

Un attacco israeliano vicino a un ospedale a Tiro, nel sud del Libano, ha ferito 13 membri del personale. Lo ha dichiarato il ministero della salute libanese.
«Il nemico israeliano ha lanciato un attacco aereo nelle vicinanze dell'ospedale Hiram a Tiro, ferendo 13 membri del personale ospedaliero e causando danni significativi», ha affermato il ministero in una dichiarazione, esortando «la comunità internazionale a porre fine agli attacchi israeliani in escalation e in espansione».
«Ho dato istruzioni all'Idf di estendere la manovra in Libano. Hanno attraversato il Litani e conquistato il Beaufort. Ora il mio ordine è di consolidare ed estendere la nostra presa sui territori che erano sotto il controllo di Hezbollah». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu sottolineando che «oggi siamo tornati a una Beaufort diversa. Siamo tornati uniti, determinati, più forti che mai». Dall'inizio della guerra in corso dal 2023, Israele «ha eliminato 8000 terroristi di Hezbollah, 3000 solo dall'inizio del 'Ruggito del Leone', e solo nell'ultimo mese, 700, più di quanti eliminati durante la II Guerra del Libano».
«L'occupazione del Beaufort rappresenta una tappa fondamentale e un cambiamento radicale nella politica che stiamo attuando: abbiamo abbattuto la barriera della paura. Stiamo prendendo iniziative, stiamo operando su tutti i fronti: in Siria, a Gaza, in Libano, abbiamo creato cinture di sicurezza oltre i nostri confini per proteggere le nostre comunità'', ha aggiunto Netanyahu.
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l'Iran si è impegnato a non sviluppare armi nucleari, un punto cruciale nei negoziati tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra. In un'intervista con la nuora Lara Trump (moglie di Erik Trump), registrata all'inizio di questa settimana e trasmessa ieri su Fox News, il presidente ha affermato di aver ricevuto assicurazioni sul fatto che Teheran non acquisirà armi nucleari, né producendole né acquistandole.
«L'unica garanzia di cui ho bisogno è che non ci saranno armi nucleari. Hanno accettato questo, ed è stato molto interessante», ha dichiarato Trump.
«Inizialmente dissero: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io dissi: 'Va bene, cosa succederebbe se compraste un'arma nucleare?'. Ora dicono: 'Non svilupperemo, e in nessun caso compreremo, un'arma'».
«Non ho fretta», ha affermato ancora. «Lentamente ma inesorabilmente, credo che otterremo ciò che vogliamo. E se non otterremo ciò che vogliamo, le cose andranno diversamente», ha aggiunto.
«Ventotto navi, tra cui petroliere e portacontainer, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, dopo il coordinamento, la protezione e l'autorizzazione delle forze navali delle Guardie Rivoluzionarie». Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, citando una dichiarazione rilasciata dalle Guardie rivoluzionarie.
«Il Golfo Persico è uno specchio d'acqua che appartiene ai Paesi musulmani della regione. L'aggressione e le azioni ostili dell'esercito terroristico americano sono la causa principale dell'attuale insicurezza in queste acque».
Con la conquista del Castello di Beaufort, gli israeliani «hanno tagliato le linee di rifornimento di Hezbollah dalla valle della Bekaa occidentale verso il distretto di Nabatieh e verso il Libano meridionale. Si trovano a dominare la principale arteria stradale che collega Sidone e Tiro al distretto di Nabatieh, la seconda città più popolosa del Libano meridionale, e ciò causerà gravi problemi alla popolazione locale». Lo scrive in una analisi Al-Jazeera.
«Il castello di Beaufort - prosegue l'analisi - sorge su un'alta cresta che domina uno degli affluenti del fiume Litani, il fiume Slohi. È stato utilizzato militarmente per centinaia di anni per controllare quest'area, dove il fiume Litani compie una brusca curva passando da nord a sud verso ovest, in direzione del Mar Mediterraneo. Offre alle truppe israeliane che hanno oltrepassato il Litani un significativo vantaggio tattico contro Hezbollah. Domina tutte le città e i villaggi che circondano Nabatieh. Si estende anche sulla valle della Bekaa occidentale, fino alle alture del Golan e alla Galilea settentrionale. Si tratta di una vittoria tattica per gli israeliani».
«Ora che le truppe israeliane controllano il Castello di Beaufort, la popolazione locale è estremamente preoccupata che l'operazione possa espandersi ulteriormente, data la posizione strategica di cui godono gli israeliani».
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani, in Libano, a circa 40 chilometri dal confine con Israele, nell'ambito delle sue operazioni contro Hezbollah.
«Qualsiasi edificio utilizzato da Hezbollah per scopi militari può diventare un obiettivo!», ha avvertito Avichay Adraee, portavoce dell'esercito di lingua araba, in un messaggio pubblicato su Telegram. «Residenti del Libano meridionale, dovete spostarvi immediatamente a nord del fiume Zahrani».
