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Trump: «Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran stasera e domani»
20 ore fa
Il presidente americano ha formalmente comunicato al Congresso che gli USA sono di nuovo in guerra con Teheran –«Presto bombarderemo in Iran l'impianto nucleare di Pickaxe Mountain» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
3 ore fa
Trump: «Non sempre vado d'accordo con Netanyahu, ma ha fatto un buon lavoro»

Donald Trump ha ribadito di avere «un buon rapporto» con Benyamin Netanyahu. «Vado molto d'accordo con lui. A volte non sono d'accordo con lui. E' un primo ministro in tempo di guerra. Ha fatto un buon lavoro», ha detto il tycoon in un'intervista radiofonica con il conduttore Hugh Hewitt.

3 ore fa
«Presa di mira una nave americana ostile con missili da crociera»

Secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Irib, che cita una fonte militare anonima, la Marina iraniana ha lanciato missili da crociera contro una «nave ostile del nemico americano». Lo riporta la tv statale iraniana, aggiungendo che sono stati di mira anche alcuni siti militari strategici dell'esercito Usa In Kuwait.

3 ore fa
USA: «Avviato il terzo attacco consecutivo contro l'Iran»

«Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, su disposizione del commander-in-chief». Lo scrive il Centcom su X.

3 ore fa
Trump: «Presto bombarderemo in Iran l'impianto nucleare di Pickaxe Mountain»

Donald Trump, durante il programma radiofonico «Hugh Hewitt Show», ha avvertito l'Iran che gli Stati Uniti bombarderanno Pickaxe Mountain, un complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 km a sud di Teheran.

«Dite agli iraniani di prepararsi», ha messo in guardia, aggiungendo che «probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto».

Pickaxe Mountain, situata nei pressi dell'impianto iraniano di arricchimento dell'uranio di Natanz, pesantemente danneggiato, è un sito altamente fortificato che ospita due complessi di tunnel situati a grande profondità; secondo gli esperti, tali strutture sono fuori dalla portata delle più potenti bombe «bunker buster» dell'arsenale Usa.

3 ore fa
Trump ha comunicato al Congresso la ripresa della guerra contro l'Iran

Donald Trump ha formalmente comunicato al Congresso che gli Stati Uniti sono di nuovo in guerra con l'Iran. In una lettera datata 10 luglio, di cui Politico ha preso visione, Trump ha affermato che gli attacchi iniziati il 7 luglio rappresentano «un'azione militare coerente con la mia responsabilità di proteggere gli americani e gli interessi degli Stati Uniti, sia in patria che all'estero».

4 ore fa
Trump: «Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran stasera e domani»

Gli Stati Uniti colpiranno duramente l'Iran lunedì sera e martedì. Lo ha detto Donald Trump al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. Interrogato sul memorandum d'intesa, Trump ha affermato che si trattava di una prova per l'Iran, che quest'ultimo non ha rispettato.

«Era un test e loro hanno fallito», ha detto ancora Trump riferendosi al memorandum d'intesa con l'Iran. «Non contava granché. I protocolli d'intesa non contano molto quando hai a che fare con dei farabutti, e non contano molto nemmeno quando tratti con persone oneste, proprio perché si tratta di un protocollo d'intesa», ha aggiunto il presidente americano.

4 ore fa
Wall Street chiude in rosso dopo le nuove tensioni in Iran

Wall Street chiude negative con le nuove tensioni in Iran e tutto il Medio Oriente. Il Dow Jones cede lo 0,26% a 52.498,82 punti, il Nasdaq lascia l'1,55% a 25.873,18 punti e S&P 500 perde lo 0,79% a 7.515,84 punti.

9 ore fa
Trump: «Hormuz resta aperto, nuovo blocco USA per le navi iraniane»

«Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l'Iran. Stiamo ripristinando il blocco iraniano» che impedisce «esclusivamente alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire; tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero».

Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth annunciando che gli Stati Uniti «da questo momento in poi saranno noti come i custodi dello Stretto di Hormuz» e in questa «veste e per ragioni di equità», verranno rimborsati «nella misura del 20% del valore di ogni carico trasportato per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza e la protezione».

