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Trump: «Nelle prossime settimane colpiremo l'Iran e lo riporteremo all'età della pietra»
©Alex Brandon
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5 mesi fa
Il presidente americano minaccia di colpire il Paese «con forza», ribadendo che «la diplomazia è al lavoro ma se non ci sarà un accordo verranno colpiti gli impianti energetici» – Teheran risponde: «Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
5 mesi fa
«L'Iran rivendica di aver colpito un centro dati di Oracle a Dubai»

La marina iraniana ha reso noto di aver «colpito con successo» un centro dati di Oracle a Dubai: lo scrive l'agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, sul suo profilo X in inglese. Tale attacco si aggiunge a quello rivendicato dalle Guardie della Rivoluzione su un centro di Amazon in Bahrein.

5 mesi fa
Yemen, gli Huthi lanciano un missile balistico su Israele

Gli Huthi hanno rivendicato un nuovo attacco missilistico contro Israele, il quarto da quando hanno iniziato le ostilità. In una dichiarazione le milizie yemenite hanno affermato di aver preso di mira «obiettivi nemici israeliani vitali» nell'area di Tel Aviv.

Secondo l'esercito israeliano un missile lanciato dallo Yemen, che ha fatto scattare le sirene a Gerusalemme - non a Tel Aviv - è stato intercettato. Non si segnalano feriti, riportano i media israeliani.

5 mesi fa
Iraq: «Attacco di droni contro il centro logistico USA a Baghdad»

Un attacco di droni ha preso di mira oggi il centro diplomatico e logistico statunitense all'interno dell'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo hanno riferito all'AFP due fonti della sicurezza irachena.

«Due droni hanno preso di mira il centro di supporto logistico, provocando un incendio ma nessun ferito», ha detto una delle fonti, aggiungendo che uno dei droni è stato abbattuto «dietro l'aeroporto». Una seconda fonte ha confermato l'attacco.

Oltre alla struttura statunitense, il complesso aeroportuale ospita anche una base militare irachena.

5 mesi fa
Iran: «I pasdaran attaccano il datacenter di Amazon in Bahrein»

«Nella sua prima azione contro aziende tecnologiche coinvolte in spionaggio e terrorismo, l'Iran ha attaccato il centro di cloud computing di Amazon in Bahrein, distruggendolo». Lo afferma il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo quanto riporta l'agenzia Tasnim, aggiungendo che Amazon si starebbe ritirando dalla regione.

Le Guardie rivoluzionarie hanno anche annunciato che si tratta della prima azione di questo tipo. «Se gli attacchi dovessero continuare - avvertono i pasdaran -, puniremo in modo molto più severo le prossime aziende che abbiamo già annunciato.»

L'attacco - si legge nel comunicato - sarebbe avvenuto dopo che «i governanti della Casa Bianca hanno ignorato gli avvertimenti» lanciati da Teheran il giorno precedente. Le Guardie rivoluzionarie hanno inoltre sostenuto di aver colpito, nella stessa operazione, sette basi aeree riconducibili a forze statunitensi e israeliane.

5 mesi fa
«Oltre 40 paesi nella 'coalizione Hormuz'»

È salito a «oltre 40» il numero degli aderenti a quella sorta di coalizione di paesi rappresentati al vertice ministeriale convocato oggi dal Regno Unito per discutere dei piani post-bellici di ripristino della navigazione commerciale nel vitale Stretto di Hormuz, bloccato in larga parte dall'Iran in risposta alla guerra di USA e Israele.

Lo ha detto ai media la ministra degli esteri britannica Yvette Cooper dopo la riunione virtuale da lei presieduta. Cooper ha evocato «ogni possibile misura diplomatica ed economica coordinata» per ottenere la riapertura dello Stretto, attribuendo la responsabilità della situazione attuale solo a Teheran.

La riunione odierna rappresenta, nelle indicazioni della ministra britannica, un passo in avanti nella definizione dei preparativi di una qualche missione futura, che resta tuttavia legata alla premessa di un cessate il fuoco prioritario (come nel caso dell'invio di una qualunque missione «di pace» in territorio ucraino da parte della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi) e di un placet dell'ONU.

Cooper, a nome del governo di Keir Starmer, ha cercato in ogni caso di alzare i toni, quasi a voler venire incontro alle pressioni americane, sottolineando il coinvolgimento nella riunione odierna di una vasta «alleanza» di paesi che va dal Canada all'Australia, dai partner arabi del Golfo al Giappone e alla Corea del Sud, oltre che a diversi membri europei della NATO.

