
Teheran: «Gli USA si pentiranno di aver affondato una nostra nave» – Starmer annuncia l'invio di altri quattro caccia Typhoon in Qatar e che gli elicotteri Wildcat, che possono abbattere droni, arriveranno domani a Cipro – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Gli Stati Uniti prenderanno presto provvedimenti per «ridurre la pressione sul petrolio», dopo l'impennata dei prezzi dovuta alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, pari al 15% dall'inizio della settimana.
«Ulteriori misure per ridurre la pressione sul petrolio sono imminenti e il prezzo sembra essersi praticamente stabilizzato. Avevamo prezzi molto bassi, ma ho dovuto fare questa piccola deviazione se tutti sono d'accordo?», ha detto il presidente americano Donald Trump, ricevendo alla Casa Bianca l'Inter Miami CF e Lionel Messi, il team che ha vinto il campionato di calcio americano del 2025.
Il tycoon ha annunciato nei giorni scorsi «misure decisive» sul tema e ha offerto «un'assicurazione contro i rischi politici per le petroliere in transito nel Golfo».
«Possiamo continuare la guerra in Iran fin quando vogliamo. Le nostre munizioni offensive e difensive ce lo consentono». Lo ha detto il segretario alla Difesa americana, Pete Hegseth, in una conferenza al quartier generale del Comando centrale a Tampa, in Florida.
«Al sesto giorno di guerra la nostra forza di combattimento cresce, quella dell'Iran cala», ha detto il capo del Comando centrale USA, l'ammiraglio Brad Cooper.
Pete Hegseth ha invitato le persone che fino ad una settimana fa protestavano contro il regime in Iran a «restare in casa» finche' le operazioni di Usa e Israele vanno avanti. «Stiamo attaccando le persone che hanno preso di mira i manifestanti», ha aggiunto. «Più li attacchiamo, meglio sarà per loro», ha detto ancora il segretario alla Difesa Usa.
Il presidente americano Donald Trump ha incoraggiato i diplomatici iraniani «in tutto il mondo» a chiedere asilo, dopo aver assicurato che gli Stati Uniti erano «molto in anticipo sui tempi» nella guerra scatenata con Israele contro l'Iran. «Esortiamo anche i diplomatici iraniani in tutto il mondo a chiedere asilo e ad aiutarci a plasmare un Iran nuovo e migliore, con un grande potenziale», ha detto Trump durante un evento alla Casa Bianca, in cui ha ospitato i campioni 2025 della Major League, la seria A americana, l'Inter Miami CF di Miami e il suo campione più rappresentativo, l'argentino Lionel Messi.
Dopo il Senato anche la Camera americana ha bocciato la risoluzione bipartisan sui poteri di guerra presentata per fermare l'attacco contro L'Iran. Il voto, 219 contro 212, è stato lungo le linee di partito, ma ha anche evidenziato divisioni. Quattro Democratici, infatti, hanno votato con i repubblicani contro la risoluzione, mentre due repubblicani hanno dato il loro sostegno allo stop alla guerra.
«La Costituzione è chiara e conferisce al Congresso poteri di iniziativa bellica», ha affermato il deputato Thomas Massie, repubblicano moderato e principale promotore della risoluzione.
A causa dell’attacco missilistico iraniano contro la Turchia, la NATO ha aumentato il livello di allerta e la prontezza operativa dei suoi sistemi di difesa balistica. Lo ha reso noto giovedì sera un portavoce del quartier generale militare di Mons, in Belgio.
Il ministero della Salute libanese ha reso noto stasera un nuovo bilancio delle vittime, pari a 123, nei raid aerei israeliani dall'inizio della guerra lunedì. «Il bilancio dell'aggressione israeliana dall'alba di lunedì (...) ammonta a 123 martiri e 683 feriti», si legge in una nota del Ministero, ripresa da L'Orient Le Jour.
L'esercito israeliano conferma il raid serale alla periferia sud di Beirut dichiarando di aver iniziato a «colpire le infrastrutture di Hezbollah» nella periferia nota anche come Dahiyeh.
«Israele è riuscito a sopprimere il sistema missilistico balistico iraniano. Ora passiamo alla fase successiva della campagna», lo ha detto il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir in una dichiarazione.
