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Trump: «Stiamo parlando con l’Iran che però non è ancora pronto per un accordo»
© AP Photo/Mark Schiefelbein
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21 ore fa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha invece negato colloqui in corso con gli USA – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
6 ore fa
Trump: «Ho parlato di guerra in Iran con un ex presidente USA, avrebbe voluto farla lui»

Donald Trump ha parlato dell'operazione in Iran con un ex presidente americano. Lo ha detto il tycoon senza specificare chi fosse l'ex presidente. Ha risposto con un secco no a chi gli chiedeva se fosse stato George W. Bush e ha glissato quando gli è stato chiesto se si trattasse di Bill Clinton. «Non voglio dirlo», ha tagliato corto Trump. «È qualcuno a cui piaccio. Mi ha detto che avrebbe voluto farlo lui», ha aggiunto.

6 ore fa
Vance: «La guerra in Iran? Ho fiducia in Trump, porterà a termine il lavoro»

«Ho fiducia nel presidente Trump, porterà a termine il lavoro». Così JD Vance risponde a chi gli chiedeva se fosse d'accordo in pieno con la guerra in Iran. Secondo indiscrezioni, il vicepresidente è nella cerchia dei consiglieri che aveva suggerito al presidente di non attaccare. Vance ha quindi accusato il giornalista che gli ha posto la domanda di cercare di creare una spaccatura fra lui e Trump.

6 ore fa
Hezbollah: «Presi di mira soldati israeliani nel sud del Libano»

Il movimento filo-iraniano Hezbollah ha annunciato oggi di aver nuovamente preso di mira soldati israeliani a Khiam, il primo attacco rivendicato in questa città del Libano meridionale da quando Israele ha annunciato «operazioni di terra limitate».

In una dichiarazione, Hezbollah ha affermato di aver «preso di mira un gruppo di soldati dell'esercito nemico israeliano a Khiam (...) con una raffica di razzi», senza specificare se ci siano state vittime. 

6 ore fa
Netanyahu invia gli auguri agli iraniani per le festività del Nowruz

il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha inviato oggi gli auguri agli iraniani per le imminenti festività del Nowruz, che segnano il capodanno persiano, mentre il suo Paese continua la guerra contro l'Iran.

«Al coraggioso popolo iraniano, auguro, come faccio ogni anno, un felice periodo di festività, a cominciare dalla Festa delle Luci», ha detto Netanyahu, riferendosi al Chaharshanbe Suri, un'antica festa iraniana della luce e del fuoco. «Simboleggia l'antica convinzione del popolo iraniano che la luce trionferà sulle tenebre, che il bene trionferà sul male», ha detto in inglese, con sottotitoli in farsi.

6 ore fa
Araghchi smentisce Axios: «ultimo contatto con Witkoff prima della guerra»

«Il mio ultimo contatto con il signor Witkoff risale a prima che il suo datore di lavoro decidesse di stroncare la diplomazia con un altro attacco militare illegale contro l'Iran. Qualsiasi affermazione contraria sembra mirata unicamente a ingannare i commercianti di petrolio e l'opinione pubblica». Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi smentendo quanto riportato da Axios che, citando fonti americane, aveva riferito che un canale di comunicazione diretto fra Witkoff e Araghchi era stato riattivato negli ultimi giorni.

6 ore fa
Kuwait, «Arrestate 16 persone affiliate a Hezbollah, pianificavano sabotaggio»

Il Kuwait ha annunciato l'arresto di 16 persone - 14 kuwaitiani e due libanesi - affiliate al movimento libanese Hezbollah, che avevano pianificato un'operazione di «sabotaggio» nello stato del Golfo. Questo gruppo «mirava a destabilizzare la sicurezza del Paese e a reclutare individui per unirsi all'organizzazione terroristica», coinvolta nella guerra in corso in Medio Oriente, ha dichiarato il ministero dell'Interno in un comunicato. Sono state sequestrate diverse armi, droni con telecamere e dispositivi di comunicazione in codice Morse, ha aggiunto.

6 ore fa
Trump: «Ho chiesto alla Cina di far slittare il mio viaggio di un mese»

«Non so sul viaggio a Pechino. Mi piacerebbe andare in Cina ma sento di dover essere qui perché c'è la guerra. Potrei ritardare il viaggio di un po': abbiamo richiesto uno slittamento di un mese». Lo ha detto Donald Trump. Il presidente dovrebbe andare in Cina in aprile.

