

Diversi attacchi israeliani sono stati riportati in mattinata da località del sud del Libano: lo riferisce il giornale L'Orient-Le Jour, aggiungendo che, tra i luoghi colpiti, ci sono Zebqine, Qlaylé (Tiro), Zrariyé (Sidone) e Breiké (Nabatiyeh). In queste zone, riferisce la testata, si sono registrati bombardamenti aerei, mentre a Halta (Hasbayah) ci sarebbero stati dei lanci di artiglieria.
Alcuni raid sono stati riportati anche dall'agenzia NNA, che riferisce inoltre come stamane è stato completato il recupero dei corpi di 5 persone morte in un attacco della scorsa notte a Kfar Roummane (Nabatieh). In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito di altri due morti e 10 feriti a Nabatieh al-Fawqa.
Gli Stati Uniti «non affrontano in modo serio la questione del nucleare e le sanzioni» riguardanti l'Iran: è quanto affermato dal portavoce del ministero degli esteri di Teheran, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia IRNA.
Parlando in un programma TV, Baghaei, ha affermato che «ogni volta che l'Iran ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni, gli USA hanno contemporaneamente condotto azioni militari» contro la Repubblica Islamica. E ha sottolineato che «gli Stati Uniti non sono seri riguardo alla revoca delle sanzioni e non hanno imparato dagli errori del passato».
Baghaei ha quindi affermato che tra i due Paesi «esiste una profonda sfiducia» e ha accusato gli Stati Uniti di «aspettarsi che vengano accettate le loro richieste massimaliste», mentre l'Iran «ha sempre presentato le proprie proposte sulla base della fine della guerra e dell'instaurazione di un cessate il fuoco».
Il portavoce ministeriale iraniano ha anche spiegato che «molti Paesi, con varie intenzioni, hanno annunciato la propria disponibilità a mediare», ma per Teheran «il mediatore ufficiale resta il Pakistan».
Dal canto suo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che nessuno, a parte lui e una manciata di altre persone, conosce lo stato dei colloqui con l'Iran, suggerendo che i negoziati stiano procedendo nonostante l'apparenza pubblica di una situazione di stallo, pur riconoscendo l'incertezza sulla leadership iraniana.
Stando a quanto riporta la CNN l'inquilino della Casa Bianca ha detto che i negoziati si stanno svolgendo «telefonicamente» e che la sua risposta a qualsiasi proposta dell'Iran dipenderà da quanto Teheran si spingerà nel limitare il proprio programma nucleare.
Oggi - ricorda il media americano - i mediatori pachistani si aspettano una proposta di pace rivista da parte dell'Iran, dopo che il presidente Usa ha respinto la versione precedente.
Due degli attivisti della Global Sumud Flotilla intercettati tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo «saranno condotti in Israele per essere interrogati», in quanto considerati autori di attività sospette: lo indica in un comunicato il Ministero degli esteri israeliano. Si tratta di Saif Abu Keshek, «sospettato di affiliazione a un'organizzazione terroristica», e Thiago Ávila, «sospettato di attività illegali», aggiunge il comunicato. Nella nota, il ministero israeliano ringrazia inoltre il governo greco per aver accettato lo sbarco a Creta dei restanti attivisti della Flotilla.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate a Gaza le segnalazioni di morsi di ratto per il diffuso aumento delle infestazioni di roditori, in particolare nelle aree sovraffollate e nelle zone in cui si stanno accumulando grandi quantità di macerie nella Striscia.
È quanto segnala un rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), secondo cui la carenza di beni di prima necessità amplifica il rischio per una popolazione già vulnerabile e in gravi condizioni di salute.
La mancanza di pesticidi, riferisce l'ONU, rappresenta un'ulteriore piaga a Gaza e sette mesi dopo il cessate il fuoco, le tende degli sfollati si stanno trasformando in rifugi per ratti e topi mentre gli operatori umanitari faticano a controllare la proliferazione di questi roditori, portatori di gravi malattie come la leptospirosi e la peste.
Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, la carenza di acqua contribuisce al diffondersi della malattie. Circa il 60% delle famiglie non ha accesso a una quantità sufficiente di acqua potabile e quasi il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza è stato distrutto o danneggiato, per questo circa l'80% della popolazione attualmente dipende dall'acqua potabile trasportata tramite autocisterne, il che aggrava le condizioni di vita in un contesto di sovraffollamento.