L'esercito israeliano ha annunciato che la sua operazione di terra contro il movimento filo-iraniano Hezbollah «si sta estendendo ad altre aree», dopo aver attraversato il fiume Litani nel Libano meridionale.
L'esercito «ha attraversato il Litani e ha esteso le sue operazioni contro obiettivi di Hezbollah a nord del fiume. L'operazione si sta estendendo ad altre aree», ha scritto sulla piattaforma social X. L'attraversamento del Litani, a circa 30 chilometri a nord del confine con Israele, è stato annunciato venerdì dal premier Benjamin Netanyahu, che in precedenza aveva dichiarato che gran parte del Libano meridionale era ora una «zona di combattimento», nonostante il cessate il fuoco teoricamente in vigore.
L'esercito israeliano ha affermato di aver lanciato «pochi giorni fa» un'offensiva nella regione di Beaufort Ridge e Wadi al-Saluki, nel Libano meridionale, «con l'obiettivo di eliminare le minacce dirette alle città della Galilea settentrionale e di Metula, e nell'ambito degli sforzi in corso per rafforzare il controllo operativo nel Libano meridionale».
«Un numero significativo di soldati israeliani ha lanciato operazioni offensive volte ad estendere la linea di difesa avanzata», ha aggiunto. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato ieri Israele di perseguire una «politica della terra bruciata» contro il suo Paese. Gli scontri tra Israele e Hezbollah si verificano quasi quotidianamente nonostante il cessate il fuoco del 17 aprile, che non è mai stato rispettato. Dall'inizio delle ostilità, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 3.371 persone e causato lo sfollamento di oltre un milione, secondo le autorità libanesi.
Le truppe israeliane hanno conquistato lo strategico Castello di Beaufort, costruito dai Crociati, nel sud del Libano. Lo annuncia l'esercito, citato dal Times of Israel, mentre le Forze di difesa israeliane (Idf) continuano ad ampliare la loro offensiva di terra contro Hezbollah.
L'Idf afferma di aver lanciato nei giorni scorsi un'operazione di terra nella zona di Beaufort Ridge e del torrente Wadi Saluki, «per distruggere le infrastrutture di Hezbollah ed eliminare i terroristi, nell'ambito del rafforzamento del controllo operativo nel Libano meridionale e della rimozione della minaccia diretta alla Galilea e a Metula», nonché per «estendere la linea di difesa avanzata».
I soldati hanno attraversato l'ansa a 90 gradi del fiume Litani, proprio di fronte alla città di confine di Metula, e sono avanzati verso il castello, che domina la Galilea nel nord di Israele, e la zona di Nabatieh nel Libano meridionale. L'Idf afferma di aver esteso i raid nelle aree a nord del fiume Litani e che l'operazione si sta «estendendo ad altre zone».
L'area di Beaufort e Wadi Saluki ospita «significative» infrastrutture di Hezbollah, che secondo l'Idf sono state realizzate con l'assistenza iraniana, «da cui i terroristi di Hezbollah hanno gestito i combattimenti e compiuto numerosi attentati terroristici». Secondo quanto riferito dall'esercito, centinaia di razzi sono stati lanciati dalla zona contro Israele e le truppe nel Libano meridionale.
Le forze dell'Idf «stanno operando vicino a Nabatieh, un'importante roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale, e sono pronte ad ampliare l'offensiva se necessario», afferma l'esercito. Prima dell'offensiva di terra, l'aviazione israeliana aveva effettuato attacchi «massicci» contro le infrastrutture di Hezbollah nella zona. Sono stati condotti anche bombardamenti di artiglieria e carri armati.
L'Idf afferma inoltre di aver colpito «posizioni strategiche, di aver cercato e neutralizzato infrastrutture militari nell'area di Litani e di aver svolto attività di ingegneria essenziali per creare le condizioni necessarie all'operazione offensiva».
L'emittente radiotelevisiva israeliana ha trasmesso immagini che mostrano la bandiera di Israele e lo stendardo della Brigata Golani sventolare sopra il castello di Beaufort, nel Libano meridionale, che si trova su un'altura a circa 15 chilometri dal confine con Israele, ricorda Al-Jazeera. Non c'è stato alcun commento immediato da parte delle autorità libanesi. La conquista del castello rappresenterebbe un importante successo per l'esercito israeliano. Le truppe israeliane avevano già conquistato il castello nel 1982 e lo avevano mantenuto fino al loro ritiro dal Libano nel 2000.
