
La sparatoria che, alcune settimane fa, a Bir Ali Ben Khalifa, ha consentito alle forze di sicurezza tunisine di "neutralizzare" una cellula terroristica ha fatto scoprire l'esistenza di una rete di jihadisti pronto ad agire in forze nel Paese. È quanto ha rivelato oggi il sito Tunisie Numerique, citando proprie forti, senza che sia arrivata una smentita da parte degli inquirenti. La sparatoria, quindi, non sarebbe stato un episodio isolato, ma si inserirebbe in una strategia che il terrorismo di matrice islamica starebbe portando avanti per saldare il movimento tunisino con quello libico. Stando a "Tunisie Numerique", i jihadisti tunisini si addestrerebbero in Libia in due campi: uno si troverebbe a Bengasi, dove i terroristi riceverebbero i primi rudimenti della guerriglia; l'altro a Sirte (città natale di Muammar Gheddafi) dove sarebbero istruiti all'uso degli esplosivi. Obiettivo dichiarato del gruppo, che avrebbe collegamenti con il Gruppo islamico libico di combattimento, sarebbe quello di istituire in Tunisia un emirato. Dopo la sparatoria dello scorso febbraio, a Bir Ali Ben Khalifa, le forze di sicurezza e l'Esercito tunisino hanno arrestato 15 persone e sequestrato 25 fucili mitragliatori tipo Kalashnikov e 55 mila dollari Usa in contanti. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

