
Il ministro degli interni turco, Efkan Ala, ha detto di avere ordinato l'apertura di una nuova inchiesta sul ferimento da parte della polizia nel giugno scorso durante una manifestazione di Berkin Elvan, il 15enne morto la settimana scorsa dopo nove mesi di coma, diventato un simbolo della rivolta di Gezi Park. Centinaia di migliaia di persone hanno assistito ai suoi funerali a Istanbul e 2 milioni hanno partecipato a manifestazioni di protesta in tutto il Paese. Berkin aveva 14 anni quando nel giugno scorso era stato colpito da un candelotto lacrimogeno alla testa mentre andava a comprare il pane per la madre, passando vicino a una manifestazione. Da allora non è mai uscito dal coma. Il premier islamico, Recep Tayyip Erdogan, ha suscitato forte emozione venerdì scorso quando ha sostenuto in un comizio per le amministrative del 30 marzo che il ragazzino sarebbe stato "legato a un gruppo terrorista". Una prima inchiesta sul suo ferimento condotta in forma superficiale non ha dato alcun risultato. I poliziotti interrogati hanno detto di non ricordare. Ala ha detto oggi, riferisce Hurriyet online, di avere deciso di aprire una nuova indagine dopo le dichiarazioni di testimoni del ferimento di Berkin. Diverse persone hanno detto ai giornali negli ultimi giorni di avere assistito all'incidente. Un ragazzo di 14 anni, amico di Berkin, ha detto di avere visto un poliziotto sparare un candelotto lacrimogeno in direzione dell'amico. Un altro testimone ha raccontato di avere sentito Berkin gridare in direzione degli agenti, le mani alzate, "Basta lacrimogeni, sto andando a comprare il pane!" e di avere visto un agente fare un segnale a un altro poliziotto, che ha preso di mira il ragazzo.
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