10 ore fa
Dubai punta a un nuovo porto per aggirare Hormuz

Dubai sta valutando la costruzione di un nuovo porto per aggirare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali Dp World ha avviato contatti per lo sviluppo di un nuovo porto a Fujairah e un nuovo terminal in quello esistente.

Il piano è in linea con l'iniziativa del governo degli Emirati Arabi Uniti che vogliono mettere al riparo la loro economia da eventuali future tensioni con l'Iran e ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz.

10 ore fa
L'IDF a Netanyahu: «No alla moratoria sugli arresti dei disertori ultraortodossi»

Il capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha inviato una lettera al premier Benjamin Netanyahu e al ministro della Difesa Israel Katz in cui esprime la contrarietà dell'esercito alla legge volta ad applicare una moratoria degli arresti dei disertori ultraortodossi.

«La legge creerà una frattura profonda e diseguaglianza tra i soldati», si legge nella lettera circolata oggi sui media israeliani e inviata ieri da Zamir dopo l'approvazione in commissione Difesa della Knesset del testo che ora passa in plenaria.

La legge è uno dei testi controversi che la coalizione ambisce ad approvare questa settimana, prima dello scioglimento della Knesset venerdì in vista delle elezioni che si terranno il 27 ottobre. Si tratta di un emendamento che entrerebbe in vigore fino al 30 novembre e fa parte di un accordo tra Netanyahu e i partiti ultraortodossi, nel tentativo di mantenerli nel blocco della destra. Tuttavia il testo incontra opposizione anche di diversi membri della coalizione, del Likud e del partito 'Sionismo religioso' del ministro delle Finanze Betzalel Smotrich.

12 ore fa
Yemen: 'Houthi sequestrano aereo Croce Rossa, piloti in ostaggio'

Gli Houthi hanno sequestrato un aereo del Comitato internazionale della Croce Rossa all'aeroporto di Sana'a, impedendone la partenza, e stanno tenendo in ostaggio il pilota e il suo copilota. Lo ha dichiarato il ministro dell'Informazione yemenita Muammar al-Iryani, parlando di «pericolosa escalation» e di violazione del diritto internazionale umanitario.

Citato dal sito del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, Al-Iryani ha esortato il Comitato Internazionale della Croce Rossa, le Nazioni Unite e la comunità internazionale a condannare l'accaduto, ad agire con urgenza per liberare l'aereo e il suo equipaggio, a perseguire i responsabili e a porre fine a quelle che ha definito ripetute violazioni commesse dagli Houthi contro le organizzazioni e le missioni umanitarie in Yemen.

12 ore fa
Iran, pasdaran ucciso in un attacco Usa

Mohammad Nasser Dalirvar, membro della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, è rimasto ucciso e altri due membri sono rimasti feriti durante gli attacchi statunitensi contro una base militare sull'isola di Farur, nella provincia di Hormozgan, avvenuti la scorsa notte; lo hanno reso noto oggi le Guardie in un comunicato.

Nel frattempo, l'agenzia di stampa Fars ha pubblicato oggi un video che mostra il lancio di un missile balistico iraniano Ghadr da parte delle forze del Paese; sul missile era dipinta la scritta «Game over Usa».

12 ore fa
Nyt ricostruisce piano Mossad per fare di Ahmadinejad nuovo leader

Israele ha cercato per anni di trasformare l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad in una sua fonte intelligence con l'obiettivo di riportalo al potere. Alla fine però il suo piano è fallito, nel febbraio scorso. Lo riferisce il New York Times citando alcune fonti secondo le quali Ahmadinejad era una tale priorità per Israele che anche il capo del Mossad lo aveva incontrato nel 2024 in Ungheria.

Il 28 febbraio un raid israeliano colpì il compound dell'ex presidente iraniano e, dopo l'attacco, un'auto nera con agenti del Mossad alla guida lo ha prelevato e portato via. Ahmadinejad però è rimasto contrariato per la frenetica operazione: disilluso dal piano israeliano di riportarlo al potere, l'ex presidente iraniano lasciò il rifugio in cui era stato portato e fece perdere le sue tracce. È riapparso in pubblico solo lunedì scorso per una breve comparsa durante il corteo per i funerali dell'ex guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei.

Secondo fonti iraniane, Ahmadinejad è sotto la custodia del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, agli arresti domiciliari dopo che il regime è venuto a conoscenza delle sue interazioni con Israele.

