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Trump: «Stiamo vincendo in Iran», ma i suoi consiglieri temono una guerra fino al 2029
KEYSTONE via AP
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Vance e Rubio avrebbero avvertito il presidente che Teheran potrebbe resistere ancora a lungo – Il tycoon evoca nuovi raid e scherza: «Hormuz diventerà lo Stretto di Trump» — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
40 minuti fa
Yemen: Houthi hanno conquistato isola Zuqar nel Mar Rosso del sud

Secondo una fonte militare yemenita, oltre a Mocha i ribelli islamisti yemeniti Houthi hanno conquistato l'isola di Zuqar, nel Mar Rosso meridionale, «dopo attacchi missilistici e un assalto terrestre condotto con l'ausilio di imbarcazioni che trasportavano combattenti».

Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto le forze ribelli entrare a Mocha, a 70 chilometri a nord dello stretto di Bab El Mendeb, scandendo lo slogan «morte all'America, morte a Israele».

6 ore fa
Diversi caccia statunitensi danneggiati dagli attacchi iraniani in Giordania

Diversi velivoli statunitensi sono stati danneggiati nella base aerea Muwaffaq al-Salti in Giordania, utilizzata anche dagli Stati Uniti, in seguito a un attacco iraniano avvenuto la notte tra martedì e ieri, ha riferito l'emittente radiotelevisiva newyorchese Cbs, precisando che un aereo A-10 è stato colpito perdendo un'ala, mentre circa otto caccia F-15 hanno riportato danni lievi.

L'attacco è avvenuto dopo che gli Stati Uniti avevano colpito cinque navi cisterna iraniane. Secondo quanto riportato, le forze americane in Giordania hanno lanciato oltre 30 missili Patriot nel tentativo di difendersi dagli attacchi in arrivo.

7 ore fa
Il punto alle 6:30

Donald Trump ostenta sicurezza sulla guerra in Iran, ma all’interno della sua amministrazione si valuta uno scenario decisamente più lungo e complesso. Alcuni dei più stretti consiglieri del presidente americano gli avrebbero infatti prospettato la possibilità che il conflitto possa protrarsi per tutto il resto del suo mandato, fino al gennaio 2029.

A riferirlo è il «Wall Street Journal», citando fonti a conoscenza delle discussioni. In particolare, il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio avrebbero avvertito Trump che Teheran potrebbe continuare a resistere alle pressioni degli Stati Uniti, rendendo impossibile una conclusione rapida delle ostilità.

Una prospettiva che contrasta con il tono utilizzato dallo stesso Trump durante la convention repubblicana di Dallas. «I prezzi del petrolio scenderanno quando vinceremo la guerra in Iran. Stiamo vincendo: controlliamo lo Stretto di Hormuz», ha affermato il presidente. Trump ha poi scherzato sulla possibilità di ribattezzare la strategica via d’acqua: «Lo chiameremo lo Stretto di Trump, sono sicuro che la leadership dell’Iran sarà contenta». Nello stesso intervento ha rilanciato anche l'idea di cambiare il nome del New Mexico in «New America».

Il presidente è tornato inoltre sulla questione del programma nucleare iraniano, ribadendo che Washington non intende permettere a Teheran di dotarsi dell'atomica. «Se non avessimo colpito l'Iran con i nostri B-2, adesso avrebbe l'arma nucleare», ha sostenuto.

Trump ha infine evocato la possibilità di una nuova operazione militare contro Pickaxe Mountain. «Potremmo dover colpire Pickaxe Mountain, perché dicono che ci sia movimento» nel sito, ha dichiarato, lasciando aperta l'ipotesi di ulteriori attacchi.

Da una parte, dunque, la Casa Bianca continua a mostrare pubblicamente fiducia nell'esito della guerra; dall'altra, ai vertici dell'amministrazione americana si prende in considerazione uno scenario nel quale la resistenza iraniana potrebbe trasformare il conflitto in una crisi destinata ad accompagnare Trump fino alla conclusione della sua presidenza.

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