7 ore fa
«Evitare l'offensiva di terra in Libano»

«Siamo profondamente preoccupati per l'escalation di violenza in Libano e chiediamo un impegno concreto da parte dei rappresentanti israeliani e libanesi per negoziare una soluzione politica sostenibile. Sosteniamo con forza le iniziative volte a facilitare i colloqui e sollecitiamo un'immediata de-escalation».

È quanto si legge in una nota congiunta dei leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito pubblicata sul sito del premier canadese Mark Carney. La nota condanna gli attacchi dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah contro Israele e sottolinea al contempo come «un'offensiva di terra israeliana di rilievo» in Libano «avrebbe conseguenze umanitarie devastanti e potrebbe portare a un conflitto prolungato. Questo va scongiurato».

8 ore fa
Pezeshkian: «Sentito Macron, l'uso delle basi USA deve cessare»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato sulle reti sociali di avere avuto una telefonata con il capo dello Stato francese Emmanuel Macron, al quale ha indicato «che l'Iran non ha dato inizio a questa brutale guerra. La difesa contro l'aggressione è un diritto naturale che conosciamo bene. L'utilizzo delle basi statunitensi nella regione contro l'Iran, con l'obiettivo di compromettere le nostre relazioni con i Paesi vicini, deve cessare».

L'Iran, ha aggiunto, «non si arrenderà ai prepotenti. Ci aspettiamo che la comunità internazionale condanni questa aggressione e convinca gli aggressori a rispettare il diritto internazionale».

«La pace e la stabilità nella regione non possono essere raggiunte ignorando l'aggressione sionista-americana contro il nostro Paese», ha affermato Pezeshkian. «Iniziare una guerra basandosi su false informazioni e con l'obiettivo di conquistare un Paese è una pratica medievale nel XXI secolo. Parlare di fermare l'aggressione è inutile se non ci assicuriamo che la nostra terra non venga attaccata», ha concluso.

10 ore fa
Trump: «Vari Paesi vogliono aiutare, alcuni sono già verso Hormuz»

Il presidente statunitense Donald Trump ha detto alla Casa Bianca che «diversi» leader hanno offerto il loro aiuto per lo Stretto di Hormuz. «Mi piacerebbe dire i loro nomi, ma francamente non so se lo vogliano, perché temono di essere presi di mira», ha aggiunto. «Alcuni si stanno già dirigendo lì», ha sottolineato. «Sono molti entusiasti».

«Non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo», ha aggiunto definendo la questione della sicurezza dello Stretto un «test» per gli alleati. «È da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno».

«Vi dirò i Paesi di cui sono deluso», ha aggiunto mostrandosi pronto a fare i nomi, nel momento opportuno, dei Paesi che non hanno aiutato gli Stati Uniti per lo Stretto di Hormuz.

«L'Iran vuole un accordo. Stanno parlando con il nostro team», ha anche affermato.

10 ore fa
Kallas: «L'Iran non è la nostra guerra, l'obiettivo è la distensione»

«Questa non è la guerra dell'Europa, il nostro focus è la distensione. L'Europa non ha interesse a una guerra prolungata», ha detto l'alta rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas al termine del Consiglio affari esteri.

«Non è la guerra dell'Europa, ma gli interessi dell'Europa sono a rischio, al Consiglio c'è stata una discussione su come proteggere le navi: abbiamo la missione Aspides ma non c'è appetito tra i 27 a inviare le navi sopra la linea di Muscat, capitale dell'Oman, nessuno vuole entrare attivamente in questa guerra», ha aggiunto Kallas.

10 ore fa
Libano: oltre un milione di sfollati

Le autorità libanesi hanno annunciato oggi che oltre un milione di persone si sono registrate come sfollate dall'inizio della guerra, il 2 marzo scorso, tra Israele e l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah.

Un comunicato indica che il numero di sfollati che si sono registrati su un sito web affiliato al ministero degli affari sociali ha raggiunto quota 1.049.328, di cui 132.742 ospitati in oltre 600 rifugi collettivi.

11 ore fa
Berna rafforza il sostegno umanitario in Libano, Siria e Iran

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) stanzia un importo totale di 6,5 milioni di franchi per fornire aiuti umanitari a Libano, Siria e Iran, ha comunicato oggi il Dipartimento federale degli esteri (DFAE). L'aiuto umanitario di emergenza viene distribuito tramite la Croce Rossa, l'Onu e organizzazioni libanesi.

