

Hassan Yousef, cofondatore di Hamas in Cisgiordania, è stato rilasciato senza accuse dopo due anni e mezzo di detenzione amministrativa. Lo riporta l'emittente palestinese Al-Quds.
Yousef, 71 anni, era stato arrestato il 19 ottobre 2023 nella sua abitazione vicino a Ramallah, nell'ambito di un'ondata di arresti di militanti di Hamas in Cisgiordania successivi al massacro del 7 ottobre 2023.
In un filmato pubblicato da Al-Quds lo si vede mentre viene curato in un ospedale palestinese poco dopo essere uscito di prigione, con una mano fasciata.
Yousef è stato arrestato numerose volte da Israele in passato e ha trascorso molti anni in prigione, sia in detenzione amministrativa che a seguito di condanne legate al suo ruolo dentro Hamas.
Uno dei suoi figli, Mosab Hassan Yousef, diventato noto negli anni come il «Principe Verde», è in Israele in questi giorni per un tour di conferenze sulla sua storia, in cui ha rinnegato l'appartenenza a Hamas, collaborando con i servizi israeliani, fino all'esilio negli USA.
«Data l'accettazione da parte degli Stati Uniti del testo proposto dall'Iran, le probabilità che questo testo venga approvato dai più alti organi del regime sono elevate». Lo scrive, citata da Al-Jazeera, l'agenzia di stampa iraniana FARS riportando fonti del suo paese.
Da parte sua l'emittente americana CBS, citando alcune fonti, riferisce che il memorandum of understanding fra Iran e Stati Uniti sarà firmato probabilmente la prossima settimana.
Le agenzie di stampa iraniane Tasnim e FARS, vicine ai pasdaran, smentiscono che Teheran abbia approvato alcun testo di accordo con gli Stati Uniti.
L'Iran «non conferma alcun accordo» scrive Tasnim mentre la FARS, citando una fonte «informata», sottolinea che «non è stata approvata nessun bozza di intesa o memorandum iniziale con gli USA, contraddicendo l'annuncio del presidente Trump».
Frena anche la televisione di Stato iraniana su X: «Ogni ora racconta una bugia e si vanta», si legge nel post che non cita direttamente il presidente americano.
Wall Street avanza decisa con l'intesa fra Iran e Stati Uniti che si avvicina. Il Dow Jones sale dell'1,64% a 50.717,11 punti, il Nasdaq avanza dell'1,68% a 25.589,48 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,28% a 7.361,30 punti.
Funzionari iraniani hanno riferito a diversi paesi che i colloqui di Teheran hanno portato a un accordo di massima, ma che la Guida suprema Mojtaba Khamenei doveva ancora dare la sua approvazione definitiva.
Lo riferisce Axios citando fonti informate secondo le quali gli attacchi americani della notte hanno accresciuto notevolmente i sospetti iraniani riguardo alle reali intenzioni del presidente americano Donald Trump.
I negoziati tra l'inviato del Qatar Ali al-Thawadi e il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi sono andate avanti fino a tarda notte ieri per arrivare ad un accordo. Lo riferisce Axios citando tre fonti informate secondo le quali Qatar e Iran ritengono di aver approvato un testo condiviso che dovrebbe essere accettato anche dagli Stati Uniti.
Secondo tre fonti informate sui colloqui, ieri i qatarini e gli iraniani - scrive Axios - ritenevano di aver raggiunto un accordo su un testo che sarebbe stato accettato anche dagli Stati Uniti, dopo aver ridotto le divergenze su tre questioni chiave: il meccanismo per lo sblocco dei beni iraniani congelati, la questione più importante per Teheran; le disposizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz durante il periodo di cessate il fuoco di 60 giorni; le modalità per lo svolgimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano durante i due mesi di tregua.
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno completato le operazioni per ottenere il controllo operativo e bonificare l'area a nord del fiume Saluki, lungo la linea avanzata di difesa nel sud del Libano. Lo rende noto lo stesso esercito.
L'operazione rientra nei tentativi di rafforzare le posizioni nel Libano meridionale e rimuovere la minaccia rappresentata da Hezbollah alle comunità della Galilea settentrionale e di Metula.
L'area del fiume Saluki, afferma l'IDF, è stata utilizzata dall'organizzazione Hezbollah come una delle principali basi operative per l'impiego di droni esplosivi e per il lancio di attacchi indiretti contro le forze israeliane presenti nella zona.
Nel corso dell'operazione le truppe, in collaborazione con l'Aeronautica militare israeliana, hanno demolito centinaia di strutture terroristiche ed eliminato oltre 50 miliziani. Inoltre, sono stati rinvenuti diversi armamenti, tra cui ordigni esplosivi, missili anticarro e lanciatori anticarro.