Ha inoltre puntato il dito contro la reazione iraniana agli attacchi di USA e Israele, accusando Teheran di aver «messo sotto sequestro una rotta vitale per la navigazione commerciale, prendendo in ostaggio l'economia globale».

Strategia che nelle parole della titolare del Foreign Office mira a «colpire paesi come il Kuwait, il Bahrein, il Qatar, gli Emirati, l'Arabia Saudita, l'Oman o l'Iraq», ma minaccia pure «le forniture a di gas naturale verso l'Asia in generale, di fertilizzanti verso l'Africa e di carburante aereo nel mondo intero».

5 mesi fa
Iran e Oman elaborano un protocollo per monitorare il transito a Hormuz

L'Iran e l'Oman stanno elaborando un protocollo per «monitorare il transito» nello Stretto di Hormuz. Lo riporta la CNBC citando l'agenzia di stampa iraniana IRNA.

Il traffico «dovrebbe essere supervisionato e coordinato dai due paesi», ha detto il vice ministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi.

«Questi nuovi requisiti non comporteranno restrizioni. Serviranno a garantire un passaggio sicuro oltre a fornire servizi migliori alla navi», ha aggiunto Gharibabadi, ribadendo che Teheran istituirà un pedaggio, come ricorda Bloomberg. Il parlamento di Teheran ha approvato nei giorni scorsi i piani per introdurre una tassa sul transito.

5 mesi fa
La Cina ribadisce l'appello per un cessate il fuoco immediato

Pechino ha ribadito il suo appello a un cessate il fuoco immediato in Medio Oriente e affermando che non esiste una soluzione militare al conflitto, dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha promesso di continuare a colpire duramente l'Iran per diversi giorni ancora.

«Il problema non può essere fondamentalmente risolto con mezzi militari e un'escalation delle ostilità non è nell'interesse di nessuna delle parti», ha dichiarato una portavoce del ministero degli affari esteri cinese, Mao Ning.

«Sollecitiamo ancora una volta le parti coinvolte a cessare immediatamente le operazioni militari e ad avviare il prima possibile un processo di negoziati di pace», ha detto durante una regolare conferenza stampa a Pechino.

Più tardi il ministro degli esteri Wang Yi ha affermato che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran costituiscono una violazione del diritto internazionale, riportano i media cinesi precisando che il ministro ha avuto colloqui telefonici con i suoi omologhi dell'UE, della Germania e dell'Arabia Saudita.

L'emittente statale CCTV riferisce che Wang ha inoltre sottolineato che il ruolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, di cui la Cina è membro permanente, «dovrebbe impedire l'escalation del conflitto», mentre l'organismo internazionale discute una bozza di risoluzione sull'uso della forza nello Stretto di Hormuz.

5 mesi fa
«Ucciso un comandante delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie»

L'agenzia di stampa iraniana FARS ha reso noto che il comandante dell'unità speciale delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie, Mohammadali Fathalizadeh, è stato ucciso durante gli attacchi di ieri. L'unità aveva partecipato alla guerra in Siria negli anni passati.

5 mesi fa
L'Austria annuncia di aver rifiutato le richieste di sorvolo militare degli USA

Il governo austriaco ha dichiarato oggi all'AFP di aver respinto tutte le richieste statunitensi di sorvolo militare del suo territorio sin dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, adducendo come motivazione la propria neutralità.

«Ci sono state effettivamente delle richieste, e sono state respinte fin dall'inizio», ha dichiarato all'AFP il colonnello Michael Bauer, portavoce del Ministero della difesa austriaco, aggiungendo che «quando si tratta di un Paese in guerra, la richiesta viene respinta».

5 mesi fa
L'Iraq inizia l'export di greggio sulle autocisterne via Siria

L'Iraq ha iniziato a esportare greggio su autocisterne attraverso «la vicina Siria». Lo ha annunciato il ministero del Petrolio di Baghdad a più di un mese dall'inizio della guerra in Medio Oriente che ha sconvolto i mercati energetici. La Siria, si legge in una nota, «garantirà il passaggio sicuro» del greggio e le esportazioni aumenteranno «gradualmente»

Membro fondatore dell'Opec, l'Iraq dipende fortemente dalle esportazioni di petrolio, che rappresentano circa il 90% delle sue entrate statali. Fino al blocco imposto dall'Iran sullo Stretto di Hormuz, in rappresaglia per gli attacchi di Israele e Stati Uniti, il Paese arabo esportava la maggior parte del suo petrolio attraverso questa strategica via navigabile.

