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Estero
Turchia-Armenia: firmato accordo normalizzazione
Redazione
17 anni fa

Pur se con oltre tre ore di ritardo sul previsto, Turchia e Armenia hanno firmato oggi a Zurigo uno storico accordo sulla normalizzazione delle relazioni bilaterali, anche se si è temuto a lungo che l'intesa fosse saltata a causa di divergenze sorte sul filo di lana. Non è ancora chiaro che cosa sia successo nei saloni della prestigiosa Università di Zurigo dove alle 17:00 locali (e svizzere) era previsto l'inizio della cerimonia alla presenza - oltre che dei due firmatari dei protocolli, i ministri degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ed armeno Edward Nalbandian - del segretario di Stato Usa, della ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, di quello russo Serghiei Lavrov, di quello francese Bernard Kouchner, di quello sloveno Samuel Zbogar in qualità di presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, e del capo della diplomazia europea Javier Solana. Di certo si sa solo che, circa 15 minuti prima dell'inizio della cerimonia, i delegati Usa e quelli armeni si sono appartati ed hanno cominciato a discutere in modo animato. Nel frattempo Hillary Clinton - appositamente inviata in Svizzera da un Barack Obama fresco di conferimento di premio Nobel per la pace - era tornata nel suo albergo. Al termine di frenetici contatti, verso le 19:00 la segretaria di Stato tornava nella sede dei colloqui raggiunta poco dopo dalla delegazione armena e due ore dopo da Nalbandian. Infine, dopo altri colloqui, alle 20:15 i protocolli sono stati firmati ma i capi delle diplomazie firmatarie non hanno fatto le dichiarazioni previste in un primo tempo. Al termine della cerimonia tutti i partecipanti si sono messi in posa per la foto ricordo. Così in pochi minuti, Turchia e Armenia hanno voltato pagina dopo un secolo di ostilità alimentata dai fantasmi dei massacri di armeni ai tempi della prima Guerra mondiale, che Ierevan considera un genocidio, e dal conflitto del Nagorno-Karabakh aprendo un nuovo capitolo nella loro storia. La firma, inoltre, segna la fine dei colloqui condotti in maniera informale e spesso dietro le quinte e l'inizio di una fase trasparente e ufficiale tra le due capitali i cui rapporti di buon vicinato sono cruciali per la stabilità del Caucaso. ATS

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