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Estero
Trump: riconta voti in Wisconsin, anche Clinton appoggia
Redazione
10 anni fa

Riconta per le elezioni presidenziali negli USA. La candidata dei Verdi Jill Stein ha presentato, all'ultimo secondo la richiesta per le preferenze espresse in Wisconsin, tra gli Stati simbolo della vittoria di Donald Trump e della sconfitta di Hillary Clinton. È proprio dal fronte Clinton che arriva adesso il sigillo per legittimare l'iniziativa, garantendo la sua collaborazione per assicurare un "iter giusto", sebbene ammetta che segnali di manomissione fin qui non siano emersi. Come a fare eco all'amministrazione Obama che frena, affermando che i risultati del voto l'8 novembre "riflettono accuratamente la volontà del popolo americano". Nessun passo indietro però sulle accuse di ingerenza: ad alimentare il "movimento per la riconta" erano stati infatti anche gli appelli moltiplicatisi nei giorni scorsi da parte di esperti - di informatica e cybersicurezza in particolare - segnalando il rischio concreto di intrusioni per mano di hacker sul processo elettorale americano, a partire da certe incongruenze tecniche riscontrate su alcune delle macchine per il voto elettronico. L'ombra di un'operazione di disturbo voluta da Mosca insomma, come già denunciato dal campo democratico e con forza durante la campagna elettorale. Però adesso, a cose fatte, l'amministrazione Obama scende in campo per difendere la capacità dell'America di garantire la correttezza del voto, per non cedere a quella che ancora una volta addita come una provocazione della Russia. "Il Cremlino probabilmente si aspettava che la pubblicità attorno alle divulgazioni dopo le mail compromesse" in un'operazione che definisce "diretta dal governo russo, avrebbero messo in dubbio l'integrità del processo elettorale che potrebbe aver minato la legittimità del presidente eletto. Ciononostante, difendiamo i nostri risultati elettorali, che riflettono accuratamente la volontà del popolo americano". E sì, anche se ha vinto Trump. O nonostante la disfatta di Hillary Clinton, che in tanti ha lasciato delusi e ha segnato la fine di una vicenda personale e politica lunga 40 anni chiusa senza riuscire a raggiungere il traguardo ultimo, in una drammatica e lunghissima notte in preda allo sgomento cui - emerge adesso - soltanto l'intervento di Barack Obama in persona ha posto fine. Fu infatti il presidente a chiamare Hillary nella notte tra l'8 e il 9 novembre invitandola a riconoscere la vittoria di Donald Trump. Lo rivela un libro in uscita dei giornalisti Amie Parnes e Jonathan Allen, che ricostruisce quelle ore. "Devi riconoscere" la sua vittoria le disse al telefono Obama, mentre insieme con familiari e stretti collaboratori Clinton seguiva lo spoglio di Michigan, Wisconsin, Pennsylvania da un albergo poco distante dal Javits Center dove tutto era stato predisposto per festeggiare il trionfo di Hillary. "Si discusse molto sui risultati di Michigan e Wisconsin e se potessero cambiare le cose per un verso o per un altro", hanno raccontato fonti anonime agli autori del libro. "Datemi il telefono, lo chiamo", così Hillary Clinton chiuse la sua corsa, parlando con "The Donald".

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