Il presidente americano Donald Trump ha richiesto diversi emendamenti all'accordo che i suoi inviati hanno raggiunto con le controparti iraniane, durante la riunione nella Situation room di venerdì: lo riporta Axios, in base a quanto appreso da un alto funzionario dell'amministrazione e da una seconda fonte vicina al dossier. Trump vuole l'accordo e prevede di finalizzarlo a breve, ma intende rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare quelli relativi al materiale nucleare dell'Iran, secondo due funzionari Usa. La richiesta di Trump ha innescato un nuovo ciclo di scambi tra le parti, che potrebbe protrarsi per diversi giorni.
Trump ha annunciato venerdì una riunione di gabinetto nella Situation Room in merito all'accordo, lasciando intendere di essere propenso ad accettarlo. Dopo l'incontro, un funzionario della Casa Bianca ha detto ai giornalisti che il presidente «concluderà un accordo solo se vantaggioso per l'America, se rispetterà le sue 'linee rosse' e garantirà che l'Iran non possa mai dotarsi di un'arma nucleare».
I funzionari iraniani, invece, hanno riferito ai loro media di non aver approvato il testo definitivo, malgrado due funzionari americani avessero sostenuto, all'inizio della settimana, che Teheran fosse pronta a firmare e che la decisione finale spettasse ormai esclusivamente a Trump.
Secondo le due fonti, ha aggiunto Axios, il tycoon ha chiesto al suo staff di apportare modifiche specificamente alle clausole sul programma nucleare iraniano. Nella forma originaria, il memorandum includeva l'impegno di Teheran a non perseguire la realizzazione di armi nucleari, senza prevedere concessioni specifiche oltre a tale impegno. Il testo fissa 60 giorni per negoziare gli impegni nucleari dell'Iran e la revoca delle sanzioni da parte degli Usa: i primi punti all'ordine del giorno riguardano le modalità di smaltimento delle scorte di uranio arricchito dell'Iran e le misure per limitare ulteriori arricchimenti.
«Si tratta di definire con più precisione le modalità con cui gli Usa acquisiranno il materiale e le relative tempistiche», ha detto l'alto funzionario sull'uranio arricchito. La seconda fonte ha aggiunto che Trump vorrebbe modificare la formulazione di alcuni passaggi sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto comunicato a Trump, saranno necessari circa tre giorni prima che la controparte iraniana fornisca una risposta. «Sono letteralmente nelle caverne e non usano la posta elettronica», ha notato l'alto funzionario. La convinzione è che «si raggiungerà un accordo. Quanto alla sua imminenza, vedremo. Siamo disposti ad attendere perché il presidente ottenga ciò che chiede. Potrebbe volerci una settimana. Potrebbe volerci meno o di più. All'inizio della prossima settimana, speriamo di avere qualcosa».
I media statali iraniani hanno riferito che un accordo è imminente, malgrado non sia ancora definitivo, sostenendo che l'Iran riceverebbe miliardi in fondi congelati: una circostanza smentita però dalla Casa Bianca.
I negoziati procedono «lentamente, ma inesorabilmente. Stiamo ottenendo, credo, ciò che vogliamo: e se non dovessimo ottenere ciò che vogliamo, la faccenda si concluderà in un modo diverso. Tutto ciò è interessante», ha aggiunto Trump nell'intervista alla moglie di suo figlio Eric, rilasciata giovedì, in base all'agenda degli impegni presidenziali diffusa dalla Casa Bianca.
Il tycoon ha anche osservato che un accordo che «non risultasse vantaggioso per noi rappresenterebbe, in definitiva, proprio quella linea che non va superata: una situazione che si sta evolvendo proprio in questo momento. È questo il mio mestiere: io negozio. Anche loro negoziano; sono negoziatori molto rapidi, sono astuti, ma alla fine siamo noi ad avere tutte le carte in mano, poiché li abbiamo sconfitti militarmente», ha affermato The Donald, prima di ricordare i successi militare degli Stati Uniti.
«Guardate: la loro Marina non esiste più. Avevano 159 navi; ebbene, ognuna di giace ora sul fondo del mare. Proprio tutte: abbiamo persino scattato fotografie mentre affondavano, immagini di centinaia di navi che colavano a picco. La loro Marina è stata annientata al 100%. La loro Aviazione è stata annientata al 100%. Per quanto riguarda le loro forze armate terrestri, le abbiamo lasciate sostanzialmente intatte, poiché riteniamo che il loro esercito sia, in qualche misura, seppur parzialmente, moderato», ha poi spiegato Trump. «Vi sono, tuttavia, altre figure al loro interno che non sono affatto moderate. Di quelle ce ne siamo occupati noi. Abbiamo rimosso quelle diverse forme di leadership, lasciando intatta invece la struttura militare vera e propria. Molti rimarrebbero sorpresi nell'apprendere questo dettaglio, poiché in passato sono stati commessi errori bellici in cui si è proceduto a spazzare via ogni cosa», ha concluso.

