
Anche questa mattina la città tunisina di Sidi Bouzid è stata teatro di disordini, culminati nell'incendio del tribunale, prima saccheggiato, e in un nuovo tentativo di assalto al palazzo del Governatorato, sventato dalle forze di sicurezza. Per stamani, dopo le violenze della scorsa notte, scatenate dalla cancellazione di alcune liste del partito Petition Popoulaire, era stata indetta una manifestazione pacifica, che inizialmente ha rispettato il programma che prevedeva una semplice protesta davanti alla sede del Governatore. Poi, come una fiammata, la violenza ha preso il sopravvento e centinaia di persone, soprattutto ragazzi, si sono dirette verso il tribunale, prendendolo letteralmente d'assalto, approfittando probabilmente della sorveglianza non sufficiente a fronteggiare un vero e proprio attacco. I manifestanti, travolto il dispositivo di sicurezza, hanno fatto irruzione nel tribunale saccheggiandolo e devastandolo e quindi hanno appiccato le fiamme. L'attacco, però, potrebbe essere stato progettato anche da chi, con la protesta politica, poco o nulla aveva a che spartire perché alcuni manifestanti non hanno partecipato al saccheggio generalizzato, ma sono andati, dritti, mostrando quindi una perfetta conoscenza del Palazzo di Giustizia, vero i locali dove viene custodita la droga sequestrata (non se ne conosce la quantità) e l'hanno rubata. La presenza massiccia di agenti davanti al Governatorato - con l'uso di gas lacrimogeni e di qualche colpo di pistola sparato in aria a scopo intimidatorio - ha comunque impedito che l'assalto si concretizzasse. Il Governo, che ha già fatto arrivare a Sidi Bouzid massicci rinforzi per le forze di sicurezza che da ieri sono nella città anche con due elicotteri, ha imposto, già a partire d questa sera, un coprifoco che, di fatto, sigillerà la città dalle 19:00 alle 5:00. I giovani di Sidi Bouzid hanno comunque detto che intendono portare la loro protesta a Tunisi, davanti al palazzo del primo ministro. ATS
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