«Ora aumenteremo il colpo inferto alle fondamenta del regime. Abbiamo altre mosse sorprendenti. Daremo la caccia ai nostri nemici, tutti quanti», ha aggiunto. «Nel giro di 24 ore, i piloti hanno spianato la strada per Teheran. Abbiamo distrutto circa l'80% dei sistemi di difesa aerea, ottenuto una superiorità aerea pressoché totale nei cieli iraniani. Neutralizzato oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici».
Intanto il ministro della difesa Israel Katz, in un'intervista a Channel 12, ha affermato che «la decisione di eliminare (l'ayatollah Ali) Khamenei è stata presa a novembre». Il premier Benyamin «Netanyahu ha stabilito l'obiettivo durante una riunione ristretta a novembre e la realizzazione era programmata per maggio-giugno di quest'anno. Il dialogo con gli USA è arrivato più tardi, con lo scoppio delle manifestazioni in Iran», ha aggiunto Katz.
Mentre il portavoce dell'esercito Nadav Shoshani ha evidenziato che «secondo il diritto internazionale dei conflitti armati, i comandanti militari che dirigono le forze armate durante una guerra possono costituire obiettivi militari legittimi. In qualità di Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei ha ricoperto il ruolo di comandante in capo delle forze armate iraniane, diventando la massima autorità militare del regime».
Un volo di rimpatrio in Francia di persone che si trovavano negli Emirati Arabi Uniti è stato «costretto a tornare indietro a causa del lancio di missili». Lo ha annunciato il ministro dei trasporti francese Philippe Tabarot.
Questi ha spiegato che «un volo Air France noleggiato dal governo per riportare in Francia nostri connazionali che si trovavano negli Emirati arabi uniti è stato costretto stasera a tornare indietro a causa del lancio di missili nella zona».
«Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli shahid (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria». Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. «L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!», aggiunge.
Secondo quanto riferito da una fonte militare iraniana all'agenzia di stampa iraniana Fars, dall'inizio della guerra l'Iran ha lanciato oltre 500 missili balistici e da crociera e oltre 2'000 droni. Secondo Fars, il 40% degli attacchi iraniani ha preso di mira Israele, mentre il restante 60% ha preso di mira siti americani nella regione.
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato all'emittente tv americana NBC che l'Iran è pronto ad affrontare un'eventuale invasione terrestre degli Stati Uniti. Araghchi ha inoltre respinto qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti e ha affermato che l'Iran non ha chiesto un cessate il fuoco.
Araghchi ha parlato con il conduttore di Nightly News, Tom Llamas, da Teheran. Alla domanda se temesse una possibile guerra di terra degli Stati Uniti, il ministro ha assunto un tono di sfida: «no, li stiamo aspettando. Perché siamo fiduciosi di poterli affrontare, e per loro sarebbe un grande disastro».
Anche il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha messo in guardia gli Stati Uniti: «alcuni funzionari americani hanno minacciato di inviare forze di terra in Iran. I coraggiosi giovani cresciuti alla scuola dell'Imam Khomeini e dell'Imam Khamenei sono pronti a umiliare questi malvagi invasori americani, infliggendo loro migliaia di vittime e facendo molti prigionieri», ha dichiarato su X sottolineando che «la sacra terra dell'Iran non è un posto per i servitori dell'inferno».
In un post su X, rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel sesto giorno di guerra, Araghchi ha inoltre scritto che «il piano A per una vittoria militare rapida e netta è fallito, signor presidente. Il suo piano B rischia di essere un fallimento ancora più grande».
«La verità è che la possibilità di raggiungere un accordo unico è andata persa quando la cricca dell''America Last' ha oscurato i 'progressi significativi' che erano stati fatti nei negoziati», ha aggiunto Araghchi, riferendosi ai tre round di negoziati sul nucleare tra Teheran e Washington che si sono tenuti in Oman e a Ginevra. «'Israel First' significa sempre 'America Last'», ha concluso.

Sabato sono previsti altri voli dal Medio Oriente alla Svizzera. La compagnia aerea Edelweiss, in accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha in programma voli diretti da Mascate e Salalah, nell'Oman, a Zurigo, tra cui un volo speciale.
La prenotazione viene effettuata esclusivamente tramite la hotline di Swiss ed è rivolta ai viaggiatori in Oman e negli Emirati Arabi Uniti, ha indicato oggi una portavoce del DFAE a Keystone-ATS. A darne per primo la notizia è stato 20 Minuten.
