Cerca e trova immobili
La diretta
«Trump intende assicurarsi che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare»
©Jacquelyn Martin
©Jacquelyn Martin
9 giorni fa
Secondo funzionari americani, il presidente USA vuole l'accordo con Teheran e prevede di finalizzarlo a breve, ma vuole prima rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare quelli relativi al materiale nucleare - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
8 giorni fa
Otto morti tra cui tre donne in un raid israeliano nel sud del Libano

Un attacco israeliano all'alba di oggi nel sud del Libano ha ucciso otto persone, tra cui tre donne, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese, mentre Israele intensifica i suoi attacchi e le operazioni di terra nel Paese, affermando che sono contro Hezbollah.

«Il massacro commesso dal nemico israeliano in un raid sulla città di Deir Zahrani, nel distretto di Nabatieh, all'alba di oggi... ha provocato otto martiri, tra cui tre donne, e 19 feriti, tra cui cinque bambini e sei donne», ha dichiarato il ministero in un comunicato.

8 giorni fa
Bessent: «I Paesi arabi attaccati ci hanno consegnato i conti»

Le nazioni del Golfo ospitavano beni e conti bancari iraniani, senza tuttavia essere del tutto trasparenti con Washington e quando Teheran ha iniziato a colpire i loro territori, la situazione è cambiata immediatamente: l'architettura finanziaria parallela del regime è stata distrutta dalla sua stessa campagna militare.

È lo scenario descritto dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent, parlando di «grave errore commesso» dall'Iran nel momento in cui ha deciso di colpire i suoi vicini del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).

Bessent, in un'intervista a FOX News, ha aggiunto che «avevamo molti ottimi alleati che, pur non essendo forse del tutto trasparenti sulle questioni finanziarie, hanno visto i fondi iraniani presenti nei loro sistemi bancari diventare, d'un tratto, oggetto di piena collaborazione. Si sono mostrati pienamente disponibili a consegnare i conti o ad assisterci nel congelarne i fondi.»

L'architettura economica anti-Iran descritta da Bessent s'articola su tre livelli: il blocco globale dei fondi, lo stop navale fisico dei porti e la paralisi dell'isola di Kharg, da cui transita circa il 90% dell'export petrolifero dell'Iran.

«L'isola di Kharg è bloccata. Ciò significa che saranno costretti a iniziare a chiudere i pozzi», ha aggiunto, raccontando che gli Emirati arabi uniti, dopo essere stati colpiti da oltre 2'800 missili e droni iraniani, hanno quindi rivelato l'esistenza di beni di Teheran che detenevano discretamente fino a quel momento. Stesso copione per il Kuwait che condannato pubblicamente l'Iran per la prima volta nel corso di questo conflitto.

8 giorni fa
Domani una riunione di emergenza sul Libano del Consiglio di sicurezza dell'ONU

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu terrà una riunione d'emergenza sul Libano domani. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche.

La Francia ha richiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo che l'esercito israeliano ha occupato l'iconica fortezza medievale di Beaufort in Libano, dove ora sventola la sua bandiera, aveva annunciato alcune ore fa il ministro degli wsteri francese Jean-Noël Barrot al canale televisivo BFM TV.

«Questo è un grave errore per Israele perché questa avanzata in territorio libanese non è solo contraria agli impegni assunti da Israele, dato che abbiamo un cessate il fuoco in Libano dal 17 aprile, ma è anche contraria al diritto internazionale», ha aggiunto Barrot.

«Ho richiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite - ha spiegato il ministro - perché, pur riconoscendo il diritto di Israele, come quello di tutti i paesi, all'autodifesa, a difendersi dagli attacchi di Hezbollah, nulla può giustificare la continuazione delle operazioni militari israeliane in Libano e la sua occupazione sempre più profonda del territorio libanese».

8 giorni fa
Teheran: «I mediatori lavorano sul memorandum d'intesa corretto da Trump»

A partire da questa mattina, i mediatori stanno continuando a discutere i vari aspetti del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, dopo le correzioni richieste venerdì dal presidente americano Donald Trump. Secondo CBS News la bozza revisionata è stata inviata a Teheran per l'approvazione e la parte americana è in attesa di risposta.

Si tratta del terzo ciclo di modifiche apportate dal tycoon alla proposta americana, oggetto di uno scambio continuo con Teheran tramite i mediatori, in un processo guidato dal Pakistan.

La fonte anonima citata da CBS News ha indicato che le modifiche americane sono state questa volta «piuttosto significative», malgrado non fossero immediatamente disponibili dettagli al riguardo.

