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Estero
Turchia: commissione Pe, senza riforme negoziato a rischio
Redazione
18 anni fa

Il governo turco realizzi la promessa di fare del 2008 "l'anno delle riforme", altrimenti "ulteriori ritardi influiranno seriamente sull'andamento del negoziato" con l'Ue. È quanto affermano gli eurodeputati che hanno votato una risoluzione in commissione Esteri con una maggioranza schiacciante: 53 sì, 2 no e 4 astensioni. Nella risoluzione della popolare olandese Ria Oomen-Ruijten i parlamentari accolgono con favore alcune iniziative legislative turche e anche il fatto che nel 2007 "la democrazia ha prevalso su ogni tentativo da parte delle forze armate di interferire nel processo politico". Al tempo stesso, i deputati della commissione esteri esprimono preoccupazione per le implicazioni della richiesta di chiusura del partito Akp, al quale appartengono il premier e il presidente della repubblica, e che è attualmente all'esame della corte costituzionale turca. "Il parlamento europeo si aspetta che la corte rispetti i principi dello stato di diritto, gli standard europei e le linee guida sul divieto dei partiti politici". Per quanto riguarda l'articolo 301 del codice penale turco che prevede il reato di vilipendio alla nazione e che è fortemente contestato dall'Ue, i deputati europei considerano l'emendamento presentato dal governo per modificarlo "solo il primo passo verso una riforma fondamentale" e sollecitano il governo e il parlamento turchi a "portare avanti questa riforma senza ritardi per far in modo che questo e altri articoli non possano essere usati per limitazione arbitrarie della libertà di espressione". La risoluzione sarà votata dalla plenaria in maggio. ATS

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