La DSC mette a disposizione risorse supplementari e definisce «priorità tra i programmi esistenti per rispondere ai bisogni più urgenti», indica una nota.

In totale, mette a disposizione 6,5 milioni di franchi per il Libano e la Siria. Di questo importo, 3,5 milioni provengono dal budget dedicato agli aiuti umanitari di emergenza, mentre 3 milioni costituiscono fondi aggiuntivi.

«I contributi sono destinati a partner chiave nei settori della protezione, della costruzione di alloggi di emergenza, dell'acqua, del cibo e dei servizi igienico-sanitari (WASH)», sottolinea la Confederazione. Si tratta in particolare del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), che opera a stretto contatto con la Croce Rossa libanese, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) e il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF). Il fondo umanitario per il Libano (Lebanon Humanitarian Fund) sostiene anche organizzazioni non governative libanesi e internazionali. Questi partner consentono di distribuire gli aiuti in modo rapido e diretto tenendo conto delle esigenze più urgenti.

Un esperto del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) sostiene l'approvvigionamento di acqua potabile nella valle della Bekaa, in Libano, in collaborazione con il CICR e il servizio regionale delle acque. La Svizzera finanzia in particolare la potabilizzazione dell'acqua con il cloro nella rete idrica pubblica, una misura particolarmente urgente alla luce del forte aumento del numero di persone sfollate nella regione.

La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) ha lanciato un appello di emergenza per un totale di 40 milioni di franchi. L'Aiuto umanitario della Confederazione ha esaminato l'appello e ha sbloccato 1 milione di franchi per aiuti d'urgenza.

11 ore fa
Trump: «La campagna contro l'Iran continua, il regime è stato distrutto»

«La campagna contro l'Iran continua in piena forza», ha detto il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca, ribadendo che il regime di Teheran è stato «distrutto».

«La campagna militare è continuata a pieno ritmo negli ultimi giorni. L'equipaggiamento antiaereo iraniano è decimato. Abbiamo colpito più di 7.000 obiettivi in tutto l'Iran», ha detto sottolineando che all'Iran «sono rimasti pochi missili».

Gli Stati Uniti hanno «hanno ridotto del 90% i lanci di missili balistici dell'Iran e del 95% gli attacchi con droni. Non ne hanno più molti a disposizione».

«Oltre 100 navi iraniane sono state affondate o distrutte», tra le quali tutte le 30 navi posamine, ha detto Trump avvertendo però che Teheran potrebbe utilizzare altre imbarcazioni per minare le acque del Golfo Persico. «Non sappiamo se abbiano posato qualche mina nello Stretto di Hormuz».

«Basta una parola e distruggo anche gli impianti petroliferi dell'Iran», ha aggiunto. «Con l'obiettivo di una futura ricostruzione di quel paese non voglio farlo, ma le cose possono cambiare».

«L'Iran usa lo stretto di Hormuz come un'arma», ha poi sottolineato. «Incoraggiamo i paesi le cui economie dipendono dallo Stretto ad aiutarci. Alcuni paesi non sono entusiasti di aiutarci. E il livello di entusiasmo per me è importante».

«Vogliamo che ci aiutino», ha aggiunto Trump nominando alcuni paesi fra i quali il Giappone, la Cina, la Corea del Sud e l'Europa. «Per 40 anni vi abbiamo protetto e non volete essere coinvolti in qualcosa di minore?».

11 ore fa
Merz: «Non invieremo navi nello Stretto di Hormuz»

«Fino a quando durerà la guerra (nella regione del Golfo Persico), non parteciperemo inviando navi militari nello Stretto di Hormuz. Fino ad oggi non è chiaro come un'operazione del genere potrebbe funzionare». Lo ha confermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in conferenza stampa insieme al premier olandese Rob Jetten.

Merz ha anche esortato «Israele a non commettere l'errore di un'offensiva terrestre» nel Libano.

«La guerra in Iran deve essere conclusa con un piano chiaro il prima possibile. Come gli USA e Israele vogliamo la fine del programma nucleare iraniano, ma non partecipiamo a questa guerra», ha aggiunto.

11 ore fa
Trump: «I prezzi del petrolio caleranno quando la guerra finirà»

I prezzi del petrolio «crolleranno come un sasso» non appena la guerra nella regione del Golfo Persico sarà finita, ha detto il presidente statunitense Donald Trump in un'intervista alla televisione pubblica Public Broadcasting Service (PBS) senza sbilanciarsi sui tempi della fine del conflitto.

