
Donald Trump e i suoi avvocati annunciano battaglia contro il verdetto del processo civile che lo ha condannato per aggressione sessuale e diffamazione nei confronti della scrittrice Jean Carroll. Ma, se dopo la storica incriminazione per il caso Stormy Daniels il tycoon era uscito più galvanizzato che mai, questa volta sarà più dura convincere i suoi sostenitori e il partito repubblicano che è ancora lui il candidato più forte. Soprattutto con l'avvicinarsi delle altre scadenze giudiziarie per l'ex presidente, dall'indagine sulle carte top secret portate a Mar-a-Lago (Florida) alle accuse di interferenze nei risultati elettorali in Georgia.
Carroll: "Trump aveva paura"
L'ex editorialista della rivista di moda francese Elle inizia la sua nuova vita e dedica la vittoria a "tutte le donne che hanno sofferto perché non sono state credute". Avrebbe voluto guardare Trump negli occhi durante la lettura delle sentenza ma il tycoon non si è mai presentato in aula. "Aveva paura", sostiene Carroll. Il legale di Trump è invece già al lavoro sul secondo atto e ha attaccato la giuria sul fatto che assolvere il tycoon dall'accusa di stupro ritenendolo però responsabile di aggressione sessuale "è una decisione strana e lascia perplessi". Non è chiaro tuttavia quale potrà essere la strategia difensiva in questo caso a parte continuare a negare di conoscere la scrittrice.
Un contraccolpo politico pare ora inevitabile
Se anche il tycoon e i suoi riusciranno a spuntare una vittoria legale o uno sconto sui 5 milioni di dollari (4,4 milioni di franchi) da pagare, un contraccolpo politico sembra inevitabile. Il primo banco di prova per Trump sarà nelle prossime ore, quando alle 20 (le 2 di domai in Svizzera) entrerà nell'emittente televisiva Cnn per rispondere alle domande di 400 elettori repubblicani. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare invece l'annuncio del governatore della Florida Ron Desantis sulla candidatura alle presidenziali del 2024; una parte del "Grand old party" ha già preso le distanze dall'ex presidente. "Spero che la giuria del popolo americano raggiunga la stessa conclusione su Donald Trump. Semplicemente, non è adatto alla presidenza degli Stati Uniti e ad essere la persona a cui affidiamo i nostri figli e il mondo come leader del mondo libero", ha tuonato il senatore Mitt Romney. Il tycoon "è un rischio che l'America non può più correre", gli ha fatto eco Liz Cheney, ex membro della Camera dei rappresentanti.
Le altre vicende
Le prossime settimane saranno cruciali. Sul fronte documenti classificati, il procuratore speciale ha iniziato a scavare sulla gestione dei filmati di sorveglianza della residenza da parte dell'ex presidente. Jack Smith vuole capire se Trump o i suoi addetti alla sicurezza, Matthew Calamari Sr e il figlio Matthew Calamari Jr, abbiano manipolato o nascosto video che mostrano dipendenti del resort in Florida spostare le carte top secret. Quanto alla Georgia, la sentenza sarebbe sempre più vicina, dopo che la metà dei "falsi grandi elettori" dell'ex presidente hanno patteggiato per ottenere l'immunità nelle indagini della procuratrice di Fulton County in cambio di preziose informazioni agli inquirenti.