Oltre al collegamento regolare Zurigo-Mascate-Salalah-Zurigo, Edelweiss effettua un volo con un aereo supplementare. Il volo da Mascate ha registrato il tutto esaurito in breve tempo.
Il DFAE continua a valutare le opzioni per aiutare i cittadini svizzeri bloccati nella regione a lasciare il Paese. Attualmente, tuttavia, si devono prendere in considerazione principalmente i collegamenti aerei commerciali. Il costo dei voli è a carico dei singoli passeggeri.
Secondo il DFAE, oggi diverse compagnie aeree hanno ripreso le operazioni negli aeroporti di Abu Dhabi e Dubai. Le rappresentanze svizzere nella regione hanno contattato i rispettivi governi chiedendo loro di facilitare gli sforzi di espatrio dei cittadini svizzeri bloccati.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un'intervista ad Axios che «deve essere coinvolto» nella scelta del successore di Ali Khamenei in Iran.
«Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran», ha affermato Trump. «Stanno sprecando tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy Rodríguez in Venezuela», ha aggiunto Trump precisando di non volere «un nuovo leader iraniano che continui le politiche di Khamenei e che costringerebbero gli Stati Uniti a tornare in guerra tra cinque anni».
Circa 1000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra.
Fuga di massa dalla periferia meridionale di Beirut dopo l'ordine di evacuazione emesso dall'esercito israeliano per quasi tutta l'area di Dahieh che ha scatenato il panico tra la popolazione.
Stando a quanto riporta il quotidiano «L'Orient Le Jour», nelle strade di Beirut e lungo le principali arterie che portano a est e nord del Libano si sono formati enormi ingorghi, mentre «circa 700'000 residenti della periferia sud si affrettano a lasciare la zona».
«Molto presto Dahieh somiglierà a Khan Yunis», ha dichiarato il ministro israeliano delle finanze Bezalel Smotrich parlando della periferia sud di Beirut, storica roccaforte degli Hezbollah libanesi, e della città del sud della Striscia di Gaza martellata dalle operazioni militari israeliane scattate dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.
«Hezbollah ha commesso un errore e la pagherà cara - ha detto Smotrich in dichiarazioni dal confine nord di Israele, a ridosso del territorio libanese, riportate dal sito di notizie israeliano Ynet -. Due anni fa abbiamo dovuto far sgomberare gli abitanti del nord (di Israele). Oggi abbiamo diffuso avvisi per l'evacuazione dal sud del Libano e dalla zona di Dahieh, mentre dalla parte israeliana del confine le comunità tornano a prosperare. Molto presto Dahieh somiglierà a Khan Yunis».
Donald Trump ha offerto «ampia copertura aerea» e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Lo riferiscono fonti informate al «Washington Post».
«La richiesta americana ai curdi iracheni è di aprire la strada e non di ostacolare» i gruppi curdi iraniani che si mobilitano in Iraq, «fornendo al contempo supporto logistico», ha affermato un alto funzionario dell'Unione patriottica del Kurdistan, uno dei due principali partiti politici che governano la regione curda semi-autonoma dell'Iraq.
«In questi ultimi giorni, si sono verificati 13 attacchi contro strutture sanitarie in Iran, nel contesto degli attacchi israeliani e statunitensi». Questo l'annuncio fatto, nelle scorse ore, da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che aggiunge che sono in corso verifiche sulle segnalazioni relative alla morte di 4 medici e al ferimento di altri 25.
La Francia ha inviato sei caccia Rafale supplementari negli Emirati Arabi Uniti per contribuire a garantire la sicurezza del paese. Lo ha dichiarato la ministra della difesa di Parigi, Catherine Vautrin.
Il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha confermato ieri che i caccia Dassault Rafale sono già stati utilizzati per neutralizzare droni diretti verso gli Emirati Arabi Uniti.
«Abbiamo Rafale che erano già negli Emirati. Nell'ambito del nostro accordo, altri sei Rafale sono stati inviati negli Emirati e sono già arrivati», ha dichiarato Vautrin alla radio RTL.
La Francia non prevede di utilizzare la propria aviazione militare per evacuare i cittadini francesi dal Medio Oriente nel pieno dell'escalation nella regione - ha aggiunto la ministra della difesa - dato che ci sono possibilità con aerei civili, in particolare quelli delle compagnie aeree degli Emirati Arabi Uniti.
