico" con le autorità statali turche al fine di mettere fine alla sua lotta armata. "Noi siamo aperti al dialogo per aprire un processo che basato su un progetto politico che escluderebbe le armi" - è scritto in un comunicato dello stesso PKK, riportato dall'agenzia Firat, basata in Europa, che funge da portavoce dell'organizzazione separatista armata curda turca. Ankara ha sempre rifiutato ogni possibilità di dialogo con il PKK, invitandolo a deporre le armi senza condizioni ed a consegnare alla Turchia i suoi dirigenti e coloro che si sono macchiati di reati di sangue nella lotta armata separatista che ha provocato quasi 40.000 morti in 23 anni. La Turchia da alcune settimane minaccia un'operazione militare in Nord Iraq al fine di distruggere i campi rifugio del PKK da cui muovono i guerriglieri separatisti per compiere sanguinose azioni armate in Turchia, costate la vita quest'anno ad oltre 150 militari turchi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

