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Estero
Tunisia celebra rivoluzione in tono dimesso, tra tensioni
Redazione
14 anni fa

La Tunisia ha celebrato oggi sotto tono e tra crescenti tensioni, i due anni della "rivoluzione dei gelsomini", in una capitale messa in sicurezza, già da ieri sera, da un imponente dispositivo di polizia per prevenire incidenti. I rischi di disordini e scontri ci sono stati su avenue Bourghiba, cuore pulsante della capitale, dove si sono svolte massicce manifestazioni che hanno subito abbandonato il canovaccio della celebrazione per diventare dichiaratamente politiche. La presenza delle forze dell'ordine ha impedito che la situazione degenerasse. La giornata si è aperta con una cerimonia in tono dimesso, nella Piazza della Kasbah, sulla quale si affacciano i palazzi del potere tunisino. L'omaggio alla bandiera, sulle note del poco marziale inno nazionale dei "tre presidenti" - della Repubblica, Marzouki, dell'Assemblea costituente, Jafaar, e del Consiglio, Jebali - che hanno poi percorso, impettiti, le poche decine di metri davanti al picchetto delle Forze armate. E poi, dopo un breve saluto, qualche stretta di mano con gli altri esponenti politici (tra cui i capi di Ennahda, Gannouchi, e Nidaa Tounes, Essebis) se ne sono andati ciascuno per la propria strada. E si è quindi chiusa così una giornata che doveva essere onorata da molti capi di Stato del mondo arabo e che invece ha visto una lunga serie di defezioni, a cominciare dal presidente egiziano Morsi, sul cui arrivo s'era sperato sino alla fine. Sul fronte delle manifestazioni, hanno cominciato i partigiani di Ennahda che si sono dati appuntamento davanti al teatro comunale, da dove nei giorni della rivolta partivano i cortei contro Ben Ali. Li hanno seguiti, a ruota, i sostenitori di Nidaa Tounes, partito laico e avversario prossimo futuro del movimento guidato da Rached Gannouchi. Quando i due cortei si sono sfiorati, sono partite bordate di insulti e reciproci "inviti" a sloggiare dalla vita politica. ATS

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