12 ore fa
Iran, due morti in attacchi Usa nel sud-ovest ad Abadan

Due persone sono rimaste uccise in seguito ad attacchi statunitensi nel sud-ovest dell'Iran - in una regione petrolifera vicino al Kuwait e all'Iraq - secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim. «Finora si contano due morti e tre feriti», hanno riportato le agenzie, citando un funzionario della provincia del Khuzestan che ha segnalato attacchi in «tre diverse località» alla periferia di Abadan.

12 ore fa
L'Iran spara colpi di avvertimento contro le imbarcazioni nello Stretto di Hormuz

L'Iran ha sparato colpi di avvertimento contro due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, ha riferito la TV di Stato. Nel frattempo, l'agenzia Fars ha reso noto che tre zone della città meridionale di Abadan, nella provincia del Khuzestan, sono state oggetto di attacchi.

Secondo Teheran, stamattina due navi si accingevano ad attraversare illegalmente le linee di demarcazione riconosciute dall'Iran nello Stretto di Hormuz, ma sono state fermate in seguito a colpi di avvertimento esplosi dalle Guardie Rivoluzionarie.

12 ore fa
L'Ue lancia l'iniziativa Team Gaza, la Svizzera vi aderisce

Il governo svizzero partecipa, insieme ad altri dodici esecutivi nazionali, a un'iniziativa per la ricostruzione precoce di Gaza. Secondo quanto comunicato dalla Commissione europea, in occasione del lancio dell'iniziativa sono stati raccolti diverse centinaia di milioni di euro. Durante la riunione del Palestine Donor Group (Pdg), la Commissione Ue ha lanciato la cosiddetta «Team Gaza Initiative», una piattaforma per coordinare gli interventi a sostegno della ricostruzione della Striscia di Gaza, ha comunicato oggi a Bruxelles la Commissione europea. All'iniziativa partecipano tredici Stati insieme alla Commissione, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca mondiale, con un sostegno finanziario di 883,6 milioni di euro (circa 817 milioni di franchi) per le prime azioni previste. Annunciati anche nuovi impegni finanziari per un importo di 41,7 milioni a favore dell'Autorità palestinese.

Il progetto

All'iniziativa Team Gaza partecipano i governi di Italia, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Giappone, Norvegia e Svizzera, mentre altri Paesi, tra cui Australia e Canada, hanno espresso interesse ad aderire. Il progetto, in linea con il Gaza Peace Plan e con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, si basa sulla Valutazione rapida dei danni e dei bisogni per Gaza pubblicata nell'aprile 2026 da Ue, Nazioni Unite e Banca mondiale e coordinerà i progetti per il ripristino dei servizi essenziali a Gaza, dalle infrastrutture idriche e sanitarie alla gestione dei rifiuti, fino ai sistemi sanitari, energetici, agricoli e alimentari. Nel corso della riunione c'è stato inoltre un primo scambio sui due progetti per l'acqua e la gestione dei rifiuti concordati dalla commissaria Šuica con le autorità israeliane, durante la sua recente missione in Israele e Palestina.

I presenti

A margine del Pdg, l'Ue, insieme a Italia, Spagna, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Portogallo, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio, ha firmato nuovi accordi per un totale di 41,7 milioni di euro (3,85 milioni di franchi) attraverso il meccanismo Pegase, lo strumento creato nel 2008 con elevati standard di controllo applicati attraverso audit ex ante e verifiche ex post, per convogliare in modo trasparente ed efficace gli aiuti all'Autorità palestinese. Tale importo si somma ai 310 milioni di euro che la Commissione europea si è impegnata a versare tramite il Pegase per il biennio 2026-2027. Dalla sua istituzione, il meccanismo ha mobilitato complessivamente 3,8 miliardi di euro a sostegno della popolazione palestinese. Quella odierna è stata la seconda riunione del Pdg, copresieduta da Šuica, e dal primo ministro dell'Autorità palestinese, Mohammad Mustafa, alla presenza di 65 delegazioni internazionali. Tra i partecipanti figuravano ministri e alti funzionari degli Stati membri dell'Ue e dei Paesi partner, nonché rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali e istituzioni finanziarie. Alla riunione hanno partecipato per la prima volta l'Alto rappresentante del Board of Peace, Nikolay Mladenov, e il capo del Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, Ali Shaath.

