Cerca e trova immobili
La diretta
«Trump potrebbe ordinare un attacco già subito dopo la scadenza dell'ultimatum»
© KEYSTONE (EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)
© KEYSTONE (EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)
Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi USA – L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
40 minuti fa
«Almeno 3.600 morti in Iran da inizio guerra, anche 248 bambini»

Quasi 3600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran dall'inizio delle ostilità, tra cui almeno 1665 civili. Di queste vittime, almeno 248 erano bambini. Lo ha reso noto, secondo quanto riporta il Guardian, l'agenzia di stampa per i diritti umani Hrana, una ong con sede negli Stati Uniti.

un'ora fa
«Il processo decisionale iraniano è molto lento»

«I mediatori hanno comunicato alla Casa Bianca di essere al lavoro con gli iraniani su emendamenti e riformulazioni» e «hanno avvertito che il processo decisionale iraniano è molto lento, pertanto potrebbe essere necessaria una proroga del termine». È quanto riporta Axios, sottolineando che la risposta iraniana in 10 punti, definita 'massimalista' dalla Casa Bianca, sarebbe considerata dagli americani come una mossa negoziale, non come un rifiuto.

I consiglieri di Trump hanno detto ai mediatori che il presidente ha bisogno di vedere segnali positivi da parte degli iraniani per prendere in considerazione una proroga: «Siamo nel pieno delle trattative, tutto può succedere», ha detto uno di loro.

Secondo due fonti, riporta il media Usa, un piano per una massiccia campagna di bombardamenti congiunti Usa-Israele contro gli impianti energetici iraniani è pronto, qualora il presidente desse l'ordine. «Trump accetterebbe un accordo se gli venisse offerto, ma non è chiaro se gli iraniani siano pronti. La situazione rimarrà estremamente tesa fino alle 20:00 di martedì», ha dichiarato una fonte statunitense vicina al tycoon. Il presidente - ricorda Axios - si trova di fronte a una decisione cruciale in tempi ristretti: mettere in atto la sua minaccia di distruggere le infrastrutture iraniane a partire dalle 20 di stasera (ora americana), oppure posticipare nuovamente la scadenza da lui stesso fissata per dare una possibilità ai negoziati.

un'ora fa
Nuova ondata di attacchi statunitensi e israeliani su Teheran

Pochi minuti fa, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una nuova serie di attacchi sulla capitale Teheran. Esplosioni sono state udite a Parchin, nella zona sud-est della città, dove si trovano industrie militari e nucleari. Altri luoghi colpiti oggi sono Sadeghieh, Gisha, Shahrak-Gharb e Pirouzi, in diverse zone di Teheran. Al momento, i caccia stanno sorvolando la capitale a bassa quota e si sentono continuamente rumori di esplosioni. Secondo notizie provenienti da altre città, Karaj, Shiraz, Larestan e Chabahar sono tra le altre località colpite oggi.

Diverse esplosioni hanno scosso Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr e dai quotidiani Shargh e Ham-Mihan. Un giornalista dell'agenzia stampa Afp ha confermato di aver udito una serie di deflagrazioni provenire dalla zona nord della città.

un'ora fa
L'inviato iraniano all'ONU: «Le dichiarazioni di Trump sono una diretta provocazione al terrorismo»

Le dichiarazioni bellicose del presidente statunitense Donald Trump sulla distruzione delle infrastrutture iraniane sono una diretta provocazione al terrorismo, ha affermato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite Saeed Iravani.

«L'attacco deliberato a centri non militari, comprese le infrastrutture essenziali, costituisce un crimine di guerra e rappresenta un chiaro atto di terrorismo di Stato». Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, lunedì sera.

Iravani ha inoltre criticato le dichiarazioni di Trump sull'invio di armi a gruppi dissidenti curdi, affermando: «Questo è un segnale del tentativo degli Stati Uniti di istigare violenza e disordini interni nel Paese».

In un altro passaggio della sua lettera, l'inviato iraniano presso le Nazioni Unite ha esortato gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita a non permettere agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio per attaccare l'Iran. «L'Iran ha il diritto di difendersi legittimamente», ha aggiunto.

un'ora fa
«Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan si stanno avvicinando a una fase critica e delicata»

Gli sforzi «positivi e produttivi» che il Pakistan ha messo in atto per fermare la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran si stanno avvicinando a una fase «critica e delicata». Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam in un post su X.

«Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan, compiuti in buona volontà e con buoni uffici per fermare la guerra, si stanno avvicinando a una fase critica e delicata», ha scritto il diplomatico.

un'ora fa
Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi USA

Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane, oggi alle 14, intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi minacciati da Trump. La notizia è riportata dai media internazionali.

«Invito tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti, gli universitari e i professori - ha affermato Alireza Rahimi, identificato dalla tv di Stato come segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti - intorno alle centrali, nostro patrimonio nazionale e nostro capitale, a prescindere da qualsiasi opinione politica, in quanto appartengono al futuro dell'Iran e alla gioventù iraniana».

un'ora fa
Colpito nella notte un complesso petrolchimico in Arabia Saudita

Durante la notte l'Arabia Saudita è stata colpita da attacchi contro un complesso petrolchimico in una vasta area industriale nella città orientale di Jubail. Lo ha riferito oggi una fonte sul posto all'agennzia di stampa Afp, poche ore dopo che installazioni simili erano state colpite in Iran.

«Un attacco ha provocato un incendio negli impianti Sabic a Jubail. Il rumore delle esplosioni era fortissimo», ha detto la fonte all'Afp, riferendosi alla Saudi Basic Industries Corporation. Jubail, nell'Arabia Saudita orientale, ospita una delle più grandi città industriali del mondo, dove si producono acciaio, benzina, prodotti petrolchimici, oli lubrificanti e fertilizzanti chimici.

un'ora fa
L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi

L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi e fino alle 21 ora iraniana (le 18,30 ora italiana, ndr) perché ciò «mette in pericolo le vostre vite».

«Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite».

4 ore fa
«Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e in cura a Qom»

Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportate dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, Khamenei è privo di sensi e «in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime». Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr.

5 ore fa
Il punto alle 06.30

I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l'attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.

Udite a Teheran e nelle aree circostanti delle esplosioni, secondo quanto riportato dai media iraniani e da Afp. «Pochi istanti fa, si sono udite delle esplosioni in alcune zone di Teheran e Karaj», città che confina con la capitale a ovest, hanno riferito le agenzie di stampa Mehr e Fars, senza fornire ulteriori dettagli.

L'esercito israeliano ha annunciato un'ondata di attacchi aerei contro l'Iran dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la proposta di tregua per porre fine alla guerra, avanzata dai mediatori internazionali, non era ancora sufficiente. «Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane hanno completato un'ondata di attacchi aerei con l'obiettivo di danneggiare le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e in altre aree dell'Iran», ha scritto l'esercito israeliano sul suo canale Telegram ufficiale.

Il Pentagono ha nel frattempo cancellato la conferenza stampa che era in programma alle 14 ora svizzera senza fornire una spiegazione. Alla conferenza stampa dovevano esserci il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo dello stato maggiore congiunto Dan Caine.

Il Pentagono sta ampliando l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. Lo riporta Politico citando alcune fonti. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.

I tag di questo articolo