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Estero
Trump ha scelto: Barrett alla Corte Suprema
Keystone-ats
6 anni fa
La 48enne, cattolica e ultra-conservatrice, dovrà ora essere votata dai rappresentanti. Ma Biden vuole il voto dopo le elezioni

Donald Trump gioca la carta Amy Coney Barrett, una cattolica conservatrice e antiabortista alla Corte Suprema. L’annuncio dal Rose Garden della Casa Bianca, dove la Barrett si è presentata con tutta la sua famiglia, marito e sette figli. “Grazie per condividere la vostra mamma con il nostro paese”, le parole del presidente americano.

“Amy è una donna dotata di grande talento, ha delle credenziali enormi ed ha sempre dimostrato una grande lealtà nei confronti della nostra costituzione”, ha affermato il presidente americano. Trump ha quindi lanciato un appello a procedere alla conferma di Amy Coney Barrett alla Corte Suprema velocemente e ha invitato i democratici a non ostacolare questo percorso.

Omaggio a Ruth Bader Ginsburg
Da parte sua la Barrett ha dedicato le prime parole da giudice designata della Corte Suprema alla scomparsa Ruth Bader Ginsburg, icona liberal: “Ha rotto diversi soffitti di cristallo”, ha detto Barrett che è invece di formazione cattolica e conservatrice. Ha anche ricordato il giudice costituzionale Antonin Scalia di cui è stata discepola. “Il compito di un giudice - ha detto - è applicare la legge così come è scritta”.

Biden: “Votiamola dopo le elezioni”
Mentre il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden ha ribadito su Twitter che il Senato non dovrebbe votare fino a che non votano gli americani. Non dovrebbe agire fino a che gli americani non hanno scelto il loro prossimo presidente e il loro prossimo Congresso”.

Harris: “Corte suprema a destra per una generazione”
E la sua vice designata Kamala Harris, riferendosi alla riforma sanitaria di Barack Obama (l’Obamacare) e alla storica sentenza che ha legalizzato l’aborto negli Usa, ha scritto che “la scelta fatta da Trump per la successione al giudice Ginsburg alla Corte Suprema è chiara: vuole distruggere l’Affordable Care Act e rovesciare la Roe”. “Questa nomina porterà la Corte ulteriormente a destra per una generazione e colpirà milioni di americani”, aggiunge Harris su Twitter.

Quella di Trump è una mossa che potrebbe rilanciare la sua campagna elettorale, con la nomina di una giudice di appena 48 anni in grado di incidere per decenni sull’orientamento dell’Alta Corte con la sua visione fortemente tradizionalista.

6 seggi conservatori contro 3 “liberal”
Senza contare che il numero dei saggi costituzionali di matrice conservatrice passa a 6 contro i 3 di nomina liberal, con uno sbilanciamento senza precedenti nella storia recente. Dato di non poco conto anche in previsione di un possibile scontro sull’esito del voto, che potrebbe finire proprio davanti alla Corte Suprema.

Rischia di alienare l’elettorato moderato
Ma la Barrett, ex discepola del falco Scalia e dal 2017 magistrato della Corte di appello di Chicago, è anche una carta che comporta seri rischi per Trump, come quello di galvanizzare solo lo zoccolo duro dei suoi sostenitori, in prevalenza ultraconservatori ed evangelici. Mentre potrebbe alienare parte dell’elettorato, soprattutto donne ed indipendenti.

Quando però manca meno di un mese alle elezioni presidenziali, il rischio fa parte del gioco. Trump lo sa, e per questo ancora una volta si sarebbe affidato poco ai calcoli e più all’istinto, non ascoltando chi tra le mura della Casa Bianca lo invitava a puntare su una scelta maggiormente condivisa, come la giudice d’appello della Florida Barbara Lagoa, 52 anni, che in passato ha goduto di un sostegno bipartisan e che avrebbe portato in dote il suo appeal verso l’elettorato ispanico.

Il presidente americano invece negli ultimi giorni ha voluto incontrare solo Amy Coney Barrett. Fosse stato per lui l’avrebbe già scelta nel 2018 per sostituire il giudice costituzionale Anthony Kennedy, andato in pensione. Ma si convinse che era meglio aspettare e che il futuro di Amy era al posto della Ginsburg.

Corsa per il vaccino per salvare l’elezione
Ora Trump spera che la sua decisione contribuisca a fargli vincere lo sprint finale contro Joe Biden, in attesa della cosiddetta “october surprise”, quel via libera al vaccino anti-coronavirus per il quale Trump sarebbe disposto a tutto, intestandosi il ruolo di salvatore della patria dopo le tante critiche per la gestione della pandemia.

Martedì il primo duello tv
Un risultato comunque il presidente può ottenerlo già martedì sera, quando nel primo dei tre duelli tv con il suo avversario per la Casa Bianca lo costringerà a scontrarsi su terreni a lui più congeniali: giustizia, aborto, Obamacare, mentre Biden sperava di concentrasi soprattutto sull’emergenza sanitaria e sulle drammatiche conseguenze su economia e posti di lavoro.

E se Trump invita al Senato a procedere ora velocemente alla conferma della nomina, Biden lancia un appello perché la decisione non avvenga prima delle elezioni del 3 novembre. L’audizione della Barrett intanto dovrebbe iniziare il 12 ottobre e durare quattro giorni.

Il tentativo di Obama nel 2013
Trump al momento ha i numeri e i suoi avversari ancora si mordono le mani per il fallito tentativo di Barack Obama che sette anni fa provò a convincere la giudice Ginsburg, allora ottantenne e già alle prese con un tumore, a fare un passo indietro. Era il luglio del 2013 e l’allora presidente la invitò per una colazione di lavoro alla Casa Bianca: ma la Ginsburg non capitolò, nonostante Obama le parlò dei suoi timori per le elezioni di metà mandato del 2014, quando in effetti i democratici persero il Senato. Ora per quel pranzo conclusosi con una fumata nera i democratici americani potrebbero pagare un conto salatissimo.

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