

«L'Aeronautica militare, sotto la guida delle forze della Divisione Gaza (143) del Comando Meridionale, ha eliminato ieri un terrorista che operava nelle vicinanze della Linea Gialla e si stava avvicinando all'area in cui operano le forze dell'Idf nel sud della Striscia, in modo che costituiva una minaccia immediata». Così su X l'aviazione israeliana.
«In seguito a un'analisi di intelligence, Idf e Shin Bet confermano che nell'attacco è stato eliminato il terrorista Khamis Muhammad Khamis Qataat, che aveva fatto irruzione nel kibbutz Nir Oz nel massacro omicida del 7 ottobre».
«Negli ultimi tempi - scrive ancora l'Idf - il terrorista ha condotto in modo sistematico altri terroristi nell'area della Linea Gialla con l'obiettivo di eseguire piani per danneggiare le forze dell'Esercito di Difesa, e durante la guerra ha guidato anche piani terroristici aggiuntivi contro le nostre forze e i cittadini dello Stato di Israele. Le forze dell'Esercito di Difesa Israeliano subordinate al Comando Meridionale sono dispiegate nell'area in conformità all'accordo e continueranno a operare per rimuovere qualsiasi minaccia immediata».
«Gli Stati Uniti devono cessare la loro 'violazione del cessate il fuoco' prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati». Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera.
«Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L'Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l'aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l'Iran è pronto anche a quella».
In un comunicato stampa i pasdaran affermano dal canto loro che «le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran».
«Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia».
«Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran». Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie.
«Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia», aggiungono i pasdaran.
«L'Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!». Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Un attacco israeliano nella regione libanese della Bekaa ha causato un morto e due feriti, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, nonostante la tregua in corso tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran.
«Una persona è rimasta uccisa e altre due ferite a seguito di un attacco condotto da un drone nemico all'alba, alla periferia di Al-Jabur, nella Bekaa occidentale», ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency.
Ieri Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi e droni d'attacco contro un sito nel nord di Israele in risposta alle «palesi» violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, che a suo dire includevano «attacchi contro i civili e la distruzione delle loro case e dei loro villaggi».
Il presidente americano Donald Trump, malgrado l'avvertimento sulla volontà di non voler prolungare il cessate il fuoco, ha fatto esattamente questo: ha segnalato che non desidera riprendere i combattimenti con l'Iran, estendendo «il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta» dell'Iran e «le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro». È quanto scrive il WSJ, ricordando che i funzionari iraniani continuano ad avvertire di essere pronti a riprendere le ostilità, se necessario, e non hanno ancora confermato di accettare la possibile estensione del cessate il fuoco.
Tuttavia, nelle ultime due settimane Teheran ha anche scelto la via della diplomazia, pur continuando a esigere che gli Stati Uniti smantellino il blocco imposto ai porti iraniani. Finché le parti eviteranno un'escalation, rimangono sul tavolo due opzioni concrete: Iran e Usa possono lasciare che i rispettivi blocchi facciano il loro corso: quello statunitense sui porti iraniani e di Teheran sullo Stretto di Hormuz.
Tuttavia, entrambe le parti rischierebbero perdite economiche a causa di uno stallo prolungato. Inoltre, quando le navi vengono fermate e ispezionate, il rischio che incidenti sfuggano di mano è concreto. L'alternativa consiste nel trovare una soluzione discreta, diplomatica e possibilmente temporanea alla questione del blocco statunitense, per poi riprendere i colloqui nei prossimi giorni.
Nel frattempo, ieri sera, Coloni israeliani hanno dato fuoco a diversi veicoli nel villaggio di Beit Imrin, in Cisgiordania: otto palestinesi sono rimasti feriti nell'incendio. Lo riportano i media palestinesi, ripresi da Haaretz.
I palestinesi hanno ricevuto assistenza medica sul posto dalle squadre della Mezzaluna Rossa. Tra i feriti, sette persone sono state curate per intossicazione da fumo, tra cui un neonato di un anno. Un uomo di circa vent'anni è stato curato per lievi ustioni al viso.