8 giorni fa
L'Iran ha riaperto la maggior parte dei tunnel nelle basi missilistiche sotterranee

L'Iran ha recuperato 50 dei 69 ingressi dei tunnel in 18 basi missilistiche sotterranee colpite dagli Stati Uniti e da Israele durante la recente guerra. A riferirlo è la CNN sulla base delle analisi di immagini satellitari.

Gli esperti interpellati dall'emittente affermano che le immagini rivelano i limiti della campagna di bombardamenti israelo-americana, con l'Iran che utilizza bulldozer e autocarri per riaprire i siti missilistici.

L'Iran può ora «continuare a lanciare missili finché dispone di lanciatori ed squadre, anche se la produzione è stata interrotta», ha dichiarato alla CNN Sam Lair, ricercatore associato presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies con sede a Monterey, in California. «Non c'è nulla che impedisca di armare i lanciatori con l'ampio arsenale di missili che gli iraniani ancora possiedono».

8 giorni fa
Pena di morte in Israele, gli ebrei svizzeri non prendono posizione

La Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI) rinuncia a prendere posizione sull'introduzione della pena di morte in Israele: è quanto scaturito dalla 121esima assemblea dei delegati che si è svolta oggi a Basilea.

Uno dei temi centrali della giornata era la risoluzione presentata dalla delegazione della Comunità religiosa israelita di Zurigo (ICZ) relativa agli sviluppi legislativi nello stato attualmente guidato da Benjamin Netanyahu. All'inizio della trattazione è però stata presentata una mozione d'ordine volta a non entrare in materia: ne è scaturito un dibattito intenso e in parte controverso, scrive la FSCI in un comunicato.

Nella successiva votazione, l'assemblea ha deciso di non entrare in materia sulla risoluzione. Non si è quindi deliberato sulla pena di morte in quanto tale, bensì sulla questione se la FSCI debba esprimersi su questo tema e, più in generale, sugli sviluppi politici in Israele. La discussione ha evidenziato opinioni differenti all'interno dell'organizzazione riguardo al suo ruolo, scrive la federazione.

8 giorni fa
L'Iran ripristina la produzione di gas su tre piattaforme di South Pars

L'Iran ha ripristinato la produzione di gas su tre piattaforme offshore nel giacimento di South Pars, la cui attività era stata interrotta a seguito degli attacchi israeliani che avevano compromesso la capacità di lavorazione di alcuni impianti a terra. Lo ha dichiarato ai media statali l'amministratore delegato della Pars Oil and Gas Company, Touraj Dehqani, secondo quanto riportato dal Guardian.

Dehqani ha affermato che le piattaforme non hanno subito danni. Ha aggiunto che la produzione delle tre piattaforme viene dirottata verso altri impianti di lavorazione nella regione, mentre proseguono i lavori di riparazione presso gli impianti danneggiati, tra cui la raffineria Phase 14.

8 giorni fa
Attacco israeliano vicino a un ospedale a Tiro

Un attacco israeliano vicino a un ospedale a Tiro, nel sud del Libano, ha ferito 13 membri del personale. Lo ha dichiarato il ministero della salute libanese.

«Il nemico israeliano ha lanciato un attacco aereo nelle vicinanze dell'ospedale Hiram a Tiro, ferendo 13 membri del personale ospedaliero e causando danni significativi», ha affermato il ministero in una dichiarazione, esortando «la comunità internazionale a porre fine agli attacchi israeliani in escalation e in espansione».

8 giorni fa
Netanyahu: «Ho ordinato di estendere la manovra militare in Libano»

«Ho dato istruzioni all'Idf di estendere la manovra in Libano. Hanno attraversato il Litani e conquistato il Beaufort. Ora il mio ordine è di consolidare ed estendere la nostra presa sui territori che erano sotto il controllo di Hezbollah». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu sottolineando che «oggi siamo tornati a una Beaufort diversa. Siamo tornati uniti, determinati, più forti che mai». Dall'inizio della guerra in corso dal 2023, Israele «ha eliminato 8000 terroristi di Hezbollah, 3000 solo dall'inizio del 'Ruggito del Leone', e solo nell'ultimo mese, 700, più di quanti eliminati durante la II Guerra del Libano».

«L'occupazione del Beaufort rappresenta una tappa fondamentale e un cambiamento radicale nella politica che stiamo attuando: abbiamo abbattuto la barriera della paura. Stiamo prendendo iniziative, stiamo operando su tutti i fronti: in Siria, a Gaza, in Libano, abbiamo creato cinture di sicurezza oltre i nostri confini per proteggere le nostre comunità'', ha aggiunto Netanyahu.

