
Decine di migliaia di persone sono scese oggi in piazza ad Ankara per manifestare a favore della laicità dello Stato e per protestare contro gli arresti di almeno 200 oppositori del partito di ispirazione islamica Giustizia e Sviluppo (Akp, del premier Tayyip Erdogan), accusati di cospirazione per rovesciare il governo. I manifestanti - 150 mila secondo le tv, almeno il doppio per gli organizzatori della protesta - si sono radunati nella centrale piazza Tandogan ed hanno quindi marciato diretti al vicino mausoleo dove è sepolto Mustafa Kemal Ataturk, il padre della Turchia moderna. "La Turchia è laica è lo resterà sempre", "Meglio morire piuttosto che vivere in una Turchia islamica", "Possa spezzarsi la mano che osa toccare la magistratura": questi alcuni degli slogan antigovernativi che spiccavano sui tantissimi striscioni innalzati dai manifestanti insieme ai poster raffiguranti Ataturk. Il raduno odierno è stato organizzato dall'Associazione per il pensiero di Ataturk, un'organizzazione laica diversi membri della quale sono coinvolti delle indagini e nei due processi avviati per fare luce sul presunto gruppo eversivo Ergenekon, accusato dal governo di aver cercato di destabilizzare il Paese. Dal canto loro, gli oppositori del governo, laici e nazionalisti, ritengono che il processo Ergenekon non sia altro che un espediente dell'Akp per liberarsi dei critici più strenui. ATS
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