«Appena sarà finita, non credo ci vorrà molto», ha affermato Trump. Pur mantenendosi volatili, le quotazioni del petrolio sono in calo dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha riferito che gli Stati Uniti stanno consentendo alle petroliere iraniane di transitare per lo Stretto di Hormuz.

Lo Stretto di Hormuz è il braccio di mare, lungo circa 60 chilometri e largo 30, che separa l'Iran, a nord, dalla penisola di Musandam, exclave dell'Oman circondata dal territorio degli Emirati Arabi Uniti, a sud. È un punto di grandissima importanza strategica poiché qui in tempi normali transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio. L'Iran, in risposta all'attacco israelo-statunitense di due settimane fa, lo ha bloccato. La misura ha avuto un impatto enorme sul mercato energetico globale.

11 ore fa
Trump minaccia un nuovo attacco a Kharg: «Potrei distruggerla»

Il presidente statunitense Donald Trump minaccia di colpire nuovamente l'isola iraniana di Kharg, il cui porto è un importante centro di esportazione di petrolio.

In un'intervista di tre minuti alla televisione pubblica Public Broadcasting Service (PBS), l'inquilino della Casa Bianca ha riferito di averlo «detto apertamente: la distruggerò completamente». Trump ha quindi spiegato che il precedente attacco all'isola ha distrutto tutti gli obiettivi militari: Kharg «è morta dal punto di vista militare».

12 ore fa
L'Iran ai Paesi musulmani: «Scegliete tra noi o USA e Israele»

Ali Larijani, segretario del Consiglio per la sicurezza dell'Iran e influente figura della Repubblica islamica, ha lanciato un appello ai Paesi musulmani chiedendo di scegliere se sostenere Teheran oppure gli Stati Uniti e Israele.

«Da che parte state? Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete che l'America non vi è fedele e che Israele è vostro nemico. Pensate per un attimo a voi stessi e al futuro della regione. L'Iran è un vostro benefattore e non ha alcuna intenzione di dominarvi», si legge nel messaggio articolato in sei punti che Larijani ha condiviso sulla rete sociale X, dove ha criticato l'atteggiamento dei Paesi musulmani durante l'attuale conflitto attorno al Golfo Persico.

«L'Iran continua a resistere ai grandi e piccoli demoni (America e Israele), ma il comportamento degli Stati islamici non è forse in contraddizione con le parole del Profeta (pace e benedizioni su di lui) che disse: 'Se non rispondi al grido di un musulmano, non sei un musulmano'? Che razza di musulmano è questo?!», ha scritto Larijani, difendendo gli attacchi da parte di Teheran contro le basi militari americane nel Golfo.

«L'Iran dovrebbe permettere di essere attaccato dalle basi americane presenti nei vostri Paesi? Stanno cercando delle scuse; da una parte della battaglia odierna ci sono l'America e Israele, dall'altra l'Iran musulmano e le forze di resistenza», ha scritto, aggiungendo che «l'unità della Umma (comunità) islamica, con tutta la sua forza, può garantire la sicurezza, l'eccellenza e l'indipendenza di tutti i Paesi».

13 ore fa
Un grosso frammento di missile cade vicino all'ufficio di Netanyahu

Nell'ultimo attacco lanciato dall'Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Fotografie sono state pubblicate dai soccorritori.

I vigili del fuoco hanno anche diffuso l'immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall'Iran e caduto su un'abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica.

I soccorritori riferiscono che nell'area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.

13 ore fa
IEA: «Abbiamo riserve di petrolio, pronti a nuove azioni»

I paesi dell'IEA, l'agenzia internazionale dell'energia, hanno ancora «molte riserve di petrolio» nonostante il rilascio di quelle strategiche per 400 milioni di barili deciso nei giorni scorsi. Lo afferma il direttore esecutivo dell'organizzazione Faith Birol in dichiarazioni ai media, sottolineando come «bisogna essere pronti a un conflitto prolungato» e che se necessario saranno prese ulteriori azioni.

Birol ha quindi aggiunto come, in aggiunta ai membri dell'organizzazione, «ci sono altri paesi che stanno valutando come fornire il loro supporto».

Il 67.enne ha ribadito che il conflitto in Medio Oriente rappresenta la peggiore interruzione delle forniture mai vista. L'azione dei giorni scorsi «sta calmando» i mercati, ha aggiunto, riconoscendo come «ci vorrà tempo» per il recupero del mercato.

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