8 giorni fa
Trump: «L'Iran si è impegnato a non sviluppare armi nucleari»

Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l'Iran si è impegnato a non sviluppare armi nucleari, un punto cruciale nei negoziati tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra. In un'intervista con la nuora Lara Trump (moglie di Erik Trump), registrata all'inizio di questa settimana e trasmessa ieri su Fox News, il presidente ha affermato di aver ricevuto assicurazioni sul fatto che Teheran non acquisirà armi nucleari, né producendole né acquistandole.

«L'unica garanzia di cui ho bisogno è che non ci saranno armi nucleari. Hanno accettato questo, ed è stato molto interessante», ha dichiarato Trump.

«Inizialmente dissero: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io dissi: 'Va bene, cosa succederebbe se compraste un'arma nucleare?'. Ora dicono: 'Non svilupperemo, e in nessun caso compreremo, un'arma'».

«Non ho fretta», ha affermato ancora. «Lentamente ma inesorabilmente, credo che otterremo ciò che vogliamo. E se non otterremo ciò che vogliamo, le cose andranno diversamente», ha aggiunto.

8 giorni fa
«Ventotto navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz»

«Ventotto navi, tra cui petroliere e portacontainer, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, dopo il coordinamento, la protezione e l'autorizzazione delle forze navali delle Guardie Rivoluzionarie». Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, citando una dichiarazione rilasciata dalle Guardie rivoluzionarie.

«Il Golfo Persico è uno specchio d'acqua che appartiene ai Paesi musulmani della regione. L'aggressione e le azioni ostili dell'esercito terroristico americano sono la causa principale dell'attuale insicurezza in queste acque».

8 giorni fa
«Tagliate le linee di rifornimento di Hezbollah»

Con la conquista del Castello di Beaufort, gli israeliani «hanno tagliato le linee di rifornimento di Hezbollah dalla valle della Bekaa occidentale verso il distretto di Nabatieh e verso il Libano meridionale. Si trovano a dominare la principale arteria stradale che collega Sidone e Tiro al distretto di Nabatieh, la seconda città più popolosa del Libano meridionale, e ciò causerà gravi problemi alla popolazione locale». Lo scrive in una analisi Al-Jazeera.

«Il castello di Beaufort - prosegue l'analisi - sorge su un'alta cresta che domina uno degli affluenti del fiume Litani, il fiume Slohi. È stato utilizzato militarmente per centinaia di anni per controllare quest'area, dove il fiume Litani compie una brusca curva passando da nord a sud verso ovest, in direzione del Mar Mediterraneo. Offre alle truppe israeliane che hanno oltrepassato il Litani un significativo vantaggio tattico contro Hezbollah. Domina tutte le città e i villaggi che circondano Nabatieh. Si estende anche sulla valle della Bekaa occidentale, fino alle alture del Golan e alla Galilea settentrionale. Si tratta di una vittoria tattica per gli israeliani».

«Ora che le truppe israeliane controllano il Castello di Beaufort, la popolazione locale è estremamente preoccupata che l'operazione possa espandersi ulteriormente, data la posizione strategica di cui godono gli israeliani».

8 giorni fa
Israele ordina l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani

L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani, in Libano, a circa 40 chilometri dal confine con Israele, nell'ambito delle sue operazioni contro Hezbollah.

«Qualsiasi edificio utilizzato da Hezbollah per scopi militari può diventare un obiettivo!», ha avvertito Avichay Adraee, portavoce dell'esercito di lingua araba, in un messaggio pubblicato su Telegram. «Residenti del Libano meridionale, dovete spostarvi immediatamente a nord del fiume Zahrani».

8 giorni fa
L'operazione israeliana contro Hezbollah «si sta estendendo ad altre aree»

L'esercito israeliano ha annunciato che la sua operazione di terra contro il movimento filo-iraniano Hezbollah «si sta estendendo ad altre aree», dopo aver attraversato il fiume Litani nel Libano meridionale.

L'esercito «ha attraversato il Litani e ha esteso le sue operazioni contro obiettivi di Hezbollah a nord del fiume. L'operazione si sta estendendo ad altre aree», ha scritto sulla piattaforma social X. L'attraversamento del Litani, a circa 30 chilometri a nord del confine con Israele, è stato annunciato venerdì dal premier Benjamin Netanyahu, che in precedenza aveva dichiarato che gran parte del Libano meridionale era ora una «zona di combattimento», nonostante il cessate il fuoco teoricamente in vigore.