L'ultimo rapporto delle Nazioni Unite stima che 67'000 sfollati vivano in 83 centri di accoglienza collettivi gestiti dall'agenzia. Le squadre di sorveglianza medica dell'agenzia delle Nazioni Unite continuano a segnalare «un preoccupante aumento delle malattie cutanee ectoparassitarie, come la scabbia e la varicella», che sta esacerbando i problemi di salute pubblica.
«I casi registrati sono triplicati tra gennaio e marzo, con focolai identificati nella regione di Mawasi-Khan Younis». Secondo gli operatori umanitari, la capacità di controllare il problema è limitata anche dalla grave carenza di «shampoo anti-pidocchi, trattamenti contro la scabbia e lozione alla calamina».
I circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza che erano stati intercettati nella notte tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo sono sbarcati sull'isola di Creta.
Lo ha constatato un giornalista dell'agenzia AFP sul posto. Lo sbarco è avvenuto nel sud-est dell'isola. Scortati dalla guardia costiera greca gli attivisti sono saliti su quattro autobus diretti verso una destinazione al momento non specificata dalle autorità, secondo la stessa fonte.
In precedenza il Ministero degli esteri greco aveva chiesto a Israele di ritirare le sue navi dalla regione e offerto al contempo i suoi buoni uffici per accogliere sul proprio territorio le persone a bordo della Global Sumud Flotilla, garantendone il rientro in sicurezza nei rispettivi Paesi.
La Grecia «in quanto fattore di stabilità nella regione, guidata dal diritto internazionale e per ragioni umanitarie, ha chiesto a Israele di ritirare le sue navi dalla regione e ha offerto i suoi buoni uffici impegnandosi ad accogliere le persone a bordo sul proprio territorio e a garantirne il rientro in sicurezza nei rispettivi paesi». Lo comunica il ministero degli Esteri greco sul suo sito in merito alla vicenda della Global Sumud Flotilla.
«Le autorità greche sono in contatto con le autorità israeliane in merito alla questione dello sbarco in sicurezza in Grecia. Una delegazione del Ministero degli Affari Esteri si sta recando al punto di arrivo per coordinare le azioni di tutte le autorità greche competenti e per cooperare con le autorità consolari straniere, che vengono debitamente informate delle proprie azioni».
Alla luce dell'operazione israeliana «contro le navi della Global Sumud Flotilla in acque internazionali al largo di Creta, chiediamo moderazione e rispetto universale del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale del mare e il diritto internazionale umanitario».
Il dipartimento di Stato USA dal canto suo condanna fermamente la «flottiglia di Gaza» intercettata dall'esercito israeliano al largo di Creta, definendola un'iniziativa filo Hamas e «controproducente», e valuteranno «l'impiego degli strumenti a disposizione per imporre conseguenze a coloro che le forniscono sostegno», appoggiando «le azioni legali intraprese dai nostri alleati contro di essa».
Washington si aspetta «che tutti i nostri alleati intraprendano azioni decise contro questa insensata trovata politica, negando l'accesso ai porti, l'attracco, la partenza e il rifornimento alle imbarcazioni che partecipano alla flottiglia».
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del CENTCOM, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Donald Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo due funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra USA e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha «posto fine» alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell'amministrazione, secondo i media USA, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un'interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act
La sollecitazione dei senatori repubblicani è maturata in vista della scadenza del primo maggio, termine oltre i quale il presidente è tenuto ad un passaggio di autorizzazione al Congresso sui suoi poteri di guerra, salvo che non decida di ridimensionare le le operazioni, anche se il conteggio ha un inizio incerto e variabile. I primi attacchi contro l'Iran sono stati sferrati a fine febbraio.
«Ai fini del War Powers Act, le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono nel frattempo terminate», ha riferito il funzionario, sulla considerazione non vi sono stati più atti di guerra tra le due forze armate da quando, oltre tre settimane fa, è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco.
La legge del 1973 concede al presidente 60 giorni per un'azione militare prima di doverla interrompere, richiedendo l'autorizzazione al Congresso, o domandare una proroga di 30 giorni motivata da «inevitabile necessità militare» alla sicurezza delle forze armate. Trump ha notificato il conflitto al Congresso 48 ore più tardi, facendo scattare i 60 giorni, la cui scadenza era fissata per il primo maggio.
Durante l'audizione al Senato di giovedì, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto di ritenere che il conteggio si fosse interrotto durante la tregua. I dem hanno contestato l'interpretazione, sostenendo l'assenza di disposizioni legali in tal senso. La Costituzione americana stabilisce che solo il Congresso, non il presidente, abbia il potere di dichiarare guerra. Fanno eccezione, però, le operazioni che l'amministrazione qualifica come a breve termine o mirate a contrastare una minaccia immediata.

