

Uno stabilimento per la produzione di droni distrutto da un missile russo la scorsa settimana in Ucraina era di proprietà di una società americana registrata in Delaware, ciò che ne ha fatto la prima azienda statunitense bombardata dalle forze di Mosca nel conflitto. È quanto scrive il Guardian, mentre il presidente Usa Donald Trump sembra fare marcia indietro, in un'intervista al Financial Times, sulla promessa fatta a Kiev di concedere una licenza per la produzione di Patriot sul suolo ucraino.
Lo stabilimento colpito apparteneva alla società Terminal Autonomy e produceva droni d'attacco con sistemi di guida resistenti ai segnali di disturbo russi, secondo «una persona familiare con la compagnia» citata dal Guardian. Il quotidiano britannico precisa che la società è stata registrata nel 2023 nello Stato del Delaware.
Domenica, citando come fonte il ministero della Difesa di Mosca, l'agenzia russa Tass aveva riferito di un attacco nel quale era stata colpita a Kiev «una fabbrica che produce fino a mille droni di vario tipo al mese con la partecipazione di specialisti di una società ucraina-americana». La stessa Tass aveva precisato che la fabbrica produceva droni AQ-400 Scythe e AQ-100 Bayonet, che sono appunto costruiti dalla Terminal Autonomy.
La Russia ha attaccato la scorsa notte l'Ucraina con 255 droni e la difesa aerea di Kiev ha distrutto 195 velivoli a pilotaggio remoto, ma sono stati registrati attacchi in 14 località. Lo scrive Ukrainska Pravda che cita l'Aeronautica militare ucraina La Russia ha usato droni d'attacco Shahed (alcuni a reazione), Gerbera e Italmas, oltre a droni esca Parodiya.
I droni sono stati lanciati dalle città russe di Oryol e Kursk, nonché dalle città temporaneamente occupate di Donetsk e Hvardiiske in Crimea. Aerei, unità missilistiche antiaeree, sistemi di guerra elettronica, unità di sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili delle forze di difesa ucraine sono stati impiegati per respingere l'attacco. «Alle 08:00, le forze di difesa aerea (ucraine, ndr) hanno distrutto o neutralizzato 195 droni di tipo Shahed, Gerbera, Italmas e altri nel nord, sud ed est del Paese. Sono stati registrati impatti da parte di 22 Uav in 14 località e la caduta di velivoli abbattuti (detriti) in quattro località».
Il bilancio temporaneo dell'attacco russo sull'Ucraina è di tre morti e 31 feriti, si desume dalle notizie riportate da Ukrinfrom, che cita fonti delle amministrazioni militari delle località colpite. A Leopoli è morta una persona e 38 sono rimaste ferite. Le forze armate russe hanno poi attaccato anche quattro distretti della regione di Dnipropetrovsk utilizzando droni, artiglieria e bombardamenti aerei: due persone sono rimaste uccise e altre tre ferite.
Donald Trump non ha ancora deciso se consentire all'Ucraina di produrre missili intercettori terra-aria Patriot, sollevando dubbi sulla disponibilità di Washington ad accogliere una delle principali richieste di Kiev. In un'intervista telefonica rilasciata giovedì al Financial Times, il presidente si è detto «incerto» sulla concessione all'Ucraina della licenza per la produzione dei missili Patriot, aggiungendo che la questione è «al vaglio». «È un'arma straordinaria e dobbiamo fare molta attenzione a chi concediamo la licenza. Di norma non concediamo licenze per queste tecnologie».
Le dichiarazioni di Trump sono arrivate a soli due giorni dall'incontro alla Casa Bianca con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, che lo aveva definito «positivo», riferendo che i due leader avevano discusso della «produzione di intercettori Patriot e di diverse altre idee». Nella sua missione a Washington, il presidente ucraino ha incontrato un team della Lockheed Martin, una delle due compagnie americane che produce i Patriot, parlando su X di aver «discusso dell'ulteriore sviluppo della nostra collaborazione, concentrandoci sulla produzione congiunta e sullo scambio di tecnologie».
All'inizio di luglio, al vertice NATO in Turchia, il presidente americano aveva affermato che Washington avrebbe concesso a Kiev la licenza per produrre i missili Patriot, mandando la Russia su tutte le furie. Il sistema di difesa aerea è fondamentale per la capacità dell'Ucraina di intercettare i missili balistici russi diretti contro Kiev e altre città. Convincere Trump a prendere in considerazione l'idea di permettere a Kiev di produrre i missili è stato un risultato significativo per Zelensky. Dopo l'incontro di martedì alla Casa Bianca, il presidente ucraino ha dichiarato che Trump «ha accettato di concederci le licenze».
Trump ha riferito al Financial Times che la sua attenzione è concentrata sulla fine della guerra della Russia in Ucraina, aggiungendo che i suoi due inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, si recheranno in Ucraina per la prima volta nei prossimi giorni. «In parole povere, vogliamo che la guerra tra Russia e Ucraina finisca», ha affermato. «Non cerco missili. Cerco la pace», ha concluso.
Più di cento brasiliani sarebbero morti combattendo al fianco delle forze ucraine dall'inizio dell'invasione russa del febbraio 2022. È quanto emerge da un'inchiesta della Deutsche Welle, ripresa dalla stampa brasiliana, secondo cui il Brasile è oggi il terzo Paese per numero di combattenti stranieri deceduti nel conflitto, dopo Stati Uniti e Colombia.
Il ministero degli Esteri brasiliano conferma un bilancio inferiore, parlando di 35 cittadini morti e 92 dispersi, numeri comunque più che raddoppiati rispetto alla fine dello scorso anno.
Secondo l'inchiesta, la presenza di brasiliani nelle forze ucraine è favorita da un reclutamento sempre più mirato. I canali ufficiali di arruolamento pubblicano con regolarità contenuti in lingua portoghese e nelle unità ucraine opera anche una compagnia composta prevalentemente da militari lusofoni e guidata da brasiliani.