13 ore fa
Pechino chiede il ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz

Pechino ha chiesto il ripristino «il prima possibile» di una navigazione sicura e libera nello Stretto di Hormuz, dopo che l'Iran ne ha annunciato la chiusura in seguito alla ripresa degli attacchi con gli Stati Uniti. Lo riporta il China Daily. «Lo Stretto di Hormuz è una via di navigazione internazionale. Ripristinare quanto prima un passaggio sicuro e libero serve gli interessi di tutte le parti», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, nel corso del briefing quotidiano. Lin ha ribadito la posizione di Pechino a favore della stabilità delle rotte marittime internazionali, senza attribuire responsabilità dirette per la chiusura del passaggio strategico, attraverso cui transita una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio e gas.

13 ore fa
Iran, proseguono i colloqui con i mediatori per evitare altre tensioni

«I mediatori tra Iran e Stati Uniti proseguono gli sforzi per prevenire un'escalation della tensione. In questi giorni abbiamo tenuto incontri con Qatar e Oman e i nostri contatti con il Pakistan continuano», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaiel Baghaei. «La diplomazia, quale strumento per raggiungere un accordo, non si fermerà. Utilizzeremo qualsiasi mezzo per tutelare i nostri interessi nazionali», ha aggiunto. Tuttavia, parlando del futuro del Memorandum d'Intesa di Islamabad (Islamabad MoU), Baghaei ha dichiarato: «Non c'è dubbio che siamo entrati in una fase di crisi». Ha inoltre smentito le notizie secondo cui l'Iran avrebbe insistito per tenere dei colloqui, affermando che tali voci fanno parte di una guerra psicologica.

In un altro passaggio del suo intervento, Baghaei ha affermato che l'Iran non accoglierà la richiesta del direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, di ispezionare i siti nucleari iraniani danneggiati durante gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele. Interpellato dai giornalisti in merito alle notizie e alle immagini satellitari riguardanti la ricostruzione dei siti nucleari iraniani, ha dichiarato: «Non ho visto queste immagini, quindi non posso commentarle».

13 ore fa
Iran e Oman, nessuna intesa sul meccanismo di gestione di Hormuz

«Iran e Oman non sono riusciti a definire un piano per istituire un meccanismo di gestione dello Stretto di Hormuz e garantire la sicurezza della navigazione nell'area, a causa delle pressioni esercitate su Mascate». Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. «L'Iran ha insistito affinché la gestione dello Stretto di Hormuz fosse affidata al Paese stesso, in consultazione con l'Oman, proprio per tutelare gli interessi iraniani e garantire la sicurezza del transito. Quanto accaduto è responsabilità degli Stati Uniti», ha aggiunto, sottolineando: «Non permetteremo agli USA e al regime sionista di utilizzare questa via navigabile per danneggiare l'Iran». Facendo poi riferimento alla dichiarazione del gruppo E3 (Francia, Regno Unito e Germania) sullo Stretto di Hormuz, ha affermato: «Tale dichiarazione è priva di fondamento giuridico. Insistono nel voler vedere i fatti capovolti. Gli europei avrebbero potuto svolgere un ruolo migliore, ma non hanno fatto nulla a causa della loro abitudine di sottomettersi agli Stati Uniti. Queste dichiarazioni non contribuiranno a risolvere la questione né a migliorare la posizione dell'Europa».

15 ore fa
Onu: «Hamas ruba gli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza»

«I terroristi di Hamas sono interessati solo a preservare il loro potere e hanno rubato gli aiuti umanitari». La denuncia arriva dal vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Ramiz Alakbarov, che afferma di condannare «fermamente» l'ostruzione delle operazioni umanitarie da parte delle autorità de facto di Gaza. La dichiarazione giunge dopo che le attività del complesso di distribuzione alimentare di Jabalia a Gaza sono state sospese nel fine settimana a seguito della presa del controllo da parte di Hamas. «I terroristi seminano il terrore e rubano gli aiuti umanitari destinati a voi», si legge in una dichiarazione indirizzata agli abitanti della Striscia di Gaza. Alakbarov ha affermato che non si tratta di un episodio isolato.

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