«Considerato che le discussioni con la Repubblica islamica dell'Iran sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate, io, in qualità di presidente degli Stati Uniti d'America, ho annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l'Iran previsti per questa sera. Le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei dettagli, da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri»: lo scrive Donald Trump su Truth.
Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore fino alla finalizzazione di questo accordo - data e luogo della firma saranno annunciati a breve.
In merito ai colloqui diretti con lo Stato ebraico, il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato alla Reuters che «Israele si sta dimostrando intransigente nei negoziati e non sta presentando un piano chiaro».
«Siamo determinati a proseguire con un nuovo ciclo di negoziati - ha affermato Aoun - specificando che, se verrà respinto, la responsabilità ricadrà sulla parte israeliana».
Il presidente ha concluso riferendo che Beirut è «in contatto con Arabia Saudita e Qatar per raggiungere un cessate il fuoco, visti i loro rapporti con l'Iran».
La Banca Mondiale rivede al ribasso le stime di crescita mondiali. Il PIL quest'anno crescerà del 2,5%, il livello più basso dal Covid, mentre l'inflazione salirà al 4%.
L'istituto di Washington afferma che le prospettive di due terzi delle economie sono deteriorate in seguito alla guerra in Iran. Quest'ultima ha causato «il più grande shock dell'offerta» di petrolio «degli ultimi oltre 50 anni. Se il conflitto dovesse protrarsi, il prossimo elemento a risentirne saranno i prezzi dei prodotti alimentari», ha detto il capo economista Indermit Gill.
«Gli Stati Uniti stasera colpiranno duramente l'Iran (la cui Marina, Aeronautica, i radar, la difesa antiaerea e ogni altra forma di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono ormai annientate!)». Lo scrive il presidente americano Donald Trump su Truth.
In un'intervista a FOX Trump ha sostenuto che «il bombardamento sarà più pesante stasera» e che l'Iran è «bravo solo a fare propaganda, non a combattere», sottolineando che Teheran sta «negoziando con noi per un accordo».
Il presidente ha poi dichiarato di essere «ora» meno interessato a raggiungere un accordo rispetto a tre o quattro settimane fa. E ha ribadito di non voler inviare truppe sul terreno, ma «se volessi potremmo inviare un piccolo gruppo di soldati e prendere tutto».
Trump ha anche affermato di non essere frustrato per l'Iran e che la «mia preferenza è sempre stata quella» di prendere l'isola di Kharg, ma di non sapere «se l'America ha il fegato per farlo». Trump ha aggiunto che gli aerei americani stanno volando sopra l'Iran e «loro non ne hanno idea. L'Iran è finito».
Intanto l'agenzia di stampa iraniana FARS, affiliata al Corpo delle Guardie della rivoluzionarie islamica, ha ridimensionato la notizia della CNN riguardante nuovi colloqui tra Teheran e Washington. Citando una fonte vicina al team negoziale iraniano, la FARS ha affermato che l'Iran non ha fatto marcia indietro sulle sue linee rosse e si aspetta che gli Stati Uniti accettino in definitiva la struttura di un testo precedentemente proposto.
«Qualsiasi danno arrecato ai nostri alleati nel Golfo sarà risarcito utilizzando fondi sequestrati dai conti iraniani». Lo ha annunciato il segretario del Tesoro americano Scott Bessent su X, senza specificare il meccanismo previsto.
«Ogni attacco lanciato dall'Iran - ha aggiunto - non farà che aggravare le conseguenze economiche e finanziarie che il paese deve affrontare».
«Gli Stati Uniti stasera colpiranno duramente l'Iran (la cui Marina, Aeronautica, i radar, la difesa antiaerea e ogni altra forma di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono ormai annientate!)». Lo scrive il presidente americano Donald Trump su Truth.
In un'intervista a FOX Trump ha sostenuto che l'Iran è «bravo solo a fare propaganda, non a combattere», sottolineando che Teheran sta «negoziando con noi per un accordo». Il presidente ha anche affermato di non essere frustrato per l'Iran e che la «mia preferenza è sempre stata quella» di prendere l'isola di Kharg.
Intanto l'agenzia di stampa iraniana FARS, affiliata al Corpo delle Guardie della rivoluzionarie islamica, ha ridimensionato la notizia della CNN riguardante nuovi colloqui tra Teheran e Washington. Citando una fonte vicina al team negoziale iraniano, la FARS ha affermato che l'Iran non ha fatto marcia indietro sulle sue linee rosse e si aspetta che gli Stati Uniti accettino in definitiva la struttura di un testo precedentemente proposto.