I media hanno riferito ieri che il primo aereo con cittadini francesi evacuati dal Medio Oriente a causa dell'escalation intorno all'Iran è arrivato all'aeroporto Charles de Gaulle, a nord-est di Parigi.
Allo stesso tempo, la Francia non ridurrà l'entità degli aiuti forniti all'Ucraina malgrado l'escalation in Medio Oriente, ha aggiunto Vautrin. «Il bilancio del nostro paese è organizzato in modo tale da avere la capacità [di condurre operazioni in Medio Oriente e allo stesso tempo aiutare l'Ucraina]», ha dichiarato la ministra.
Il presidente Emmanuel Macron ha confermato due giorni fa di aver ordinato il ridispiegamento della portaerei Charles de Gaulle insieme al suo gruppo d'attacco nel Mar Mediterraneo.
Il ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato domenica che l'Iran ha effettuato un attacco con droni contro una base navale francese ad Abu Dhabi. La base è la struttura della Marina francese nota anche come Camp de la Paix. È stata aperta nel 2009 e all'epoca divenne la prima nuova base militare francese all'estero in 50 anni. Lunedì Barrot ha confermato l'attacco, ma ha affermato che ha causato solo danni materiali di lieve entità.
Il premier britannico Keir Starmer annuncia che il Regno Unito invia altri quattro caccia Typhoon in Qatar e che gli elicotteri Wildcat, che possono abbattere droni, arriveranno domani a Cipro. Egli ha anche confermato di aver permesso agli USA l'utilizzo di basi britanniche «per condurre operazioni difensive».
Per quanto riguarda l'invio dei caccia in Qatar, in una conferenza stampa a Downing Stree, Starmer ha detto che fa parte della risposta del governo alle richieste di «ulteriori aiuti» da parte degli alleati nel Golfo. E che il loro dispiegamento è teso a «rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e intorno alla regione». Londra ha inizialmente dispiegato a gennaio lo squadrone 12 della RAF «dietro l'invito del governo del Qatar».
Il premier ha inoltre confermato la decisione di non far partecipare il Regno Unito all'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, affermando che «rimarrà fermo» nella difesa di valori e principi britannici, «a prescindere dalle pressioni per fare altrimenti».
Starmer ha ricordato «la posizione da tempo assunta dai britannici» in base alla quale «il modo migliore di procedere per il regime e il mondo è negoziare un accordo con l'Iran, che preveda la rinuncia delle loro ambizioni nucleari».
«Così, è stato per questo che ho preso la decisione che il Regno Unito non si sarebbe unito ai raid iniziali contro l'Iran di Stati Uniti e Israele - ha proseguito - ora questa decisione è stata deliberata, è stata una decisione nell'interesse nazionale e la confermo».
A chi gli chiedeva se la relazione speciale tra Stati Uniti e Regno Unito sia stata «rovinata» dopo i nuovi attacchi di Donald Trump che, tra le altre cose, ha detto che Starmer «non è Winston Churchill», il premier ha risposto che «la relazione speciale con gli Stati Uniti è operativa in questo momento, stiamo lavorando con gli americani per il dispiegamento dalle nostre basi».
Il premier ha poi sottolineato che se Trump prende le sue decisioni valutando gli interessi nazionali americani, «io, come primo ministro britannico, devo prendere decisioni che considero nel miglior interesse del Regno Unito. Non c'è niente di controverso in questo».
Il premier ha comunque ribadito che Londra e Washington stanno «lavorando insieme nella regione, gli Stati Uniti e i britannici lavorano insieme per proteggere sia gli Stati Uniti che i britannici nelle basi congiunte e condividiamo intelligence 24 ore su 24, sette giorni su sette, come sempre. Questa - ha concluso - è una relazione speciale».
Intanto «il Regno Unito ha deciso per precauzione di ritirare temporaneamente parte del personale dell'ambasciata e familiari dal Bahrein», si legge in un messaggio diffuso via Instagram dalla rappresentanza diplomatica, che sottolinea come la situazione sia «grave». «Non ci aspettiamo finisca nei prossimi giorni», aggiunge il post.
Stati Uniti e Israele hanno condotto 1'332 attacchi in 636 siti dell'Iran dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. Lo ha riferito oggi la Mezzaluna rossa iraniana, precisando su X che «21 centri di soccorso e medici hanno subito gravi danni».