5 mesi fa
Cooper sottolinea la necessità «urgente di riaprire lo Stretto»

La ministra degli esteri britannica, Yvette Cooper, ha condannato come «sconsiderata» la reazione dell'Iran agli attacchi a Israele aprendo in questi minuti il vertice virtuale presieduto da Londra con 35 Paesi partner impegnati a garantire la navigazione commerciale nel vitale Stretto di Hormuz dopo la fine della guerra in Medio Oriente.

Cooper ha accusato Teheran di «colpire la sicurezza economica globale» e ha sottolineato la necessità «urgente di riaprire lo Stretto». Nessuno riferimento invece alle azioni di USA e Israele.

Cooper, collegata in video dal Foreign Office con i rappresentanti di numerosi Stati e organizzazioni, ha imputato fra l'altro alle reazioni iraniane agli attacchi di USA e Israele la responsabilità d'aver bloccato finora nelle acque adiacenti allo Stretto di Hormuz circa 2'000 petroliere e navi commerciali varie, con a bordo «3'000 marittimi»: cifra già diffusa nelle scorse settimane dall'ONU, per bocca dell'Organizzazione Marittima Internazionale.

Ha poi ribadito che le discussione odierna sarà seguita più avanti da colloqui tecnici di pianificazione logistica fra responsabili militari dei circa 40 Paesi coinvolti (secondo gli ultimi conteggi aggiornati) per programmare un futuro pattugliamento della «libera navigazione» di merci attraverso lo Stretto, dopo un cessate il fuoco.

Per l'immediato ha inoltre evocato l'impegno a «mobilitare tutto lo spettro di strumenti e pressioni diplomatiche ed economiche» di cui i membri di questa sorta di coalizione dispongono per spingere Teheran ad accettare «una de-escalation». Premessa per poter mettere in campo azioni volte a «garantire la sicurezza di navi ed equipaggi» attraverso un «efficace coordinamento internazionale» destinato nelle intenzioni ad «attivare una riapertura sicura e duratura dello Stretto».

5 mesi fa
Teheran: «Presi di mira impianti siderurgici nel Golfo»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira impianti siderurgici e di alluminio legati agli Stati Uniti nei Paesi del Golfo. Lo riporta Sky News.

Questi attacchi sono un «avvertimento - hanno detto - se le industrie iraniane venissero colpite di nuovo, la prossima risposta di Teheran sarebbe più dura». Ieri i pasdaran hanno dichiarato che avrebbero iniziato gli attacchi contro le aziende statunitensi in Medio Oriente.

5 mesi fa
Putin: «Pronti a fare tutto il possibile per la pace nel Golfo»

Ricevendo oggi al Cremlino il ministro degli esteri egiziano, Badr Abdelatty, il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Russia rimane pronta a «fare tutto il possibile» per mettere fine al conflitto nel Golfo Persico.

«Tutti noi - ha dichiarato il leader russo, citato dalla TASS - speriamo che il conflitto si concluda il più rapidamente possibile. Ieri anche il presidente [statunitense Donald] Trump si è espresso al riguardo. Ripeto ancora una volta: da parte nostra, siamo già pronti a fare tutto il possibile per riportare la situazione a una condizione normale, come si dice in questi casi».

A questo proposito, ha aggiunto Putin, è molto importante per la Russia ascoltare le valutazioni dell'Egitto, come Paese chiave del Medio Oriente. «La situazione nella regione desta la nostra preoccupazione comune», ha concluso il presidente russo.

5 mesi fa
«In 24 ore uccisi oltre 40 membri di Hezbollah»

Nell'ultimo aggiornamento sulla guerra, l'esercito israeliano afferma di aver condotto attacchi aerei contro decine di siti e infrastrutture militari di Hezbollah nelle ultime 24 ore, inclusi depositi di armi e siti di lancio. Complessivamente, l'esercito israeliano sostiene che i suoi attacchi «da aria, mare e terra» abbiano ucciso più di 40 membri di Hezbollah nelle ultime 24 ore. Lo scrive Al-Jazeera.

Afferma inoltre che le truppe di terra israeliane, impegnate in un'invasione in alcune zone del Libano meridionale, hanno individuato ed «eliminato» una cellula di Hezbollah e attaccato vaste infrastrutture del gruppo. Nel frattempo, anche la marina israeliana ha colpito un deposito di armi nel sud del Paese.

5 mesi fa
Filippine: «L'Iran consentirà alle nostre navi di passare da Hormuz»

Le Filippine affermano che l'Iran si è impegnato a «consentire il passaggio sicuro» attraverso lo Stretto di Hormuz «delle navi battenti bandiera filippina, delle fonti energetiche e di tutti i marittimi filippini».