L'esercito israeliano ha affermato di aver lanciato «pochi giorni fa» un'offensiva nella regione di Beaufort Ridge e Wadi al-Saluki, nel Libano meridionale, «con l'obiettivo di eliminare le minacce dirette alle città della Galilea settentrionale e di Metula, e nell'ambito degli sforzi in corso per rafforzare il controllo operativo nel Libano meridionale».

«Un numero significativo di soldati israeliani ha lanciato operazioni offensive volte ad estendere la linea di difesa avanzata», ha aggiunto. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato ieri Israele di perseguire una «politica della terra bruciata» contro il suo Paese. Gli scontri tra Israele e Hezbollah si verificano quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, che non è mai stato rispettato. Dall'inizio delle ostilità, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 3.371 persone e causato lo sfollamento di oltre un milione, secondo le autorità libanesi.

8 giorni fa
Le truppe israeliane conquistano lo strategico Castello di Beaufort nel sud del Libano

Le truppe israeliane hanno conquistato lo strategico Castello di Beaufort, costruito dai Crociati, nel sud del Libano. Lo annuncia l'esercito, citato dal Times of Israel, mentre le Forze di difesa israeliane (Idf) continuano ad ampliare la loro offensiva di terra contro Hezbollah.

L'Idf afferma di aver lanciato nei giorni scorsi un'operazione di terra nella zona di Beaufort Ridge e del torrente Wadi Saluki, «per distruggere le infrastrutture di Hezbollah ed eliminare i terroristi, nell'ambito del rafforzamento del controllo operativo nel Libano meridionale e della rimozione della minaccia diretta alla Galilea e a Metula», nonché per «estendere la linea di difesa avanzata».

I soldati hanno attraversato l'ansa a 90 gradi del fiume Litani, proprio di fronte alla città di confine di Metula, e sono avanzati verso il castello, che domina la Galilea nel nord di Israele, e la zona di Nabatieh nel Libano meridionale. L'Idf afferma di aver esteso i raid nelle aree a nord del fiume Litani e che l'operazione si sta «estendendo ad altre zone».

L'area di Beaufort e Wadi Saluki ospita «significative» infrastrutture di Hezbollah, che secondo l'Idf sono state realizzate con l'assistenza iraniana, «da cui i terroristi di Hezbollah hanno gestito i combattimenti e compiuto numerosi attentati terroristici». Secondo quanto riferito dall'esercito, centinaia di razzi sono stati lanciati dalla zona contro Israele e le truppe nel Libano meridionale.

Le forze dell'Idf «stanno operando vicino a Nabatieh, un'importante roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale, e sono pronte ad ampliare l'offensiva se necessario», afferma l'esercito. Prima dell'offensiva di terra, l'aviazione israeliana aveva effettuato attacchi «massicci» contro le infrastrutture di Hezbollah nella zona. Sono stati condotti anche bombardamenti di artiglieria e carri armati.

L'Idf afferma inoltre di aver colpito «posizioni strategiche, di aver cercato e neutralizzato infrastrutture militari nell'area di Litani e di aver svolto attività di ingegneria essenziali per creare le condizioni necessarie all'operazione offensiva».

L'emittente radiotelevisiva israeliana ha trasmesso immagini che mostrano la bandiera di Israele e lo stendardo della Brigata Golani sventolare sopra il castello di Beaufort, nel Libano meridionale, che si trova su un'altura a circa 15 chilometri dal confine con Israele, ricorda Al-Jazeera. Non c'è stato alcun commento immediato da parte delle autorità libanesi. La conquista del castello rappresenterebbe un importante successo per l'esercito israeliano. Le truppe israeliane avevano già conquistato il castello nel 1982 e lo avevano mantenuto fino al loro ritiro dal Libano nel 2000.

9 giorni fa
Il punto alle 7
«Trump intende assicurarsi che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare»

Il presidente americano Donald Trump ha richiesto diversi emendamenti all'accordo che i suoi inviati hanno raggiunto con le controparti iraniane, durante la riunione nella Situation room di venerdì: lo riporta Axios, in base a quanto appreso da un alto funzionario dell'amministrazione e da una seconda fonte vicina al dossier. Trump vuole l'accordo e prevede di finalizzarlo a breve, ma intende rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare quelli relativi al materiale nucleare dell'Iran, secondo due funzionari Usa. La richiesta di Trump ha innescato un nuovo ciclo di scambi tra le parti, che potrebbe protrarsi per diversi giorni.