L'Iran annuncia la chiusura totale dello Stretto di Ormuz «fino a nuovo ordine». Lo afferma l'autorità marittima iraniana, che in un post sui social media afferma: «Alla luce delle tensioni create dalle forze americane di invasione nella regione e dell'annuncio fatto ieri sera dalle forze armate iraniane, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a nuovo avviso. Si prega i richiedenti che hanno ottenuto i permessi di transito di avere pazienza e di attendere ulteriori indicazioni dall'autorità marittima».
«Lo scorso fine settimana, secondo le notizie, otto bambini uccisi e altri 17 feriti in cinque diverse località della Striscia di Gaza, mentre in Cisgiordania un bambino di sette mesi è morto dopo essere stato colpito dalle forze israeliane nella zona di Tel Rumeida, a Hebron.»
«Ancora una volta, la vita di alcuni bambini è stata stroncata. In una delle zone colpite a Gaza, un gruppo di bambini che giocava a calcio è rimasto ferito da un attacco nelle vicinanze». A richiamare l'attenzione sulle morti dei bambini palestinesi è Edouard Beigbeder, direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, che ricorda anche l'uccisione in Cisgiordania di un neonato, colpito da un proiettile mentre era seduto sulle ginocchia della madre sul sedile posteriore di un'auto.
E avverte: «Non possiamo permettere che questa diventi la nuova normalità: la morte di bambini a causa della violenza dovrebbe suscitare indignazione a livello mondiale e deve essere condannata a tutti i livelli».
«In Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, l'uccisione e il ferimento di bambini e delle loro famiglie, gli sfollamenti forzati e gli attacchi a scuole, abitazioni, infrastrutture idriche e sanitarie dimostrano un palese disprezzo per i diritti dei bambini», sottolinea Beigbeder.
L'Unicef esorta le autorità israeliane ad adottare «misure decisive per proteggere tutti i bambini palestinesi. Le autorità devono garantire indagini trasparenti, credibili e approfondite, nonché accertare la responsabilità ogni volta che dei bambini vengono uccisi o mutilati. Il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario devono essere rispettati e il diritto intrinseco alla vita di ogni bambino deve essere protetto».
Una bambina di 11 anni ha riportato ferite lievi e alcune abitazioni e automobili sono state danneggiate negli attacchi sferrati dall'Iran contro il Bahrein, secondo quanto riferito dal Ministero dell'Interno. La caduta di schegge provocata dall'intercettazione di droni «a causa della peccaminosa aggressione iraniana» ha causato «l'incendio di veicoli e danni alle abitazioni», ha scritto il Ministero su X, pubblicando foto di auto e edifici bruciati.
Situazione calda in Medio Oriente dopo i nuovi attacchi lanciati dagli USA contro l’Iran. Teheran ha minacciato gli Stati Uniti di «trasformare la regione dello Stretto di Hormuz nel vostro inferno», ribadendo la chiusura del canale. Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Majid Mousavi, ha scritto su X che «questa sarà una risposta all'insolenza degli americani nella regione, se Dio vuole». Le Guardie rivoluzionarie hanno poi smentito le affermazioni statunitensi secondo cui il transito delle navi attraverso il canale sarebbe ancora in corso. «Avvertiamo che nessuna imbarcazione deve lasciare il suo ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mar d'Oman. Qualsiasi avvicinamento allo Stretto di Hormuz sarà considerato una collaborazione con il nemico», hanno avvertito le forze navali del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche.
Botta e risposta
Il presidente Usa Donald Trump, dal canto suo, ha lasciato aperta la porta a nuovi attacchi all'Iran. A chi gli chiedeva cosa accadrà se Teheran non firmerà un accordo, il tycoon ha risposto: «Li bombarderemo fino a farli a pezzi». Trump ha poi aggiunto che Israele non è coinvolto nell’offensiva americana. I raid hanno riguardato i sistemi di comunicazione, sorveglianza e di difesa aerea.
«Colpite basi Usa in Kuwait e Bahrein»
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha annunciato invece di aver colpito basi in Kuwait e Bahrein in risposta ai rinnovati raid aerei statunitensi. «In due ondate di operazioni, diciotto importanti obiettivi appartenenti all'esercito USA sono stati colpiti presso le basi di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein», ha dichiarato l'Irgc citato dall'agenzia di stampa iraniana Irna. I media statali di Teheran avevano precedentemente riportato un attacco al quartier generale della Quinta flotta statunitense in Bahrein.