Il blocco dello Stretto di Hormuz nel conflitto in Medio Oriente ostacola le forniture di idrocarburi, e il governo delle Filippine - che poco più di una settimana fa ha dichiarato uno «stato di emergenza energetica nazionale» - afferma che il passaggio delle sue navi «garantirà una fornitura costante di petrolio e fertilizzanti essenziali» al Paese.

Secondo il governo di Manila, l'Iran avrebbe accordato il passaggio dallo Stretto di Hormuz alle navi filippine dopo una conversazione telefonica tra i ministri degli Esteri dei due Paesi definita «produttiva» dal dicastero filippino.

5 mesi fa
L'AIEA: «Gli attacchi alla centrale Bushehr violano il diritto internazionale»

Gli attacchi alla centrale nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, costituiscono «una chiara violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario», ha dichiarato oggi all'AFP l'ambasciatore iraniano presso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) a Vienna.

«Anche in tempo di guerra è vietato colpire infrastrutture utilizzate dai civili, e un simile attacco costituirebbe un crimine gravissimo, un crimine contro l'umanità, un crimine di guerra», ha aggiunto, sottolineando che in caso di fuga radioattiva, l'acqua verrebbe contaminata e la popolazione dovrebbe essere evacuata.

L'ambasciatore iraniano presso l'AIEA Reza Najafi ha inoltre affermato in un'intervista all'AFP che il suo Paese non ha ripreso l'arricchimento dell'uranio dopo gli attacchi israeliani e americani del giugno 2025 contro alcuni dei suoi impianti nucleari.

«Non abbiamo ripreso l'arricchimento, e questa era una menzogna, una menzogna molto grande, come le altre menzogne», ha dichiarato Najafi, quando gli è stato chiesto delle accuse americane che hanno portato all'attuale conflitto in Medio Oriente.

5 mesi fa
«Dalla guerra in Iran rischi senza precedenti»

Le conseguenze economiche della guerra in Iran rischiano di essere «senza precedenti» e anche se l'impatto è ancora da valutare appieno, i dati «suggeriscono la possibilità di uno shock economico ai livelli del Covid nell'eventualità di una guerra prolungata».

Lo riferiscono quattro capi economisti di punta interpellati dal Forum economico mondiale per valutare l'impatto della quasi-chiusura dello stretto di Hormuz e dell'escalation in Medio Oriente. Fra questi Saad Rahim, capo economista di Trafigura, secondo cui «se proseguono gli attuali livelli di sconvolgimento, »siamo davanti a qualcosa che non credo si sia mai visto prima«.

5 mesi fa
Oltre 1600 civili morti in Iran dall'inizio dei raid di Israele e USA

Almeno 1606 civili sono stati uccisi in Iran dall'inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani sul Paese, il 28 febbraio, tra cui almeno 244 bambini, secondo i dati registrati e verificati dall'Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese.

Hrana afferma che le cifre si basano sugli episodi registrati e verificati nel suo database, utilizzando il numero minimo di vittime confermate laddove le segnalazioni indicano totali superiori.

5 mesi fa
L'Iran: «Gravi danni dai raid all'istituto Pasteur a Teheran»

Alcuni attacchi hanno causato gravi danni all'Istituto Pasteur di Teheran. Lo afferma il ministero della Salute iraniano, secondo i media statali.

L'Istituto Pasteur dell'Iran è un centro di ricerca medica situato a Teheran ed è uno dei più antichi e importanti centri di ricerca e sanità pubblica in Iran e in Medio Oriente, fondato nel 1920 a seguito di un accordo tra l'Istituto Pasteur di Parigi e il governo iraniano.

«Gravi danni sono stati inflitti al centenario Istituto medico Pasteur durante l'attacco statunitense-israeliano», ha dichiarato il portavoce del ministero della Salute Hossein Kermanpour in un post pubblicato sul suo account X, aggiungendo: «L'attacco costituisce un'aggressione diretta alla sicurezza sanitaria mondiale».

Il Ministero della Salute iraniano ha annunciato che finora 51 unità di emergenza, 41 centri medici e 199 cliniche sanitarie sono state parzialmente danneggiate durante gli attacchi e sei ospedali sono stati evacuati.

5 mesi fa
Più di 50 razzi dal Libano nel primo giorno della Pasqua ebraica

L'IDF annuncia che Hezbollah ha lanciato più di 50 razzi dal Libano contro il nord di Israele questa mattina. Un razzo ha colpito la città di confine di Kiryat Shmona, ferendo leggermente due persone. Lo riportano i media israeliani.

Il bombardamento arriva mentre gli israeliani celebrano il primo giorno della Pasqua ebraica, costringendo centinaia di migliaia di persone a rifugiarsi nei bunker.

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