Trump ha annunciato venerdì una riunione di gabinetto nella Situation Room in merito all'accordo, lasciando intendere di essere propenso ad accettarlo. Dopo l'incontro, un funzionario della Casa Bianca ha detto ai giornalisti che il presidente «concluderà un accordo solo se vantaggioso per l'America, se rispetterà le sue 'linee rosse' e garantirà che l'Iran non possa mai dotarsi di un'arma nucleare».

I funzionari iraniani, invece, hanno riferito ai loro media di non aver approvato il testo definitivo, malgrado due funzionari americani avessero sostenuto, all'inizio della settimana, che Teheran fosse pronta a firmare e che la decisione finale spettasse ormai esclusivamente a Trump.

Secondo le due fonti, ha aggiunto Axios, il tycoon ha chiesto al suo staff di apportare modifiche specificamente alle clausole sul programma nucleare iraniano. Nella forma originaria, il memorandum includeva l'impegno di Teheran a non perseguire la realizzazione di armi nucleari, senza prevedere concessioni specifiche oltre a tale impegno. Il testo fissa 60 giorni per negoziare gli impegni nucleari dell'Iran e la revoca delle sanzioni da parte degli Usa: i primi punti all'ordine del giorno riguardano le modalità di smaltimento delle scorte di uranio arricchito dell'Iran e le misure per limitare ulteriori arricchimenti.

«Si tratta di definire con più precisione le modalità con cui gli Usa acquisiranno il materiale e le relative tempistiche», ha detto l'alto funzionario sull'uranio arricchito. La seconda fonte ha aggiunto che Trump vorrebbe modificare la formulazione di alcuni passaggi sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto comunicato a Trump, saranno necessari circa tre giorni prima che la controparte iraniana fornisca una risposta. «Sono letteralmente nelle caverne e non usano la posta elettronica», ha notato l'alto funzionario. La convinzione è che «si raggiungerà un accordo. Quanto alla sua imminenza, vedremo. Siamo disposti ad attendere perché il presidente ottenga ciò che chiede. Potrebbe volerci una settimana. Potrebbe volerci meno o di più. All'inizio della prossima settimana, speriamo di avere qualcosa».

I media statali iraniani hanno riferito che un accordo è imminente, malgrado non sia ancora definitivo, sostenendo che l'Iran riceverebbe miliardi in fondi congelati: una circostanza smentita però dalla Casa Bianca.

I negoziati procedono «lentamente, ma inesorabilmente. Stiamo ottenendo, credo, ciò che vogliamo: e se non dovessimo ottenere ciò che vogliamo, la faccenda si concluderà in un modo diverso. Tutto ciò è interessante», ha aggiunto Trump nell'intervista alla moglie di suo figlio Eric, rilasciata giovedì, in base all'agenda degli impegni presidenziali diffusa dalla Casa Bianca.

Il tycoon ha anche osservato che un accordo che «non risultasse vantaggioso per noi rappresenterebbe, in definitiva, proprio quella linea che non va superata: una situazione che si sta evolvendo proprio in questo momento. È questo il mio mestiere: io negozio. Anche loro negoziano; sono negoziatori molto rapidi, sono astuti, ma alla fine siamo noi ad avere tutte le carte in mano, poiché li abbiamo sconfitti militarmente», ha affermato The Donald, prima di ricordare i successi militare degli Stati Uniti.

«Guardate: la loro Marina non esiste più. Avevano 159 navi; ebbene, ognuna di giace ora sul fondo del mare. Proprio tutte: abbiamo persino scattato fotografie mentre affondavano, immagini di centinaia di navi che colavano a picco. La loro Marina è stata annientata al 100%. La loro Aviazione è stata annientata al 100%. Per quanto riguarda le loro forze armate terrestri, le abbiamo lasciate sostanzialmente intatte, poiché riteniamo che il loro esercito sia, in qualche misura, seppur parzialmente, moderato», ha poi spiegato Trump. «Vi sono, tuttavia, altre figure al loro interno che non sono affatto moderate. Di quelle ce ne siamo occupati noi. Abbiamo rimosso quelle diverse forme di leadership, lasciando intatta invece la struttura militare vera e propria. Molti rimarrebbero sorpresi nell'apprendere questo dettaglio, poiché in passato sono stati commessi errori bellici in cui si è proceduto a spazzare via ogni cosa», ha concluso.

I tag di questo articolo