Cerca e trova immobili
Estero
Tunisia: escluse liste Petition Populaire, scoppia rivolta
Redazione
15 anni fa

La violenza è tornata sulle strade della Tunisia. Ad innescarla non è stato l'esito del voto per l'Assemblea Costituente che ha consegnato la Tunisia al partito confessionale islamico Ennahdha, ma la decisione dell'Alta istanza per le elezioni (Isie) di cancellare le liste proposte da Petition Populaire in sei circoscrizioni, per la presenza di candidati un tempo inquadrati nel partito dell'ex presidente Ben Ali. Da Sidi Bouzid - la città da dove partì la rivolta che fece cadere il regime di Ben Ali - la protesta dopo la decisione dell'Isie sta ora dilagando in altre città, toccando anche Sfax, una delle città più importanti della Tunisia. Rached Ghannouchi, Alla notizia della decisione, seguita dall'annuncio che Petition Populaire è stata ritirata dall'Assemblea Costituente, a Sidi Bouzid si è scatenata la furia di migliaia di persone, in maggioranza giovani, che sono scese in strada assediando, con slogan e insulti, la locale sede del partito di Rached Gannouchi, per poi dargli l'assalto dandola alle fiamme. Di lì a poco la rabbia dei manifestanti ha avuto un altro bersaglio, il Municipio, assaltato e saccheggiato come nei giorni più bui della "rivoluzione", quando queste azioni erano pratica quasi quotidiana in tutto il Paese. Nemmeno il governatorato è uscito indenne dalla furia dei manifestanti che hanno incendiato decine di pneumatici accatastati davanti all'ingresso principale del palazzo. La polizia è intervenuta, con un fitto lancio di candelotti lacrimogeni che non hanno spento il furore dei ragazzi, i quali hanno preso possesso virtuale della città, presidiando le strade principali e gli incroci. Non è certo casuale che la protesta sia esplosa a Sidi Bouzid. Hachmi Hamdi, il miliardario leader di Petition Populaire, è nato proprio in questa città, dove, peraltro, Ennahdha ha conosciuto una sconfitta durissima - l'unica in tutte le 27 circoscrizioni - ai limiti della disfatta. Petition Populaire ha infatti ottenuto 48'000 voti e tre seggi, lasciando Ennahdha sotto i 20'000 voti e con solo due seggi. Uno smacco per il partito confessionale che ieri, quando i dati erano cominciati ad arrivare dai seggi, aveva affidato al suo segretario, numero due e prossimo premier, Hammadi Djelabi un commento tagliente: chi ha votato per Hamdi è solo un ignorante. Parole arrivate come benzina sulla rabbia dei giovani di Sidi Bouzid che in Hamdi vedono uno di loro che si è realizzato partendo dal nulla, e ricordano con affetto Mohammed Bouazizi, il giovane commerciante ambulante che si diede fuoco in un mercatino della città quando delle guardie municipali gli sequestrarono la sua povera merce. Non per nulla Hamdi, nei suoi violenti quanto torrenziali editoriali televisivi, da Londra, ha definito la sua città d'origine come la "fiamma della rivoluzione". La protesta per l'esclusione delle liste di Petition Populaire scoppiata anche a Regueb e sta toccando pure Sfax, una delle città più importanti della Tunisia. Secondo quanto riferisce il sito Tunisie Numerique, decine di giovani, in maggioranza studenti, hanno occupato le strade che collegano Sfax all'aeroporto e ad Agareb. Non si segnalano, almeno al momento, scontri o l'intervento delle forze di polizia. Altre Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare anche a Kasserine, dove la situazione è apparentemente tranquilla. Il timore è che la protesta ora si propaghi anche in altri centri, e magari con altri pretesti, dopo che le elezioni e la campagna elettorale non avevano registrato episodi gravi. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata