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Trump: «Nessun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata»
©Doug Mills
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12 ore fa
L'esercito israeliano afferma di aver «lanciato un'ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
5 ore fa
Iran: «Non vogliamo chiudere Hormuz, ma colpiremo ogni nave di Israele e Usa»

L'Iran non ha intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz, ma le navi di Israele o degli Stati Uniti che tenteranno di attraversarlo saranno colpite. Lo ha dichiarato un portavoce militare alla televisione di stato iraniana, secondo quanto riportato dal Guardian. «Non impediremo alle navi di attraversare lo Stretto di Hormuz, ma la responsabilità della loro sicurezza ricade sulle navi stesse. Prenderemo di mira qualsiasi nave appartenente all'entità sionista (Israele) e agli Stati Uniti che tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz».

5 ore fa
Il Qatar annuncia la riapertura parziale dello spazio aereo

L'autorità per l'aviazione civile del Qatar ha dichiarato che lo spazio aereo dello Stato del Golfo sarebbe stato parzialmente riaperto dopo la chiusura totale all'inizio di una campagna iraniana di missili e droni in rappresaglia agli attacchi Usa-Israele. «L'autorità per l'aviazione civile del Qatar annuncia la ripresa parziale della navigazione aerea nello Stato del Qatar, attraverso rotte di emergenza designate con capacità operativa limitata», ha affermato l'organismo. «Questa fase include l'operatività di un numero limitato di voli designati per l'evacuazione dei passeggeri, oltre all'operatività di voli cargo», ha aggiunto. 

«L'Iran ci ha attaccati con 10 droni, 9 sono stati intercettati»

L'Iran ha preso di mira il Qatar con 10 droni, ha dichiarato il ministero della Difesa di Doha in una nota, mentre la Repubblica Islamica intensifica la sua campagna aerea contro gli Stati del Golfo. «Il Qatar è stato oggetto di ondate di attacchi da parte della Repubblica islamica dell'Iran, che hanno coinvolto 10 droni, a partire dall'alba di venerdì», ha affermato, aggiungendo che i militari «sono riusciti a intercettare con successo nove droni, mentre un altro ha colpito un'area disabitata, senza causare vittime».

6 ore fa
Beirut: «Almeno 9 morti in attacchi israeliani nell'est del Libano»

Almeno nove persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite oggi negli attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa, secondo un bilancio preliminare del ministero della Salute libanese. «I raid del nemico israeliano sulla città di Nabi Sheet, nel distretto di Baalbek, hanno provocato nove morti e diciassette feriti», ha dichiarato il ministero in una nota, aggiungendo che la ricerca di sopravvissuti sotto le macerie continua.

6 ore fa
Iraq, "attacco con droni a base militare aeroporto Baghdad"

Un attacco con droni ha preso di mira in serata una base militare nell'aeroporto di Baghdad che ospitava una missione diplomatica americana. Lo riferiscono all'Afp fonti della sicurezza. «Quattro droni hanno preso di mira la base militare situata nell'aeroporto della capitale irachena», ha detto un responsabile della sicurezza. Un altro ha precisato che almeno due droni si sono schiantati all'interno della base.

9 ore fa
Trump non chiude all'ipotesi di un'altra figura religiosa alla guida dell'Iran

Il presidente americano Donald Trump è disponibile ad avere un'altra figura religiosa alla guida dell'Iran, dopo la campagna di bombardamenti congiunta tra Stati Uniti e Israele che la scorsa settimana ha portato all'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei. In un'intervista telefonica alla Cnn, alla domanda se potesse accettare un altro leader religioso alla guida del Paese, Trump ha risposto: «Forse sì». Il tycoon ha anche affermato che la nuova leadership dell'Iran «funzionerà come in Venezuela», riferendosi all'eliminazione dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Giovedì, in un'altra intervista telefonica con Axios, Trump ha però detto di dover essere personalmente coinvolto nella selezione della nuova leadership iraniana. Come ciò si verifichi, al momento, non è chiaro: ha affermato che il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, molto probabilmente il successore del padre, sarebbe una scelta «inaccettabile» per lui.

«Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran", ha rincarato il presidente statunitense. «Stanno sprecando tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come è successo con Delcy Rodríguez in Venezuela», ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca, citando la presidente ad interim di Caracas, numero due di Maduro.

9 ore fa
Guterres: «C'è il rischio che la situazione in Medio Oriente degeneri»

«Tutti gli attacchi illegali in Medio Oriente e oltre stanno causando enormi sofferenze e danni ai civili in tutta la regione, e rappresentano un grave rischio per l'economia globale, in particolare per le persone più vulnerabili. La situazione potrebbe degenerare in una spirale incontrollabile». Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres mentre prosegue il conflitto tra Usa-Israele e Iran. «È ora di porre fine ai combattimenti e avviare seri negoziati diplomatici - ha aggiunto -. La posta in gioco non potrebbe essere più alta».

9 ore fa
«Avvistate solo 9 navi attraverso lo stretto di Hormuz»

Da lunedì, secondo i dati di MarineTraffic analizzati dall'Afp, sono state avvistate solo nove petroliere, navi cargo e portacontainer, alcune delle quali hanno talvolta nascosto la loro posizione. Dopo l'attacco di domenica a tre navi, almeno tre petroliere e una nave che trasportava gas hanno attraversato questo stretto. Quasi il 20% del petrolio greggio mondiale e circa il 20% del Gnl transitano attraverso lo Stretto di Hormuz.

9 ore fa
Pasdaran: «Colpita la base Usa da cui è partito il raid contro la scuola»

Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno dichiarato di aver preso di mira una base statunitense negli Emirati Arabi Uniti, che avrebbero utilizzato come base di lancio per un attacco contro la scuola elementare femminile nella contea di Minab, nel sud del Paese, che secondo le autorità iraniane avrebbe provocato più di 150 vittime. «La base aerea di Al-Dhafra, appartenente a terroristi americani nella regione, è stata presa di mira con droni e missili di precisione», hanno dichiarato le Guardie in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.

Il Pentagono indaga

Né Israele né gli Stati Uniti hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco, mentre il Pentagono ha confermato di stare indagando. Un'inchiesta del New York Times ha concluso ieri che l'esercito statunitense è «il più probabile responsabile dell'attacco». Un'analisi dei post sui social media risalenti al momento dell'attacco, nonché di foto e video di testimoni, avrebbe infatti indicato che la scuola era stata colpita contemporaneamente a una vicina base navale delle Guardie, afferma il Nyt.

11 ore fa
Beirut, "salgono a 217 le vittime dei raid da lunedì"

Il bilancio degli attacchi israeliani sul Libano da lunedì è di 217 morti e 798 feriti: lo ha annunciato il ministero della Salute. Un precedente bilancio del ministero, pubblicato giovedì sera, riportava 123 morti e 683 feriti. Lunedì il Libano è stato trascinato nella guerra regionale con l'Iran, quando Hezbollah, filo-iraniano, ha lanciato un attacco contro Israele, che ha risposto con una campagna di attacchi massicci.

11 ore fa
Usa: «Presto inizieremo a scortare navi per lo stretto di Hormuz»

Il segretario all'Energia americana ha dichiarato che la Marina Usa si sta preparando a scortare le navi attraverso lo stretto di Hormuz. «Non appena sarà ragionevole farlo, scorteremo le navi attraverso lo stretto e rimetteremo in moto l'energia», ha dichiarato Chris Wright a Fox News. Martedì Donald Trump aveva dichiarato che «se sarà necessario, gli Stati Uniti scorteranno le petroliere e altre navi per lo stretto il prima possibile».

«Un'altra nave in fiamme»

La televisione di Stato iraniana, nel frattempo, afferma che un'«altra" nave è andata in fiamme nello stretto di Hormuz dopo essere stata colpita da un drone». La tv iraniana non ha fornito alcuna precisazione sul tipo di nave né sull'origine del drone. In mattinata un portavoce militare iraniano aveva dichiarato che una petroliera statunitense nel Golfo era «in fiamme» dopo essere stata presa di mira dalle forze iraniane.

12 ore fa
Attacco aereo israeliano vicino all'ambasciata iraniana a Beirut

Al Jazeera riferisce di segnalazioni secondo cui un attacco aereo israeliano avrebbe colpito l'area vicino all'ambasciata iraniana a Beirut. L'aviazione israeliana ha compiuto un attacco su Beirut nei pressi dell'ambasciata iraniana a Jnah, ha in seguito riferito l'agenzia nazionale libanese Nna, secondo cui non è ancora chiaro se la sede diplomatica sia stata presa di mira direttamente.

12 ore fa
Fedeli in preghiera a Teheran con bandiere e foto di Khamenei

Molti fedeli iraniani si sono riuniti oggi a Teheran per la prima preghiera del venerdì dall'inizio del conflitto. Lo riporta il Guardian online, riferendo che dopo le preghiere i sostenitori del governo hanno marciato per le strade sventolando bandiere iraniane e foto dell'ayatollah ucciso Ali Khamenei. Il Guardian accompagna la notizia con alcune foto che ritraggono una folla di fedeli in preghiera nel cortile della Grande moschea Imam Khomeini a Teheran, e alcuni momenti della marcia dei sostenitori, con le bandiere iraniane e le foto dell'ex Guida suprema. Secondo quanto riferisce Al-Jazeera, i presenti hanno anche intonato slogan anti-Usa e anti-israeliani mentre si riunivano per la preghiera di mezzogiorno, senza lasciarsi scoraggiare dal feroce bombardamento sulla capitale.

12 ore fa
Scontri tra Hezbollah e israeliani a Khiam nel sud del Libano

Violenti scontri tra Hezbollah e l'esercito israeliano sono in corso nell'area orientale di Khiam, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferiscono fonti locali. Secondo le stesse fonti, nei combattimenti vengono utilizzate mitragliatrici pesanti e razzi anticarro. Il rumore degli scontri è chiaramente udibile nelle località circostanti. In precedenza, movimenti di veicoli militari israeliani a est della città erano stati presi di mira con razzi.

Il bilancio provvisorio

Almeno cinque persone sono morte e nove sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito il quartiere Haret Aqbe nella località di Duweir, nel distretto di Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. Stamani altre 5 persone erano state uccise da Israele a Sidone, 40 km a sud di Beirut. Il bilancio ufficiale delle vittime dei bombardamenti israeliani in Libano dal 2 marzo a oggi supera i 130 uccisi.

12 ore fa
Trump: «Nessun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata»

«Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata!». Lo scrive su Truth il presidente statunitense Donald Trump. «Dopo la resa incondizionata e dopo la selezione di un leader grande e accettabile - ha aggiunto il tycoon - noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati lavoreremo instancabilmente per salvare l'Iran dall'orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai». «Renderemo l'Iran di nuovo grande», ha scritto inoltre Trump sul suo social lanciando una nuova versione del suo Maga: Miga, «Make Iran Great Again».

13 ore fa
Il NYT: «La scuola di Minab è stata colpita dagli USA»
13 ore fa
La portaerei francese Charles de Gaulle è nel mar Mediterraneo

La portaerei francese Charles de Gaulle, inviata da Parigi in Medio Oriente per proteggere i propri cittadini e gli alleati presi di mira dall'Iran, è entrata nel mar Mediterraneo superando lo stretto di Gibilterra. Lo constata l'Afp sul posto.

L'imbarcazione, che ha ancora diversi giorni di navigazione prima di raggiungere l'aerea operativa, si trovava nel nord dell'Europa nel quadro di una missione Nato quando il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'invio in Medio Oriente.

13 ore fa
Droni contro l'aeroporto e i giacimenti petroliferi di Bassora

Droni hanno colpito l'aeroporto e i giacimenti petroliferi di Bassora. Lo riferisce una fonte di sicurezza irachena.

Quattro droni hanno colpito l'aeroporto di Bassora e due impianti petroliferi nel sud dell'Iraq, ha riferito un funzionario della sicurezza.

«Un drone si è schiantato contro il terminal merci dell'aeroporto di Bassora», ha detto la fonte, aggiungendo che altri due hanno colpito una società statunitense nel complesso petrolifero di Burjesia, e un quarto ha colpito il giacimento petrolifero di Rumaila, dove opera il colosso britannico Bp.

13 ore fa
Nuovi attacchi contro i curdi iraniani nel nord dell'Iraq

Nuovi attacchi hanno colpito obiettivi di gruppi di opposizione curdi iraniani nel nord dell'Iraq: lo ha dichiarato un funzionario del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano in esilio. «Le nostre basi sono sotto attacco da parte del nemico iraniano», ha dichiarato il funzionario del Pdki.

«Dopo un attacco di questa mattina, i nostri siti sono stati nuovamente presi di mira 20 minuti fa con sei droni» e «l'attacco continua», ha aggiunto.

14 ore fa
Diverse esplosioni in Bahrein

Diverse esplosioni sono state udite nella capitale del Bahrein, Manama, secondo quanto riportato da un corrispondente dell'agenzia francese Afp. Le autorità hanno attivato una sirena d'allarme.

«La sirena è suonata. Esortiamo cittadini e residenti a mantenere la calma, a recarsi nel luogo sicuro più vicino e a seguire le informazioni trasmesse dai canali ufficiali», ha scritto il Ministero dell'Interno su X.

Intanto, gli Emirati Arabi Uniti affermano di aver intercettato oggi nove missili balistici e 109 droni. Lo rende noto il ministero della Difesa, come riporta Sky News Uk.

Dal canto loro, i media iraniani hanno riferito che delle esplosioni hanno scosso la città portuale di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo, a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. «Diverse esplosioni sono state udite nella città di Bandar Abbas», ha riportato il sito web Etemad. Altri media, tra cui il quotidiano Shargh, hanno riportato resoconti simili.

Da parte sua, il figlio del defunto scià di Persia ha condannato gli attacchi dell'Iran ai suoi vicini e ha affermato che in futuro Teheran sarà un «vero partner» dei paesi della regione.

Reza Pahlavi, che si è proposto come alternativa in caso di caduta della Repubblica Islamica, ha affermato in un post su X che gli attacchi missilistici dell'Iran ai vicini del Golfo «sono inaccettabili e li condanniamo».

Pahlavi è il figlio dello scià detronizzato dalla rivoluzione islamica iraniana del 1979. Ha giurato: «Torneremo a essere veri partner».

15 ore fa
Teheran: «Attaccate basi Usa in Kuwait, e lo faremo ancora»

L'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato le basi statunitensi in Kuwait e ha promesso che avrebbe proseguito con ulteriori attacchi. «Nelle ultime ore, vari tipi di droni distruttivi delle forze di terra dell'esercito hanno preso di mira in gran numero le basi militari americane in Kuwait», ha dichiarato l'esercito, secondo la TV di stato iraniana. «Questi attacchi continueranno nelle prossime ore».

Dal canto suo, su X, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto che «alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Sia chiaro: siamo impegnati per una pace duratura nella regione ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto».

Intanto, sono 17 gli Stati membri dell'Unione europea che hanno attivato il meccanismo europeo di protezione civile per il rimpatrio dei cittadini europei dal Medio Oriente, in un'operazione che ha già riportato in Europa oltre mille persone. Lo ha riferito una portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. «Il Portogallo ha attivato ieri sera il meccanismo di protezione civile e da allora anche altri Paesi hanno fatto lo stesso», ha spiegato, sottolineando che «a questo stadio abbiamo 17 Paesi che hanno già attivato il meccanismo».

L'operazione di rimpatrio è già in corso e coinvolge diversi voli organizzati dagli Stati membri. «Fino a ieri parliamo di 10 voli che sono arrivati in sicurezza in Europa e che hanno riportato oltre mille passeggeri», ha precisato la portavoce. Il meccanismo consente ai cittadini europei bloccati nella regione di salire a bordo di voli organizzati da altri Stati membri.

«Se sei un cittadino europeo in Medio Oriente e vuoi tornare a casa, non sei mai solo durante una crisi», ha affermato la portavoce, spiegando che i cittadini possono imbarcarsi «su un aereo organizzato da un altro Stato membro». Bruxelles può inoltre contribuire al finanziamento delle operazioni. «Se uno Stato membro offre almeno il 30% dei posti del volo a cittadini di altri Paesi dell'Ue, possiamo cofinanziare fino al 75% dei costi», ha aggiunto la portavoce, spiegando che la Commissione contribuisce anche alla «organizzazione e alla logistica dei voli» in coordinamento con le autorità consolari nazionali.

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