
Suscita allarme e polemiche la nuova normativa su internet, definita 'legge bavaglio' dagli oppositori, presentata dal governo turco di Recep Tayyip Erdogan e adottata nella notte dalla Grande Assemblea di Ankara. Il leader dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu ha detto che le nuove norme ricordano gli anni bui della dittatura militare del 1980. Il deputato socialdemocratico Hasan Oren ha affermato che "Adolf Hitler ha usato gli stessi metodi quando ha preso il potere in Germania": "quando siete arrivati al potere, ha detto ai colleghi del partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, parlavate di rinforzare la democrazia, oggi tentate di imporre il fascismo". Le nuove disposizioni di controllo di internet consentono all'Autorità delle Telecomunicazioni (Tib) nominata dal governo di chiudere una pagina web o un sito entro 4 ore senza decisione giudiziaria. È previsto anche che tutte le informazioni confidenziali degli utenti possano essere registrate e conservate per due anni. Il governo ha affermato che queste modifiche alla legge del 2007, già considerata una delle più restrittive, sono necessarie per migliorare la tutela della privacy, come pure dei bambini, dei giovani e della famiglia. Secondo il vicepremier Bulent Arinc "non c'è censura su internet" in Turchia. Le nuove norme hanno suscitato invece la preoccupazione di Ue, Usa e Consiglio d'Europa e sono state criticate da Reporter Senza Frontiere e dal Comitato internazionale per la Protezione dei Giornalisti (Cpj).
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